Sei in: Home»Rubriche»In copertina

La festa finita

[12/06/2020] IN COPERTINA

La festa  finita

In attesa di precise disposizioni da parte del Governo e della Regione Puglia, c’è molta apprensione in merito alla possibilità che sagre e feste patronali possano avere luogo quest’estate, a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Intanto a Corigliano d’Otranto va in scena la “prova generale di festa in sicurezza”, con tanto di banda musicale (fittizia)

 

A scandire il passare dei giorni, da giugno fino a settembre, c'era un alternarsi continuo di sagre e feste patronali che caratterizzano in profondità ogni borgo della provincia leccese. La spiritualità che si fa tradizione, rinnovandosi di anno in anno, le lunghe processioni che si snodano tra le vie dei centri storici, i riti civili tra bande, luminarie, bancarelle, fuochi d'artificio.

Mancherà tutto ciò in questo strano 2020 dove gli assembramenti sono vietati, almeno stando alle ultime disposizioni legislative. La tutela della salute pubblica prima di tutto. Ma l'emergenza sanitaria rischia di trascinare con sé un'altra emergenza, quella lavorativa ed economica. Perché con l'annullamento di tutte le feste e le celebrazioni civili interi comparti rischiano di saltare con le gambe all'aria. È un circolo vizioso che al momento non trova vie d'uscita. Le istituzioni pubbliche, che hanno messo in stand by il pagamento di diverse forme di tassazione, non possono erogare grandi somme, i Comitati festa faticano a trovare le risorse davanti ad una cittadinanza che ha vissuto mesi difficili, tra disoccupazioni improvvise e cassa integrazione. E così tra gli operatori ambulanti, gli specialisti dei fuochi d'artificio, i maestri delle luminarie e i musicisti delle bande la crisi serpeggia in maniera paurosa. Per questo motivo nei giorni scorsi è nato il Coordinamento dei Comitati feste, su iniziativa del comitato di Ugento per i festeggiamenti dei Santi Medici Cosimo e Damiano, cui hanno prontamente risposto da Casarano, Collepasso, Neviano, Taurisano, Parabita, Alliste, Felline, Matino, Diso e Castro. Durante l’incontro (virtuale) avvenuto mercoledì scorso con l'assessore all'Industria turistica e culturale, Loredana Capone si è discusso delle varie ipotesi di organizzazione di una festa patronale e delle tempistiche necessarie per il raggiungimento degli obiettivi in tutta sicurezza. 

Nel clima di incertezza totale, l'unica fonte di sicurezza arriva dalla Conferenza Episcopale pugliese, che in una nota diramata lo scorso 20 maggio ha sottolineato come in occasione delle feste patronali si potrà vivere spiritualmente solo l'appuntamento delle celebrazioni liturgiche, con gli stessi accorgimenti per distanziamento sociale e limiti d'ingresso che si stanno rispettando per le messe domenicali. Niente processioni, dunque, per evitare il rischio di assembramenti. E niente passaggi tra la folla di immagini sacre o altre manifestazioni di fede così tanto care a migliaia di fedeli.

 

Installazioni luminose, giro di banda e fuochi pirotecnici: da PugliArmonica una proposta per difendere la tradizione

 

Le sagre dei prodotti tipici, le feste patronali, quelle lunghe passeggiate per le vie dei borghi antichi tra fiumane di persone che incastravano un forte senso di credenza popolare alla voglia di fare festa, di guardare le bancarelle, comprare qualcosa per i più piccoli, magari qualche leccornia prelibata per il palato dei più grandi. Un'atmosfera che si fa più rarefatta, ma che in qualche modo sarebbe bene conservare, anche in tono minore. Giusto per sentire nell'aria il profumo della festa.

È con questo spirito che nasce la proposta di PugliArmonica, l'associazione guidata da Graziano Cennamo e impegnata da anni nella tutela e nella salvaguardia delle tradizioni popolari pugliesi. Il progetto si chiama “È comunque Festa - Tutela e continuità delle tradizioni di Puglia”, ed è stato indirizzato al presidente della Regione Michele Emiliano, e all'assessore regionale al Turismo e alla Cultura, Loredana Capone. L'obiettivo è quello di garantire i tanti posti di lavoro degli artigiani delle imprese luminarie, dei musicisti, dei fuochisti, permettendo al tempo stesso alle singole comunità la sopravvivenza delle tradizioni. 

