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L'accordo per la sospensione dei mutui sarÓ rispettato sino a tutto il 2011

[18/02/2010] IN COPERTINA

L'accordo per la sospensione dei mutui sarÓ rispettato sino a tutto il 2011

Una boccata d’ossigeno per le famiglie in difficoltà arriva con la misura che prevede la possibilità di sospendere, sino a dodici mesi, il pagamento delle rate del mutuo

 

La difficoltà di far quadrare i conti spinge le famiglie a saltare il pagamento delle rate di mutuo. La naturale conseguenza è l’impennata di procedere esecutive, cioè la vendita all’asta della casa. Da una parte le esigenze del sistema bancario di tutelare i capitali erogati, dall’altra la crisi economica che morde con crudeltà. Come aiutare le famiglie in difficoltà? Il problema è spinoso. Tra le soluzioni adottate: la rinegoziazione dei mutui, la portabilità e il Piano Famiglie. A fine 2008 145mila famiglie hanno rinegoziato i loro mutui: le banche hanno offerto la possibilità di allungare  le scadenze o passare dal tasso variabile a quello fisso, oppure hanno ridotto lo spread sui tassi (la percentuale di ricavo che la banca somma al tasso base). Altre 50mila famiglie hanno rinegoziato i mutui in base all’accordo tra Abi e Ministero dell’Economia e delle Finanze per una somma complessiva di 20 miliardi di euro. 72mila famiglie hanno scelto la strada della portabilità del mutuo che permette di cambiare banca cercando di contrarre mutui con condizioni più vantaggiose. I mutui interessati sono stati pari a 8 miliardi di euro.

La misura di sicuro più importante riguarda la sospensione del mutuo. Lo scorso 18 dicembre è stato firmato un accordo tra Abi e le principali associazioni di consumatori allo scopo di consentire la sospensione del mutuo, per almeno dodici mesi. I beneficiari sono persone con un reddito di 40mila euro e un mutuo di 150mila euro che nel biennio 2009/2010 hanno subito eventi di straordinaria gravità come la morte di un congiunto, la perdita del lavoro o la cassa integrazione. L’accordo è esteso a tutto il 2011 e riguarda anche i clienti con una morosità di 180 giorni consecutivi. L’85% delle banche ha aderito e sicuramente entro il mese di febbraio l’intero sistema bancario italiano applicherà i termini dell’accordo. 
La misura, avendo delle limitazioni, non risolverà la problematica delle insolvenze e il pericolo di perdere la casa: con un doppio risvolto negativo. In Italia le procedure esecutive immobiliari hanno una durata media di circa 55 giorni. Possiamo “vantare” questo primato che ci vede primi in classifica. In Spagna e Germania bastano meno di 10 mesi e poco più di 20 per Portogallo e Grecia che chiudono la classifica. Ovviamente, le lungaggini nel recupero dei crediti aumentano il costo finanziario dei mutui da erogare.
 
Maddalena Mongiò 


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