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L'oscuro dramma della gelosia

[07/09/2018] PRIMO PIANO

L'oscuro dramma della gelosia

Tentato femminicidio a Morciano di Leuca dove nei giorni scorsi una 27enne è stata accoltellata ripetutamente dal fidanzato. Ora lui si trova agli arresti domiciliari e al magistrato ha giurato di aver agito accecato dalla gelosia e, nonostante tutto, di “amarla ancora” 

 

Quella che si prospettava come una serata tranquilla uguale a tante altre, si è trasformata in una tragedia sfiorata per due giovani del Capo di Leuca. Giorgio Vitali, 30enne di Castrignano del Capo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio per aver ripetutamente colpito la fidanzata 27enne, Stefania De Marco (nella foto) di Tricase, con una lama da cucina lasciandola riversa in una pozza di sangue nella notte tra il 2 e il 3 settembre. È crollato dopo un lungo interrogatorio alla presenza dei Carabinieri della stazione di Salve e dei colleghi del Norm della compagnia di Tricase che lo hanno ascoltato insieme al suo legale, l’avvocato Paolo Pepe. Il movente che ha spinto Vitali al folle gesto sembra essere riconducibile ad un attacco di gelosia che, giunto al culmine a seguito di un litigio avvenuto per futili motivi, è degenerato in un atto di estrema ferocia. La ragazza è ad oggi ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale "Panico" di Tricase, ha perso molto sangue ma fortunatamente non risulta essere in pericolo di vita. 

La tragedia si è consumata intorno alle 23 proprio a Morciano di Leuca, in un'abitazione dei familiari della vittima: si tratta della casa dei nonni paterni della ragazza che al momento dell’efferato gesto dormivano al piano di sopra. Dopo l’accoltellamento Vitali ha chiamato un’amica della ragazza dicendole che si era fatta male a seguito di una caduta. La ragazza ha subito allertato i soccorsi che l’hanno trasportata d’urgenza in ospedale e hanno potuto constatare la presenza di sette coltellate: tre alla nuca e quattro all’addome, una delle quali ha interessato anche i polmoni.

Il 30enne, incensurato e con una vita apparentemente tranquilla, è stato rintracciato poco dopo l’accaduto e una volta condotto in caserma ha respinto ogni responsabilità, negando di aver trascorso la serata con la ragazza e raccontando di averla trovata riversa per terra gravemente ferita una volta sopraggiunto. Una tesi che non ha convinto i Carabinieri sin da subito e che è decaduta solo dopo due lunghe ore di interrogatorio durante il quale Vitali, incalzato dalle domande e sopraffatto dalla pressione, ha ammesso di aver colpito brutalmente la ragazza e ha fornito indicazione per il rinvenimento dell’arma scomparsa subito dopo il ferimento. Nell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari, Vitali ha ribadito di essere fortemente pentito fornendo un’ampia confessione anche al gip, motivo per cui è stato convalidato l’arresto ma la custodia cautelare è stata alleggerita con i domiciliari come richiesto dal difensore Pepe in seguito a quanto emerso.

Nel pomeriggio del giorno seguente i Carabinieri della stazione di Salve hanno poi rinvenuto il coltello che era stato abbandonato tra le sterpaglie dell’area circostante l’abitazione nel vano tentativo del giovane di allontanarsi dal luogo dell’accaduto. 

 

“Alla base l’ossessione di perdere il controllo sul partner”

 

“Parlare di gelosia è riduttivo, anche perché la gelosia fa parte dell’essere umano. Chi uccide o tenta di uccidere il proprio partner per ‘gelosia’ è in realtà una persona che ha seri problemi di relazione, che non ha chiaro il concetto di libertà dell’individuo, che vuole possedere l’altro”. È questo ciò che afferma Antonio Di Gioia, presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia in relazione al terribile fatto di cronaca accaduto a Morciano di Leuca. 

“Non entro nel merito della vicenda, di cui conosco ben poco, e non mi permetterei di esprimere giudizi su un fatto dove sono ancora in corso indagini. Parlo in astratto su una fattispecie di episodio che purtroppo è all’ordine del giorno in Italia -sottolinea Di Gioia-. Bisogna stare molto attenti a non confondere la volontà di possesso o, peggio, di dominio su un’altra persona con la gelosia, che è tutto sommato qualcosa di naturale, quasi sempre la manifestazione della paura di perdere l’altra persona. Una paura umana, purché non nasconda una dipendenza. Ciò che non è invece naturale sono le reazioni causate dalla gelosia e quelle occorre imparare a controllarle. Anche in questo caso -conclude Di Gioia- il supporto psicologico può dare una mano seria, per salvare non tanto vite quanto relazioni”. 

 

Serena Merico 



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