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La poesia in vernacolo di Paola Micolano trionfa a "La Pulce Letteraria"

[09/08/2019] MAGLIE

La poesia in vernacolo di Paola Micolano trionfa a "La Pulce Letteraria"

La docente magliese si è aggiudicata il primo premio alla 12esima edizione del concorso internazionale, tenuto nei giorni scorsi a Villa d’Agri, con l’opera Bellu lu turnare 

 

Paola Micolano, classe 1961, insegnante di musica da ben 35 anni, gli ultimi 15 all’Istituto Comprensivo di Maglie. Diplomata in pianoforte, canto e arte scenica, grande appassionata di lettura fin dai tempi del liceo, fa risalire la sua passione per la poesia agli studi umanistici: da Shakespeare a Kafka, da Hemingway a Pablo Neruda sono tante le ispirazioni letterarie che l’hanno accompagnata nella sua personale produzione poetica in lingua e in vernacolo ancora inedita, almeno fino a quando non avrà più tempo da dedicare a sé stessa.

La sua scrittura ha sempre avuto a cuore temi di attualità e cronaca, problematiche esistenziali vicine ai dolori della gente comune passando per la violenza sulle donne, l’emigrazione, l’infanzia e l’adolescenza negate fino a toccare corde più personali, come nel caso dei versi scritti in morte di suo padre.

È proprio con una lirica sul tema dell’emigrazione, presentata alla giuria della 12esima edizione de “La Pulce Letteraria”, che Paola nei giorni scorsi si è portata a casa un primo premio per la sezione “Poesia inedita a tema libero in vernacolo”. Un concorso internazionale di poesia, narrativa e saggistica che si svolge in Basilicata a Villa d’Agri di Marsicovetere -quest’anno inserito nel cartellone di “Matera Capitale della Cultura- che ha premiato l’autrice salentina per Bellu lu turnare. “La poesia -si legge nelle motivazioni- racconta il tema sempre attuale della nostalgia e dei disagi dell'emigrante, espressi in modo brioso e godibile. La stessa giuria riconosce a Paola Micolano la trentennale poliedrica attività artistica che spazia tra teatro in lingua e vernacolo, mostre del libro e sceneggiature napoletane in prestigiosi teatri”.

“Questo premio è per me uno stimolo per iniziare a pubblicare -afferma Paola-, sono fiera di aver portato Maglie e il Salento agli onori della cronaca nazionale e internazionale e di aver potuto partecipare questa emozione a chi mi vuole bene. Scrivo per me stessa, perché la scrittura per me ha un effetto catartico”. L’autrice ha sottolineato che questo premio è dedicato a sua figlia, alla sua famiglia e ai suoi due zii Claudio e Mario Micolano, scrittori di prosa e poesia oggi scomparsi da cui senza dubbio avrà ereditato la “pulce letteraria”. 

 

Serena Merico 



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