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L'ultima cassa

[18/12/2020] IN COPERTINA

L'ultima cassa

Combattere l’evasione fiscale e sostenere il commercio di vicinato: questo è l’intento con il quale il Governo ha ideato il Piano Cashback e la Lotteria degli scontrini. Ma non è tutto oro ciò che luccica, tra difficoltà di registrazione all’app IO (soprattutto per gli anziani), incertezze sulla reale disponibilità finanziaria per garantire i rimborsi e accuse di induzione all’acquisto compulsivo di beni non necessari 

 

È partito in via sperimentale l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, il Piano Cashback voluto dal Governo Conte. Ma la concezione dell'idea non è così semplice come immaginata, con gli italiani che si sono riversati subito sull'app IO per la corsa al rimborso nei giorni dello shopping natalizio, trovandosi a fare i conti, ancora una volta, con un procedimento troppo farraginoso che rischia di scoraggiare gli stessi utenti.

Che cos'è, in sostanza, il Piano Cashback? Prevede un rimborso per gli acquisti effettuati attraverso bancomat e carte di credito presso gli esercizi commerciali fisici, artigiani o professionisti; in particolare durante la stagione natalizia consentirebbe ai consumatori di recuperare fino a 150 euro, ossia il 10%, su una spesa massima di 1.500 euro. Il rimborso arriverà a febbraio 2021, direttamente sul conto corrente degli utenti. 

Il programma, che segue a ruota la Lotteria degli scontrini, entrerà in vigore a tutti gli effetti dal 1° gennaio prossimo e mira ad incrementare l'utilizzo della moneta elettronica, anziché del contante per gli acquisti fisici (non sono contemplati gli acquisti effettuati online su piattaforme come Amazon o eBay) con una duplice finalità: allineare l'Italia al contesto europeo e cercare di combattere una volta per tutte l'evasione fiscale. Non ci sarà un importo minimo di spesa e sarà possibile ottenere rimborsi fino a 300 euro l’anno. Ogni 6 mesi, se sarà effettuato un minimo di 50 pagamenti, si otterrà il 10% dell’importo speso, fino a un massimo di 150 euro di rimborso complessivo. Il rimborso massimo per singola transazione sarà di 15 euro. 

Nulla di strano, se il tutto non fosse stato avviato nel bel mezzo di una pandemia, come quella legata all'emergenza da Covid-19, con il rischio che la ricerca spasmodica dell'acquisto da cui trarre successivamente un rimborso ingeneri assembramenti nei dintorni e all'interno degli esercizi commerciali, in giorni in cui gran parte dell'Italia è in zona gialla, ma deve fare ancora i conti con centinaia di vite perdute.

Un altro paradosso tutto italiano è, poi, quello legato all'applicazione IO, necessaria per poter accedere ai benefici del progetto, scaricata, non senza fatica, in pochi istanti da milioni di cittadini, mentre l'app Immuni, fondamentale per cercare di individuare il tracciamento dei potenziali contagiati da Covid-19, è sostanzialmente rimasta al palo.

Davanti a questa prospettiva, tuttavia, c'è chi solleva dei dubbi. È il caso di alcune associazioni di consumatori che hanno evidenziato il problema: e se fosse, invece, solo un incentivo ai consumi, specie di beni effimeri, per rilanciare una spesa ormai ferma da marzo? E se a guadagnarci davvero fossero invece le banche?

 

Cashback: molti i dubbi e poche (per adesso) le certezze

 

Da più parti giungono lamentele circa il provvedimento del Governo, concepito per combattere l’evasione fiscale e incrementare il commercio di vicinato. Oltre alle difficoltà di registrazione sull’app IO (cosa questa che taglia fuori una buona fetta della popolazione, meno avvezza ai dispositivi elettronici) molti dubbi in merito ai costi del cashback sono stati avanzati da una parte dei negozianti: diversi i commercianti che, pur apprezzando la motivazione di base della misura, pongono l’accento sulle commissioni bancarie. Ma soprattutto, guardando al Cashback di Natale, in molti si chiedono: quanti potranno davvero ottenere i 150 euro fissati come importo massimo Probabilmente pochi, soprattutto perché i fondi stanziati almeno per il debutto potrebbero rivelarsi insufficienti. Questo peraltro risulta dallo stesso Decreto n. 156/2020 che regolamenta il dispositivo a fronte di risorse statali stanziate pari a 227,9 milioni di euro: “Qualora la predetta risorsa finanziaria non consenta il pagamento integrale del rimborso spettante, questo è proporzionalmente ridotto”, ovvero se i soldi non bastano i rimborsi, saranno ridotti in proporzione per tutti, considerato che gli italiani iscritti sono circa 3,6 milioni

Un altro dubbio riguarda la reale efficacia nel contrastare il commercio elettronico. Sì, perché se è vero che il Cashback non è valido per gli acquisti fatti su piattaforme quali Amazon o eBay è vero anche che, come si dice, “fatta la legge, trovato l’inganno”. Ecco cosa hanno scoperto i più “smanettoni”: una volta registrati sull’app IO e aver inserito le credenziali delle nostre carte di credito o debito, è sufficiente recarsi in uno dei tanti negozi (soprattutto quelli di elettronica) che rivendono buoni Amazon, ottenendo per questi il Cashback. Una volta scelti gli articoli su Amazon e collocati gli stessi nel carrello, una volta che ci sarà richiesto il pagamento di pagamento sarà suffiente inserire il codice alfanumerico che si trova sul retro del buono acquistata in negozio. 

 

Alessio Quarta 



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