Sei in: Home»Rubriche»Primo Piano

La passione di San Rocco

[29/06/2018] PRIMO PIANO

La passione di San Rocco

La Fondazione “Notte di San Rocco di Torrepaduli” travolta da un’inchiesta giudiziaria. Ma il Comitato Festa ribadisce: “Siamo estranei alle vicende della Fondazione, la festa si svolgerà regolarmente” 

 

La Festa di San Rocco ricorre da circa 700 anni ed è celebre per la tradizione delle “ronde” di pizzica, formate da tamburellisti che suonano disposti in cerchio mentre al centro due uomini mimano un duello, con le dita della mano che simulano la lama di un coltello. È la “danza scherma” (erroneamente chiamata “danza delle spade”) che ha origini antiche, probabilmente portata dai mercanti di animali di etnia Rom che presenziavano alla festa. 

La tradizione si rinnoverà anche quest’anno, le celebrazioni religiose e laiche si svolgeranno regolarmente. È in dubbio, invece, il Concertone della Notte di San Rocco del 18 agosto, organizzato dalla Fondazione travolta dall’inchiesta che vede indagati Pasquale Gaetani (ex assessore provinciale e presidente della Fondazione), Cesare Vernaleone (giornalista e direttore della Fondazione), Maria Ester Cardigliano e Anna Tommasina Viva (entrambe membri del Consiglio di amministrazione). L’indagine per truffa aggravata e abuso d’ufficio prende avvio da denunce presentate nel 2014 dal vicepresidente, Luigi Frisullo, e da due consiglieri della fondazione. 

Dopo l’ascolto di testimoni e l’esame della contabilità delle fondazioni “Notte di San Rocco” e “Notte di San Rocco di Torrepaduli” (quest’ultima creata nel 2014) gli inquirenti ipotizzano che attraverso fatture false emesse dalla ditta “Cesare Vernaleone - La notizia”, Gaetani avrebbe ottenuto 155mila euro di contributi pubblici. Inoltre le Fondazioni avrebbero ricevuto erogazioni per oltre 300mila euro senza averne diritto, poiché non iscritte nel registro delle persone giuridiche private della Regione. Per tali motivi il Gip ha disposto il sequestro di beni per 155mila euro nei confronti di Gaetani, ha interdetto la fondazione dal ricevere contributi pubblici e revocato per quanto possibile quelli già percepiti. 

Una bufera giudiziaria che rischia anche di danneggiare l’immagine della Festa patronale di San Rocco, il cui Comitato organizzatore ribadisce la propria totale estraneità alle vicende giudiziarie della Fondazione. “Il Santuario e il comitato -fanno sapere dal direttivo della festa patronale- sono gli unici responsabili dei festeggiamenti in onore del santo di Montpellier che si terranno a Torrepaduli, come da secoli, il 15, 16 e 17 agosto. Negli scorsi anni abbiamo chiesto in più occasioni di cambiare il nome per non creare fraintendimenti tra un ente privato e noi che siamo gli organizzatori ufficiali. Non siamo stati ascoltati, oggi subiamo questo danno d’immagine”. 

Le polemiche intorno alla fondazione “Notte di San Rocco Torre Paduli” non sono nuove, anche a causa di alcuni equivoci che sarebbero sorti a causa del nome scelto. Già a maggio dello scorso anno don Gino Morciano, rettore del Santuario di San Rocco di Torrepaduli, teneva a rimarcare le distanze tra la Fondazione e il Comitato Festa e le rispettive attività, in un velenoso botta e risposta a distanza con il presidente della fondazione Pasquale Gaetani. L’occasione di scontro si era presentata dopo un post sui social con cui la fondazione rivendicava una funzione di “completamento” rispetto alla “consueta Notte di San Rocco”, portando nuove idee e nuovi impulsi per rinnovare una tradizione che altrimenti “rischia di scemare e, forse, addirittura, nel tempo, di estinguersi”. 

L’affermazione, era stata mal digerita da don Gino, il quale si era scagliato contro la fondazione, accusandola di utilizzare “a proprio uso e consumo il nome di San Rocco e del Santuario”, sottolineando che l’organizzazione dei festeggiamenti religiosi e civili è esclusiva competenza del rettore pro-tempore della chiesa Santuario di San Rocco, che si avvale di un Comitato di volontari”, mentre la Fondazione è un ente privato al quale “non è stato chiesto da parte del legittimo Comitato Festa nessun aiuto o affiancamento per la realizzazione della festa di San Rocco, né alcun tipo di collaborazione”. Rincarando la dose, don Gino affermava che “l’unica vera notte di San Rocco è tra il 15 ed il 16 di agosto”, mentre quella del 18 creerebbe “pasticci e confusione” soprattutto tra turisti e pellegrini. 

 

Se San Rocco piange, Sant’Antonio Abate di certo non ride: a marzo di quest’anno è stata commissariata la Fondazione “Fòcara di Novoli”, i cui debiti ammontano a 655mila euro

 

La vicenda giudiziaria della fondazione “Notte di San Rocco di Torrepaduli” fa venire alla mente un altro caso, che pochi mesi fa ha riguardato la Fondazione “Fòcara di Novoli”. Le vicende sono diverse ma entrambe coinvolgono due enti che nascono per valorizzare e rafforzare l’identità di un territorio legata alla tradizione, finite entrambe nei guai: la prima coinvolta in un procedimento penale, la seconda fortemente indebitata e sottoposta a commissariamento. 

La Fondazione “Fòcara di Novoli” è un ente privato a partecipazione pubblica che annovera tra i soci fondatori la Regione, la Provincia ed il Comune di Novoli, nel cui Consiglio d’amministrazione siedono anche i rappresentanti del Comitato Festa Sant’Antonio Abate e della Pro Loco di Novoli. Dal 2012 si occupa dell’organizzazione del principale evento invernale del Salento, realizzato in onore a Sant'Antonio Abate e caratterizzato dal rito dell’accensione della fòcara. Ma qualcosa è andato storto nella gestione dell’ente, che ha accumulato, presumibilmente nell’ultimo triennio, un disavanzo da 655mila euro, spingendo la Regione a deciderne il commissariamento alla fine di marzo di quest’anno. Al commissario Giuseppe Venneri compete ora l’arduo compito di ripianare i debiti, garantire la continuità dell’attività istituzionale e far luce sulle cause di questo indebitamento. 

A bruciare, il 16 gennaio di ogni anno, almeno da un po’ di tempo a questa parte oltre alla fòcara, sono anche i quattrini. Nello scorso gennaio diversi operatori, musicisti, artisti, fornitori e altri ancora hanno lamentato il mancato pagamento dei loro compensi, per migliaia di euro, relativi alle edizioni precedenti. “La casse della Fondazione erano a secco -osservavano i creditori-, eppure le risorse per organizzare l’edizione 2018 sono state trovate”. Già da diversi mesi da più parti si chiedeva a chi di dovere di fare chiarezza sulla gestione, invocando l’intervento della Regione, la quale a novembre 2017 aveva disposto delle ispezioni per esaminare la gestione nel triennio 2015-2018, per poi decidere il commissariamento. Per il futuro si prospettano a livello regionale anche possibili novità sull’entità e sui criteri di finanziamento della fondazione. A poco più di 6 mesi dalla nuova edizione della Festa Sant’Antonio Abate a Novoli regna ancora l’incertezza sul futuro.

 

Marcello Greco 



«Indietro
Isabella Tundo L'intervista della settimana
Isabella Tundo

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising