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La Grecža Salentina in corsa per Capitale Italiana della Cultura 2021

[10/01/2020] PRIMO PIANO

La Grecža Salentina in corsa per Capitale Italiana della Cultura 2021

I 12 comuni dell'Unione concorreranno al bando del Mibact che mette a disposizione un milione di euro. Prossimo step la consegna del dossier entro il 2 marzo 

 

L'ultima (e unica) rappresentante salentina è stata la città di Lecce, eletta per il 2015 Capitale Italiana della Cultura insieme a Cagliari, Perugia, Ravenna e Siena. Dopo quell’esperienza, il Salento tenta ancora di essere protagonista in ambito nazionale, dando sfoggio del proprio inestimabile patrimonio culturale, materiale e immateriale. Si tratta di una iniziativa introdotta nel 2014 con la legge Art Bonus con l'obiettivo di valorizzare le capacità progettuali di tutti i comuni italiani e dare impulso allo sviluppo turistico, soprattutto quello culturale. 

Entro il prossimo 2 marzo dovranno essere presentate al Mibact (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo) i dossier delle 44 città candidate al ruolo di Capitale Italiana della Culturale 2021, ma non sarà solo una la realtà che rappresenterà il nostro territorio, bensì 12: parliamo dei comuni appartenenti all'Unione della Grecìa salentina che, sfruttando l'opportunità offerta dal bando aperto anche alle Unioni di Comuni, hanno scelto di mettere insieme i numerosi tratti identitari della loro intera area per realizzare un progetto che verrà poi valutato da un'apposita giuria composta da sette esperti di fama nazionale e internazionale. Sono quindi ben 44 le città che hanno manifestato il proprio interesse alla candidatura, che sarà ufficiale dopo la presentazione del dossier, e tra queste compaiono altre due unioni: l'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese e l'Unione dei Comuni della Bassa Reggiana.

Sono 17 le regioni rappresentate dalle realtà partecipanti al bando e la Puglia è quella che presenta la truppa più numerosa: oltre all'Unione dei Comuni della Grecìa salentina, si sono infatti candidate anche le città di Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani. Si tratta di un insieme molto variegato a livello nazionale, che comprende sia realtà locali relativamente piccole, sia capoluoghi di provincia e sia capoluoghi di regione, come L'Aquila, Ancona, Bari e Genova.

L'iter per la selezione della Capitale Italiana della Cultura 2021 non si concluderà prima della prossima estate: entro il 30 aprile la giuria dovrà concludere la valutazione dei dossier, per poi arrivare alla selezione di non più di dieci finalisti; da qui partiranno i colloqui che termineranno entro il prossimo 10 giugno, giorno in cui la giuria indicherà al Mibact la città che succederà a Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020 a partire dal 12 gennaio.

Al vincitore verrà assegnato un premio di un milione di euro che servirà per dare concretezza al progetto presentato e che per la Grecìa salentina non potrà non vertere, tra le altre cose, sulla lingua grìca, sui canti popolari e su tante altre caratteristiche identitarie di questa particolare e affascinante isola salentina.

 

“Una sfida difficile, ma abbiamo le potenzialità per vincerla”

 

Un obiettivo ambizioso e difficile da raggiungere, ma la consapevolezza di avere le potenzialità e le risorse per riuscirci. Così si può sintetizzare il pensiero di Roberto Casaluci, sindaco di Castrignano de’ Greci e presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, sulla candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2021 che stanno per presentare insieme le 12 realtà dell’isola linguistica del Salento. Una importante opportunità di promozione e sviluppo del territorio di cui Casaluci parla con convinzione. 

Presidente Casaluci, come è nata l’idea di candidarsi al ruolo di Capitale Italiana della Cultura 2021? 

Si è trattato di un passaggio quasi naturale, considerando che la Grecìa salentina è un territorio che da sempre valorizza la sua cultura. La nostra area ospita ogni anno una serie di attività culturali organizzate a più livelli: istituzionali, associative o private. Esiste quindi un notevole fermento culturale, soprattutto riguardo i nostri caratteri identitari: il griko, insegnato anche nelle scuole, e tradizione musicale rappresentata dalla Notte della Taranta, i Canti della Passione e i Canti delle Strine natalizie. Inoltre, non si dimentichino le iniziative, sia come singoli comuni che come Unione, di recupero dei centri storici attraverso progetti di rigenerazione urbana e attingendo ai fondi europei. 

Tutte queste iniziative entreranno nel progetto che presenterete alla giuria?

Vincere la gara significherebbe ottenere un finanziamento di un milione di euro attraverso il quale realizzare un programma di eventi e iniziative per il 2021 che andranno ad aggiungersi proprio a quelle già esistenti, e non parlo solo della Notte della Taranta, dei Canti della Passione e delle Strine: mi riferisco, ad esempio, a realtà come la rassegna “Ogni casa un teatro” di Castrignano de’ Greci, con la quale attori di livello nazionale danno vita gratuitamente a spettacoli teatrali presso le abitazioni dei cittadini. Con il finanziamento del Mibact, iniziative come queste potrebbero, ad esempio, essere estese agli altri comuni della Grecìa. È però importate sottolineare un aspetto: il nostro progetto punta principalmente ai nostri caratteri identitari, ma lo farà legandosi anche a contesti nazionali e internazionali, come collaborazioni con altre minoranze linguistiche o con altre città italiane e straniere. 

In caso di vittoria, come auspicate di trovare la Grecìa salentina al termine di quell’anno? 

Ci aspettiamo che la nostra area abbia vissuto una importante crescita economica, come tra l’altro è avvenuto in questi ultimi vent’anni proprio grazie alla cultura. In questo lungo periodo, le nostre peculiarità e le nostre iniziative sono state messe a sistema, creando un modello di sviluppo economico alternativo rispetto a quelli tradizionali. Queste attività hanno infatti avviato processi virtuosi dal punto di vista economico. Lampante in questo senso è l’esperienza del Festival della Notte della Taranta, che ha creato un indotto grazie al quale oggi abbiamo molte più presenze rispetto a venti anni fa; sono cresciuti i flussi turistici e oggi sul territorio grico si contano 10mila posti letto. È però cresciuto sensibilmente anche il numero delle aziende operanti nel settore enogastronomico, sia ristoranti che locali più piccoli, i nostri centri storici si sono arricchiti con attività artigianali. Gli investimenti nel settore culturale hanno quindi avuto delle importanti ricadute nel settore economico ed è ciò che ci aspettiamo nel caso dovessimo ottenere quel finanziamento.  

 

Alessandro Chizzini 



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