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La multa va in bianco

[20/12/2019] IN COPERTINA

La multa va in bianco

Non c’è pace per gli autovelox di Melpignano sulla SS 275: mentre la Prefettura ha rimosso l’impianto sul lato Nord (rimane attivo quello sul lato Sud) perché quel tratto di strada non è più ritenuto pericoloso, nei giorni scorsi il Giudice di Pace di Lecce ha annullato una multa perché il photored sarebbe primo di omologazione  

 

Natale che arriva, letterina che parte. Ogni anno cambia l'oggetto del desiderio. E se l'anno prima dal camino era sceso un omone con cenere e carbone, quest'anno se i bimbi sono stati bravi arriveranno tanti bei regali. È il sunto scherzosamente poetico di quanto potrebbe accadere agli automobilisti che in questo 2019 hanno percorso la SS16. Proprio di questi tempi, un anno fa, raccontavamo sulle pagine di Belpaese della decisione del Comune di Melpignano di introdurre due autovelox: il primo, in direzione sud, prima di entrare a Maglie venendo da Lecce; il secondo in direzione opposta, dopo lo svincolo per Cursi. Una scelta difesa strenuamente dal sindaco Ivan Stomeo, molto meno dal consigliere regionale, nonché ex primo cittadino di Melpignano, Sergio Blasi

L'iniziativa era stata voluta dall'Amministrazione comunale, forte del Decreto Prefettizio che in tre occasioni (2003, 2009, 2017) aveva ribadito la pericolosità di quel tratto stradale, disponendo perciò l'introduzione di due apparecchi per la rilevazione della velocità. Nel periodo dal 12 gennaio (data di messa in funzione degli impianti) al 31 maggio erano state elevate ben 11.200 sanzioni. Tuttavia, a distanza di quasi un anno, e precisamente agli inizi di dicembre è arrivata la sentenza del Giudice di Pace che ha dato ragione ad un automobilista che lamentava, in sostanza, l'inefficacia della sanzione causa mancata omologazione dell'apparecchio. Il Giudice di Pace di Lecce, avvocato Maria I. Goffredo, con recentissima sentenza n. 5.783/19 del 9 dicembre scorso, ha così accolto il ricorso proposto da un automobilista multato, attraverso una delle postazioni fissa, dalla Polizia Municipale del Comune di Melpignano. 

Non è dunque sufficiente l'approvazione dell'entrata in vigore dello strumento, ma è necessaria anche la sua omologazione. E l'esempio dell'automobilista difeso dall'avvocato Alfredo Matranga potrebbe ben presto essere seguito da tanti altri automobilisti che hanno visto elevarsi una contravvenzione in quel tratto di strada. Il verbale impugnato, difatti, “risulta mancante della fondatezza essenziale per essere legittimo e valido in quanto la precisione millimetrica è tutta da riscontrare alla luce della tolleranza del 5% che nasconde dubbi in termini di accuratezza, precisione ed esattezza dell’accertamento”. 

Torna caldo, a dispetto delle temperature stagionali, il dibattito sull'utilità o meno dell'autovelox, fra chi lo vede come uno apparecchio utile per prevenire incidenti mortali e chi come uno strumento per fare cassa per le Amministrazioni comunali. 

 

Approvazione e/o omologazione? Questo è il dilemma

 

La battaglia ora si trasferisce sul piano legale. Da una parte la sentenza del Giudice di Pace, dall'altra la convinzione da parte dell'Amministrazione di Melpignano di poter sovvertire l'esito davanti alla giustizia ordinaria. L'avvocato Maria I. Goffredo ha sostenuto nella sua sentenza che l'autovelox di specie fosse sprovvisto del certificato di omologazione (lo strumento sarebbe stato, quindi, approvato, ma non sarebbe omologato). L’assenza dell’omologazione solleverebbe quindi il problema della fondatezza dei verbali, venendo meno la prova tecnica certificata del funzionamento dell’apparecchio, basato su precisione millimetrica e su un margine di tolleranza del 5%. 

La palla passerà ora alla giustizia ordinaria dove il sindaco Ivan Stomeo crede fermamente di poter ribaltare la situazione, grazie anche ad alcune circolari ministeriali che, a detta sua, non sarebbero state prese in considerazione dal Giudice di Pace di Lecce. Nello specifico, il protocollo n. 257 del 19 gennaio 2016 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti recita così: “Visti in particolare il comma 1-bis del richiamato articolo n. 201 e il comma 1-ter che prevede che per i casi sotto le lettere b), f) e g) non è necessaria la presenza degli organi di Polizia stradale qualora l'accertamento avvenga mediante rilievo con apposite apparecchiature debitamente omologate o approvate”. 

Una “o” che potrebbe fare la differenza in un senso o nell'altro, mentre gli automobilisti restano a sperare di essere graziati. Una nota del Ministero dell'Interno sostiene che “circa la asserita differenza tra approvazione ed omologazione, essa non sussiste; infatti nell'articolo 192 del DPR n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada) i due termini sono usati come sinonimi”. 

La modalità con cui viene avviata la procedura di omologazione o approvazione è in pratica la stessa, per cui l'interessato deve presentare una domanda al Ministero dei Trasporti, corredata da una relazione sull'oggetto per cui si avanza la richiesta, da certificazioni di enti riconosciuti o laboratori autorizzati su prove alle quali l'apparecchiatura è stata già sottoposta. Bisognerà vedere ora quale lato della giurisprudenza prevarrà: se quello della mancata omologazione come evidenziato dal Giudice di Pace, oppure quello della uguaglianza semantica, ma magari non sostanziale, tra approvazione ed omologazione come sostenuto dal sindaco di Melpignano, Ivan Stomeo.

 

Alessio Quarta - foto di Andrea Colella 



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