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La rabbia nell'aria

[24/01/2020] IN COPERTINA

La rabbia  nell'aria

Tra denunce ed esposti monta la protesta dei cittadini di Maglie e Muro Leccese, esasperati dai miasmi e preoccupati per i dati relativi alla qualità dell’aria: continui sforamenti di PM 2,5 sono stati infatti documentati anche da Arpa Puglia, oltre che dalle centraline installate sulle abitazioni private 

 

Cittadini in mobilitazione in due comunità salentine, in alcuni casi anche con l'appoggio delle istituzioni locali. Si tratta degli abitanti di Muro Leccese e Maglie, preoccupati per la presenza di fastidiosi miasmi che si avvertono da diverse settimane e che accompagnano i valori anomali di PM 10 e, soprattutto, PM 2,5 registrati sia da alcune centraline di monitoraggio private, sia da quelle installate dall'Arpa (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale). I dati emersi dalle rilevazioni delle centraline parlano di numerosi sforamenti del valore limite, indicato in 25µg/m3 (microgrammi/metro cubo), e preoccupanti in questo senso sono i dati registrati dalla centralina Arpa di Maglie, installata sull'ITC “De Castro” in via Don Luigi Sturzo n. 4: nel periodo compreso tra il 9 e il 19 gennaio scorsi, i valori di PM 2,5 sono rientrati nella norma solo il 16 gennaio, superando in alcuni momenti i 40µg/m3; numerosi sforamenti sono stati però registrati anche nel mese di dicembre. 

Preoccupano i valori di PM 2,5, come anche i miasmi che perversano tra Muro Leccese, Maglie e anche Scorrano. Tra i due fenomeni non è stata dimostrata nessuna correlazione, ma un aspetto crea tra loro una sorta di legame: i PM 2,5 derivano emissioni di autoveicoli, fenomeni naturali, processi di combustione, ma anche processi industriali e i miasmi avvertiti dalle popolazioni si concentrano maggiormente nelle ore notturne nei pressi dell'area industriale di Muro Leccese. 

È partita così una battaglia che ha l'obiettivo di fare chiarezza su cosa sta succedendo, di capire da dove provengono i miasmi e a cosa sono dovuti i valori di PM 2,5 superiori alla norma. Una lotta che è stata intrapresa su due binari paralleli: da una parte l'associazione "Città Futura" di Muro Leccese che ha presentato diverse denunce ai Carabinieri, dall'altra il comitato spontaneo "Aria Pulita" di Maglie, firmatario di un esposto in mano della Magistratura. Nessuna certezza sull'origine di questa situazione, tranne una: non si può più perdere tempo. 

 

MAGLIE 

Non solo cattivi odori: i miasmi hanno anche l’aroma di essenze floreali  

 

È di un gruppo di sette cittadini magliesi l'iniziativa che ha portato ad una raccolta firma e alla contemporanea elaborazione di un esposto presentato in procura lo scorso 20 gennaio. Il gruppo si è riunito in un comitato spontaneo denominato "Aria Pulita" e ha chiesto predisposizione dell'esposto all'avvocato Salvatore Ruberti, dell'Ufficio legale di Adusbef: "Dopo la loro richiesta di collaborazione ho sentito la responsabilità civile di sostenere la loro causa e ho così accettato di scrivere gratuitamente l'esposto". 

Nel documento presentato in Procura vengono descritti e analizzati gli episodi in cui sono stati avvertiti i miasmi a partire da luglio 2019, facendo però riferimento anche a casi più particolari come i malori subiti da alcuni bambini nel 2014 proprio a causa del fenomeno. "L'esposto -continua Ruberti- pone l'accento sull'inquinamento odorigeno, fenomeno ufficialmente riconosciuto e inserito solo nel 2018 nel codice ambiente nell'articolo 272 bis, rubricato come 'emissioni odorigene'". 