Ma come fare? Questa la proposta: addobbi luminoso della piazza principale e della chiesa di cui si venera il Santo; il giro di banda al mattino nel giorno della festa per alcune tra le vie principali del paese; lo sparo dei tradizionali fuochi al mattino nel giorno della festa (diane o salve). Per realizzare questo progetto si chiede di individuare uno schema (protocollo) di agibilità della festa in base alle norme di restrizione dettate dall’emergenza per poi proporre lo schema ad ogni Comune o Comitato promotore della festa patronale. Finora all'appello hanno risposto positivamente “Luminarie De Cagna” di Maglie, “Santoro luminarie” di Alessano, “Arte e luce luminarie” di Muro Leccese, “Mariano luminarie” di Scorrano, “MarianoLight luminarie” di Corigliano d’Otranto, “Fireworks Salento” di Corsano.

Hanno aderito anche la Grande Orchestra di fiati “Gioacchino Ligonzo” di Conversano, il Concerto musicale municipale “Città di Francavilla Fontana”, il Premiato Gran Complesso bandistico municipale “Città di Squinzano”, il Gran Concerto Bandistico “Nino Farì - Città di Lecce” e il Gran Concerto Bandistico “Città delle Grotte”. 

 

A Corigliano d’Otranto la festa è in sicurezza

 

E se in qualche modo fare festa fosse ancora possibile? Venire abbagliati dalle luci di milioni di lampadine colorate, che magari alternano l'accensione al ritmo della musica, con la banda che suona il suo bolero o l'ouverture della Carmen. Le prove generali le hanno fatte all'ombra del castello di Corigliano d'Otranto, dove la ditta Marianolight 1898 ha messo in scena una sorta di “festa in sicurezza”. Un finto-evento per cercare di capire come ripartire dopo il blocco imposto dal lockdown e per sperimentare nuove modalità di fare festa alla luce di quelle che sono le misure previste dai decreti ministeriali. E perché l'attenzione su un comparto strategico, che ha contribuito alla crescita turistica della Puglia, e del Salento in particolar modo, resti viva la cassa armonica posizionata ai piedi del Castello de’ Monti di Corigliano d’Otranto resterà allestita per tutti i mesi estivi e ogni sera proporrà musica diversa in modo da far parlare tutte le feste patronali che vogliono continuare ad esistere nel rispetto delle norme di sicurezza.

“Abbiamo messo in scena una festa patronale -hanno spiegato gli organizzatori- dal suo inizio, con la costruzione delle luminarie, la preparazione dei fuochi pirotecnici, il montaggio della giostra e delle bancarelle, al suo svolgimento, con la banda musicale nella cassa armonica e la conclusione con gli spari pirotecnici. Tutti i professionisti, con le loro maestranze, sono stati coinvolti in questa simbolica iniziativa, utile a comprendere le modalità da utilizzare per riprendere i festeggiamenti”. Lo scopo della manifestazione, realizzata col sostegno del Comune di Corigliano d'Otranto guidato dalla sindaca Dina Manti, del Progetto “Castello volante” e dell'associazione Partner, era proprio quello di accendere i riflettori sulla necessità di pensare in modo nuovo gli eventi, con un occhio sempre alle regole da rispettare.

Il tutto è stato ripreso dal regista Paolo Pisanelli che tradurrà il materiale girato in un cortometraggio con i messaggi rivolti alle istituzioni, prima su tutte la Regione Puglia, da parte degli addetti ai lavori, con il sostegno e la partecipazione di numerosi cantanti pugliesi e non, tra i quali Al Bano Carrisi, Sud Sound System, Paolo Belli, Enzo Avitabile, Riccardo Fogli, Eugenio Bennato, Cioffi, Michele Zarrillo, Cesko degli Après La Classe, Mondo Marcio e Clementino.

Paese che vai, alternativa che trovi. A Racale, nei giorni scorsi, ad esempio la festa del patrono San Sebastiano si è “trasferita” on air. La messa del 6 giugno, presieduta dal vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, è stata trasmessa su maxischermo e con diretta streaming per permettere anche a chi non poteva accedere in chiesa di assistere alla funzione religiosa. E in quei giorni Radio Santu Cciau ha trasmetto dal centro della piazza un programma con cui raccontare le giornate di festa. Alla mezzanotte di domenica 7, il sassofonista Fulvio Palese ha preso posto in piazza, accompagnato solo dal suo sassofono, per suonare il Bolero di Maurice Ravel, una sorta di colonna sonora della festa patronale: la performance è diventata un video a cura del fotografo e video maker Roberto Corvaglia. 

 

Alessio Quarta 



«Indietro
Giorgia Faraone L'intervista della settimana
Giorgia Faraone

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising