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La musica inarrestabile di Dario Congedo

[21/02/2020] SPETTACOLI

La musica inarrestabile di Dario Congedo

Tra jazz contemporaneo europeo e avanguardia, il batterista e compositore salentino ha presentato Don’t quit, il suo ultimo album totalmente strumentale 

 

Presentato ufficialmente il 1° febbraio scorso con un concerto al Teatro Comunale di Novoli, Don’t quit è il nuovo disco del batterista e compositore salentino Dario Congedo. Prodotto dall’etichetta Workin' Label, per la distribuzione di I.R.D., è un album totalmente strumentale che si muove tra jazz contemporaneo europeo e avanguardia, e che contiene otto brani originali, da lui composti e arrangiati, suonati in trio insieme a Dorian Dumont e Federico Pecoraro. Dopo Nàdan (2009) e Calligrafie (2013), Dario Congedo decide di approcciarsi al nuovo disco con una delle formule più utilizzate in ambito jazz: il trio composto da un pianista, un bassista/contrabbassista e un batterista. Un particolare universo a sé, un mondo dove ciascun musicista è ugualmente esposto, dove l’interplay musicale regna sovrano, suggerendo melodie e territori armonici. 

“Il mio desiderio -spiega Congedo- è di raggiungere l’ascoltatore al di là delle definizioni musicali di genere”. Dont’ quit, il titolo dell’album, è anche il nome della prima traccia, utile a segnare la rotta d’ascolto nonché esplicito invito a non mollare, a non smettere, a continuare a cercare sé stessi, spronando alla crescita e al cambiamento. Ogni traccia delle otto di cui si compone l’album rappresenta, in generale, un momento introspettivo dedicato alla conoscenza di sé: l’osservazione del proprio mondo interiore che crea la realtà circostante, attraverso difficoltà ed esperienze di vario genere. 

“Da ragazzino ero appassionato di progressive metal e ad altri generi che poco avevano a che fare con il jazz -racconta il musicista-. Tutte queste influenze così eterogenee sono confluite nella mia scrittura in maniera molto naturale: è come se si fossero sciolte per creare una diversa sostanza. Questo disco, per esempio, è stato ispirato anche dai metallari svedesi Meshuggah, che ho scoperto essere uno dei gruppi preferiti di un pianista che adoro, Tigran Hamasyan”. Il disco è accompagnato dal videoclip del brano The Other Way, girato nelle celebri sale del Sudest Studio di Guagnano, online dal 12 febbraio (http://bit.ly/theotherwayvid). Ilenia Tesoro e Martina Loiola, che hanno curato montaggio e riprese, hanno scelto il minimalismo del bianco e nero per raccontare visivamente un brano delicato ed elegante, dedicato esplicitamente ad una via di conoscenza di sé stessi, un processo evolutivo non propriamente definibile come un ordinario processo di conoscenza in quanto questo implica un conoscitore, un conosciuto ed un atto del conoscere. Questa via è unica per ognuno di noi, ed è riconosciuta solo da chi è pronto a vedere. Un pensiero che si traduce in note e melodie, e accomuna l’intero album, dove si dichiara anche nel titolo l’esplicito invito a non mollare e continuare a cercare sé stessi, spronando alla crescita e al cambiamento. 

 

Claudia Mangione 



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