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La coltura sociale

[23/03/2018] IN COPERTINA

La coltura sociale

La Regione Puglia, prima in Italia, si è dotata nei giorni scorsi di testo unico delle leggi che promuovono le attività di agricoltura sociale, finalizzate alla riabilitazione e all'inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità e alla promozione di progetti finalizzati all'educazione ambientale e alimentare  

 

È stato approvato all'unanimità del Consiglio regionale pugliese, lo scorso 13 marzo, il testo unico relativo alle disposizioni in materia di agricoltura sociale. Un provvedimento che farà scuola in tutta Italia, perché la Puglia è la prima Regione a dotarsi di una regolamentazione diretta ad attuare la legge quadro nazionale n. 141/2015 che prevedeva, fra le altre cose, “l'inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati; prestazioni e attività sociali e di servizio per comunità locali mediante l'utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell'agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa; prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative; progetti finalizzati all'educazione ambientale e alimentare”.

La normativa approvata la scorsa settimana è il frutto di due provvedimenti: la proposta di legge a firma dei consiglieri Damascelli, Gatta, Caroppo, Turco, Franzoso e il disegno di legge della Giunta regionale. Il testo unico si concentra, in particolar modo, sull'inserimento socio-lavorativo dei lavoratori con disabilità in progetti di riabilitazione e di sostegno sociale. Sarà stilato un apposito elenco dei soggetti che operano in questo settore in Puglia e verrà istituito un Osservatorio regionale. 

Si tratta di un dispositivo particolarmente utile ed innovativo per tutto il comparto agricolo che potrà, così, usufruire di uno strumento idoneo a riorganizzare l'intero settore in modo virtuoso, ricomprendendo una serie di esperienze che affondano le proprie radici in alcuni aspetti tradizionali dell'agricoltura, come il carattere multifunzionale, il legame tra aziende e famiglia rurale, l'integrazione rivolta alla terapia e alla riabilitazione delle persone diversamente abili.

“Un risultato importante e strategico per la nostra Regione e per le infinite possibilità di sviluppo e crescita sociale della Puglia, attuabili proprio attraverso l’agricoltura -ha commentato l’assessore regionale alle Politiche agroalimentari Leonardo Di Gioia-. La Puglia si dota finalmente di uno strumento che rappresenta un’importante leva per le aziende agricole pugliesi che possono diversificare la loro attività, integrandosi nel tessuto socio economico regionale. E ciò attraverso interventi di supporto in ambito educativo, sociale, socio sanitario e, dunque, inclusivi per le fasce più deboli della nostra popolazione. La norma -conclude Di Gioia- consolida dunque la possibilità di occupazione e di reddito delle imprese agricole pugliesi e apre anche a forme innovative di welfare”. 

 

Coldiretti Puglia: “Nasce un novo modello di welfare”

 

L'approvazione all'unanimità del testo unico regionale non poteva che trovare ampia soddisfazione anche tra le fila di Coldiretti che, nel corso dei mesi scorsi, ha collaborato attivamente alla stesura del dispositivo. “Un ottimo risultato l'approvazione in Consiglio regionale della legge sull'agricoltura sociale che ha seguito un iter accompagnato in maniera bipartisan dalle forze politiche -spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele-, un provvedimento alla cui stesura abbiamo collaborato e che potrà far sviluppare un nuovo modello di welfare, con l'agricoltura protagonista di progetti imprenditoriali dedicati esplicitamente ai soggetti più vulnerabili che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona Questa legge è un passo di notevole rilevanza per tutto il settore: non ha eguali ancora in Italia, faremo senz'altro scuola, ma quello che è ancora più rilevante è che potrà dare opportunità interessanti alle imprese agricole, anche con ricadute importanti sull'aspetto del welfare e dei servizi di qualità nel sociale”. 

Con questa nuova norma, difatti, si aprono innovative possibilità di sviluppo per il comparto agricolo, con un occhio attento al sociale e ai servizi delle persone, specie di chi ha più bisogno. Attraverso la legge regionale approvata nei giorni scorsi vengono offerti "strumenti utili all'inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, disabili e minori in età lavorativa, inseriti in progetti di riabilitazione sociale mediante le risorse materiali e immateriali dell'agricoltura, attraverso le opportunità della multifunzionalità e il grande spirito innovativo e di inclusione sociale dimostrato anche dai giovani imprenditori agricoli”.

Al momento non ci sono cifre certe, ma soltanto indicazioni di massima. Dovrebbero essere circa un centinaio le aziende pugliesi che già svolgono attività di agricoltura sociale, ma un censimento vero e proprio non è stato sinora fatto. “Non ci sono ancora dei numeri precisi -conferma Cantele-. Le aziende che aderiranno saranno comunque tante. Indicativamente nei giorni scorsi si è parlato di 95 imprese agricole che operano nel sociale, spaziando dal recupero dalle tossicodipendenze fino all'assistenza di persone con disabilità. Quel che è certo è che nei mesi a venire ci aspettiamo un approccio favorevole da parte di molte altre aziende del territorio”. 

 

Ma per il Piano di sviluppo rurale alla Regione Puglia mancano i fondi

 

Se nuovi spiragli si aprono con l'approvazione del testo sull'agricoltura sociale, non va altrettanto bene per ciò che concerne il Piano di sviluppo rurale, cui si sono rivolti 5mila giovani agricoltori per avere un finanziamento dalla Regione con il quale attivare nuove imprese. Di questi cinquemila solo in mille potranno realmente usufruirne, motivo per cui lunedì 19 marzo è andata in scena a Bari la protesta con migliaia di giovani provenienti dalle sei province pugliesi che si sono radunati davanti al palazzo dell'assessorato alle Risorse Agroalimentari per manifestare contro una burocrazia sorda che impedisce loro di investire nel comparto agricolo. 

“In una Regione in cui l'imprenditoria giovanile in agricoltura si è dimostrata capace di affrontare il mercato con idee nuove ed innovative -sottolinea il numero uno di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele- il rischio è che questa generazione non venga premiata. La priorità è ora quella di trovare le risorse necessarie per poter finanziare la gran parte di coloro che hanno presentato domanda. Abbiamo avuto delle aperture importanti, che andranno monitorate concretamente, sia da parte dell'assessore che da parte del presidente Emiliano”. 

 

Alessio Quarta 



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