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Il segreto di un successo

[17/11/2018] IN COPERTINA

Il segreto di un successo

Protagonista della copertina è il 38enne salentino Alberto Paglialunga, che 10 anni fa e con pochissime risorse a disposizione ha creato Deghi, azienda specializzata nell’e-commerce di mobili e complementi di arredo per bagno e giardino, che oggi fattura 31 milioni di euro, dà lavoro a 63 dipendenti e nei giorni scorsi è stata premiata come “Miglior Negozio Web Italia 2018-2019”, sbaragliando concorrenti del calibro di Ikea e Amazon 

 

Apriamo la busta. Premio “Miglior negozio italiano sul web” nella categoria “Mobili e arredi” va a… Solita suspense tra i presenti, in particolar modo tra i candidati: Ikea, Amazon, Esselunga, Pittarosso, solo per citarne alcuni. Ed il premio invece va a Deghi. 

Deve essere andata grosso modo così mercoledì 7 novembre all'Hotel Nhow di Milano dove si svolgeva l'11esima edizione del premio “Insegna dell'anno 2018-2019”, organizzato da “Largo Consumo”, rivista specializzata di economia e marketing che, in base ai voti dei consumatori, gratifica gli esercizi commerciali d'Italia. Nei premi assoluti “Insegna dell'anno” è andata a Flying Tiger Copenhagen, che si occupa di articoli per la casa e regalo, “Negozio Web Italia” ha visto trionfare Amazon, “Cross canalità” a Bottega Verde e “Premio sostenibilità” a Yves Rocher. Accanto agli assoluti sono stati assegnati 30 premi di categoria per “Insegna dell'anno” e 23 per “Negozio web”. Tra questi ultimi, nella sezione “Mobili e arredi” a trionfare è stata la salentina Deghi. Un'azienda nata piccola, all'interno di un garage, e diventata grande nel giro di 10 anni, al punto da fatturare alcune decine di milioni di euro, con 63 dipendenti e un giro d'affari che ormai si estende a tutta l'Italia. 

Correva l'anno 2008, quello della grande crisi che costrinse molte fabbriche a chiudere i battenti. Accadde così anche ad Alberto Paglialunga, classe 1980, che a 28 anni, dall'oggi al domani, si ritrovò senza un lavoro. La creatività, però, non mancava, a mancare semmai erano le risorse economiche. Chiese un prestito di 600 euro alla madre per aprire la partita Iva e comprare un computer da cui far partire il nuovo business. Non servivano grandi spazi all'inizio, una stanza era più che sufficiente. L'idea venne scambiata per follia, specie da chi di e-commerce, siti Internet e roba varia non aveva mai lontanamente sentito parlare. 

Il primo anno il fatturato fu di 30mila euro, dieci anni dopo era diventato di 31 milioni di euro. Oggi le congratulazioni meritate arrivano da ogni dove, a partire dal presidente di Confcommercio Lecce, Maurizio Maglio: “In qualità di presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia Lecce devo innanzitutto fare le congratulazioni ad Alberto Paglialunga per lo splendido risultato raggiunto. Queste sono le notizie che, oltre a riempirci di orgoglio, sono da stimolo per tutte le start up che con estro ed inventiva si confrontano con i mercati nazionali ed internazionali. Alla base dei successi per un imprenditore c'è il lavoro duro e il sacrificio oltre alla genialità. Che sia uno stimolo per tutti i giovani a non abbandonare questa magnifica terra per ricercare lavoro altrove, ma a mettersi in gioco per far crescere sé stessi e insieme questo territorio”. 

 

“La nostra forza? Risolvere i problemi trovando le soluzioni, senza piangerci addosso”

 

Il garage dei genitori, un computer e alcune idee da realizzare: ecco gli ingredienti per creare un colosso. Se state pensando a Steve Jobs, ebbene no, stavolta vi state sbagliando. Siamo nel Sud Italia, precisamente in provincia di Lecce, dove nel 2008 nacque fra lo scetticismo generale Deghi.

L'inizio non fu dei più facili: la diffidenza da combattere era tanta, specie in fornitori e clienti che faticavano a capire le opportunità della rete. Poi in tre anni tre traslochi di capannoni: da un garage all'altro, quindi il negozio a Lecce, un capannone a Novoli di 700 metri quadrati diventato show room, un altro deposito di 2.500 metri quadrati e infine lo stabilimento a San Cesario di Lecce di ben 14mila metri quadri. Il segno definitivo che l'azienda aveva preso il volo. Tutto ciò che riguarda mobili, arredi per bagno e giardino, in Deghi si può trovare e arriva comodamente a casa in pochi giorni. 

Dieci anni di sacrifici, di lavoro duro, di passione che oggi si sono trasformati in business di successo, in gran parte made in Salento. