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La fusione fa la forza

[21/09/2018] IN COPERTINA

La fusione fa la forza

Via libera dalla Giunta regionale alla fusione dei Comuni di Acquarica del Capo e Presicce: dopo il referendum che coinvolgerà i rispettivi abitanti e la successiva ratifica in Consiglio regionale, il 1° luglio 2019 nascerà il nuovo Comune unico di “Presicce-Acquarica”, che potrà beneficiare di trasferimenti statali per 17.760.867 euro in dieci anni 

 

“One is megl’ che two”: potremmo utilizzare questo slogan, parafrasando un celebre spot televisivo degli anni ‘90, per sintetizzare la notizia degli ultimi giorni dello schema di disegno di legge regionale che dà il via libera alla fusione dei Comuni di Acquarica del Capo e Presicce, primo caso assoluto in Puglia dopo l'entrata in vigore nel 2014 della legge firmata da Graziano Delrio. I Consigli comunali dei due Comuni avevano già approvato l'aggregazione, segnatamente il 3 giugno del 2015 quello di Presicce e il 4 giugno dello stesso anno quello di Acquarica Del Capo. Una decisione ulteriormente avvalorata da uno studio di fattibilità che è stato approvato dalla Giunta comunale di Presicce lo scorso 4 luglio e che contiene: un compendio intitolato “Fusione dei Comuni – una scelta per il Futuro – la parola passa ai cittadini”, uno studio di fattibilità per l'istituzione del Comune unico di Presicce-Acquarica attraverso il processo di fusione dei Comuni preesistenti. Ora toccherà al Consiglio regionale sancirla definitivamente dopo l'esito delle votazioni tramite referendum consultivo che vedrà protagonisti i cittadini dei due paesi nei prossimi mesi.

L'obiettivo della fusione dei due Comuni del Basso Salento è quello di rendere più efficienti le economie di scala per quanto concerne la gestione dei servizi forniti ai cittadini, migliorare la performance complessiva, accrescere il peso politico del territorio, conseguire importanti benefici statali e regionali. Con questa iniziativa, sostanzialmente, si cerca di ovviare ai minori trasferimenti che lo Stato ogni anno riconosce ai singoli Comuni, i quali sono obbligati a chiudere in pareggio il bilancio. Una condizione che ha comportato, come conseguenza principale, la riduzione dei servizi a fronte di un inasprirsi della tassazione. Nel periodo di tempo che va dal 2010 al 2018, ad esempio, il Comune di Presicce ha dovuto subire una riduzione dei trasferimenti erariali pari a 589.870 euro, mentre il comune di Acquarica del Capo di un importo pari a 436.063 euro, per un ammontare complessivo di 1.025.933 euro.

Con la fusione dei due enti, invece, ci sarebbe un incentivo economico sostanzioso, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale. La legge di bilancio 2018, aumentando il contributo statale ai Comuni nati da fusione consentirebbe infatti al nuovo Comune unico Presicce-Acquarica di beneficiare di un trasferimento annuale massimo concedibile da parte dello Stato, pari a 1.776.086 euro e di 17.760.867 euro in dieci anni, poiché la legge fissa proprio in dieci anni il periodo di tempo all'interno del quale viene sostenuta finanziariamente ogni singola fusione di Comuni. 

 

Work in progress anche per altri Comuni in Salento 

 

Il Comune di Presicce-Acquarica è il primo esempio in Puglia di possibile fusione tra due Comuni. L'iter è ancora lungo e sarà determinante l'opinione in cabina elettorale dei rispettivi elettorati per decidere se la liaison si farà o meno. Ad oggi, da Roma in giù, è stato creato un solo Comune unico: Montoro, in provincia di Avellino, nato nel 2013 dalla fusione di Montoro Superiore e Inferiore. Al contrario, nel triennio 2014-2016 nel resto d’Italia sono sorti più di 60 Comuni unici dalla soppressione di 149 Comuni. Una riduzione che corrisponde a 89 unità così suddivise: Trentino-Alto Adige (21), Lombardia (13), Emilia-Romagna (8), Toscana (8), Piemonte (3), Veneto (3), Marche (2) e Friuli Venezia Giulia (2). 