L'originalità di questo documento sta nel fatto che si fa riferimento ad odori inquinanti, ma che non abbiano necessariamente un impatto sgradevole: "Ho voluto prendere in considerazione tutte le emissioni, anche quelle che non destano preoccupazioni per il loro odore piacevole, come pinene o etanolo, ma che invece possono rilevarsi dannosi per la salute". Pare infatti che siano diversi gli episodi in cui alcuni cittadini di Maglie abbiano avvertito a macchia di leopardo odori diversi, da quello delle rose alla plastica bruciata, senza che ne fosse individuata l'origine. Tra gli elementi a disposizione della magistratura anche una tabella con i descrittori di qualità associati ad alcune delle sostanze odorigene più comuni, tra gli strumenti a disposizione degli enti di tutela. L'avvocato Ruberti ha poi legato la presenza di miasmi a tre fattispecie: attività industriali, combustione di scarti di lavorazione agricola e abbandono di rifiuti pericolosi e maleodoranti. L'esposto poggia soprattutto su due riferimenti legislativi, l'art. 674 del codice penale e la legge regionale 32/2018 "Disciplina in materia di emissioni odorigene", che stabilisce le competenze nel campo di Regione e Arpa. 

Inserite nel documento anche i valori anomali di pm 2,5 registrati dalle centraline private utilizzate dai membri del comitato, un altro elemento con il quale "si chiede di attivare tutti i controlli necessari per evitare situazioni di pericolo, diffidare il protrarsi di procedimenti ritenuti responsabili di questo inquinamento e di far intervenire l'Arpa ogni qualvolta si presentino episodi simili". 

 

MURO LECCESE 

"Vogliamo che venga fatta luce su cosa respiriamo"

 

È partita alcuni anni fa la battaglia di "Città Futura", associazione e gruppo consiliare di opposizione di Muro Leccese che vuole raccogliere anche le istanze di Maglie e Scorrano. Il gruppo ha iniziato una propria attività di monitoraggio dell'aria, come spiega il suo rappresentante, Laura Lubelli: "Ormai da troppi anni si protrae questa situazione allarmante sulla qualità dell'aria che si respira tra Muro Leccese, Maglie e Scorrano. Da quasi un anno, come privati e semplici cittadini, noi del gruppo 'Città Futura' abbiamo deciso di installare, grazie al prezioso contributo di un ingegnere, delle centraline Luftaden (nella foto) per controllare minuto per minuto cosa effettivamente respiriamo. Luftaden è un circuito di monitoraggio della qualità dell'aria riconosciuto a livello europeo che controlla l'aria in tutti gli stati d'Europa". 

Sono stati i valori anomali rilevati da queste centraline a far scattare l'allarme nel gruppo e destare i primi sospetti: "Sono stati registrati altissimi e preoccupanti valori di PM 10 e PM 2,5, a volte superiori rispetto a quelli riscontrati a Taranto. Registriamo anche miasmi che si presentano nelle ore notturne dalle 19 fino a notte fonda, segno evidente che provengono da combustione industriale: è chiaro, infatti, che nelle ore notturne il traffico si riduce e che i camini non possono certo essere in grado di registrare picchi così alti". 

Da qui, l'appello lanciato nei confronti delle istituzioni e delle autorità competenti: "Dopo aver raccolto per quasi due anni numerose prove sotto forma di segnalazioni, foto e video, chiediamo ora l'intervento del Comune e della Regione Puglia per avviare degli studi che possano chiarire una volta per tutte ai cittadini la reale provenienza di queste emissioni. Inoltre, chiediamo ad Arpa e Asl un sistema di monitoraggio integrato per le emissioni in atmosfera, nel suolo e nelle falde e l'installazione di una centralina Arpa per il controllo della qualità dell'aria nei pressi dei siti potenzialmente inquinanti". 

La Lubelli fa riferimento all'area industriale di Muro Leccese, auspicando la chiusura di eventuali attività inquinanti: "Dovessero presentarsi situazioni simili, è chiaro che i lavoratori hanno diritto a conservare il proprio posto di lavoro, ma dobbiamo garantire il diritto alla vita e alla tutela della salute anche di tutti quegli onesti lavoratori che non guadagnano da quell'indotto. Si potrebbe anche pensare -conclude Lubelli- ad una riconversione di quell'area, che rimane fino adora un contesto agricolo che potrebbe ospitare attività produttive a basso impatto ambientale". 

 

Alessandro Chizzini 



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