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La lenta agonia dell'Acait

[02/03/2018] TRICASE

La lenta agonia dell'Acait

Un ulteriore cedimento strutturale nella notte tra il 26 e il 27 febbraio, dopo il primo di mercoledì 21, all'Acait di Tricase infrange il sogno di Alfredo Codacci Pisanelli il deputato di origine toscana, ma salentino d'elezione che volle sollevare, all'inizio del 900, le sorti dell'economia del mezzogiorno, progettando il "Consorzio Agrario Cooperativo del Capo di Leuca". Cade sotto le macerie il simbolo dei lavoratori salentini, che grazie alla coltura del tabacco, tra le prime nel Meridione d'Italia, fecero di Tricase il centro dello sviluppo economico del territorio. Le piogge di questi giorni sono state purtroppo fatali per le già precarie condizioni dell'edificio, puntellato proprio la settimana scorsa a causa del crollo del lato prospiciente il giardino. 

L'Acait venne acquisito con un mutuo trentennale dal Comune di Tricase nel 2003 per l'alto significato che essa rappresentava. Sporadicamente utilizzato per manifestazioni di vario genere, non ha mai visto una progettualità organica e concreta che lo strappasse all'oblio, sino al tragico epilogo di questi giorni. Dal Comune di Tricase non si sbottonano: il vicesindaco Antonella Piccinni rassicura che la priorità attuale è quella della messa in sicurezza, anche tramite l'attivazione di un dialogo con la Regione Puglia per addivenire ad una rapida soluzione del problema. Anche perché ricordiamo l'alta pericolosità rappresentata da parti di solaio coperte d'amianto che rischiano di trasformare l'area in una bomba ecologica. 

Nulla invece è dato sapere, da palazzo Gallone, sul destino reale e concreto, sul complessivo recupero e sulla destinazione finale (operativa o anche ipotetica) di un bene custode silenzioso della storia di una comunità.

 

M. Maddalena Bitonti 



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