Nei giorni scorsi la Giunta regionale pugliese ha approvato lo schema del disegno di legge per il nuovo comune di Presicce-Acquarica, la cui data di istituzione del Comune è fissata per il 1° luglio 2019, giorno in cui decadranno gli organi politici sia di Acquarica del Capo sia di Presicce, a partire dai sindaci che saranno sostituiti temporaneamente da un Commissario nominato dalla Prefettura e coadiuvato da un Comitato consultivo, composto dai due ormai ex primi cittadini di Acquarica e Presicce. Il Comitato rimarrà in carica per gestire le elezioni che si dovranno tenere per scegliere i nuovi rappresentanti del nuovo ente, ma solo se entrambe le comunità lo esprimeranno chiaramente attraverso il referendum. 

Ma quello dei due enti del Basso Salento potrebbe non rimanere un gesto isolato. Altri Comuni della provincia di Lecce sarebbero interessati alla prospettiva di aggregarsi ai Comuni vicini per crescere in peso politico e, soprattutto, per sfruttare i sostegni economici che Stato e Regione sono pronti a versare nelle casse del Comune unico. Non siamo ancora ai livelli avanzati, dal punto di vista della burocrazia, di Acquarica del Capo e Presicce, ma feedback positivi alla fusione sono arrivati da diverse parti della Terra d'Otranto: ad esempio, Campi Salentina, Squinzano e Trepuzzi parlano della possibile nascita del Comune unico di “Terenzano”, in grado di aggregare 39.678 abitanti.

Più massicce le spinte all'aggregazione nel sud del Salento: l’associazione “5 Campanili” promuove la fusione di Alliste, Felline, Taviano, Racale e Melissano (per un totale di 37.381 abitanti), mentre l’associazione “Garìga” opera con l’obiettivo di far nascere la Città del Capo di Leuca, il cui perimetro comprende i Comuni di Gagliano del Capo, Patù e Castrignano del Capo (12.500 abitanti). 

 

Se le Unioni non fanno la forza… 

 

In principio furono le Unioni dei Comuni, che l'articolo 32 del Testo Unico degli Enti Locali definisce così: “ente locale costituito da due o più Comuni, di norma contermini, finalizzato all'esercizio associato di funzioni e servizi… Ogni Comune può far parte di una sola Unione di comuni… Gli organi dell'Unione -Presidente, Giunta e Consiglio- sono formati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, da amministratori in carica dei Comuni associati e a essi non possono essere attribuite retribuzioni, gettoni e indennità o emolumenti in qualsiasi forma percepiti. Il presidente è scelto tra i sindaci dei Comuni associati e la Giunta tra i componenti dell'esecutivo dei comuni associati”. 

Un progetto di accorpamento comunale che avrebbe dovuto semplificare la burocrazia, abbattere i costi di gestione dei singoli enti e incentivare le spese su determinate materie: dalla promozione territoriale alla gestione del verde pubblico, dai progetti sociali alla pubblica illuminazione. Ma, si sa, il percorso delle buone intenzioni è spesso lastricato di insidie: primo fra tutti quella della scarsa disponibilità di risorse economiche, senza le quali è impossibile programmare qualsiasi intervento. In provincia di Lecce, nel corso degli anni, sono state create 16 Unioni dei Comuni. Sostanzialmente, però, Grecìa Salentina a parte quasi nessuna realmente si è dimostrata funzionante: giusto il logo su qualche locandina di promozione di eventi, poi nulla di significativo. Un fallimento tutto italiano, va detto, e non esclusivamente meridionale. Tutto lo Stivale è attraversato da proteste e polemiche verso un ente, indipendente a tutti gli effetti, che poco o nulla ha saputo creare per i rispettivi territori di competenza. Un inutile carrozzone, d'altronde la poca attenzione prestata dai Consigli Comunali durante la nomina dei rispettivi consiglieri ne è testimonianza diretta. 

I Gruppi di Azione Locale e i SAC hanno saputo convogliare, in questi anni, un maggior numero di progetti e di risorse, in grado di dare respiro alle economie locali. Istituzioni, per carità, diverse nella composizione e negli obiettivi, ma modelli di sviluppo che avrebbero dovuto segnare la strada. Invece, niente. Le Unioni dei Comuni sono andate via via depotenziandosi, diventando quasi un'incombenza di troppo per gli amministratori. Ora si passa alle fusioni e la speranza è che, questa volta, il percorso porti frutti migliori. 

 

Alessio Quarta 



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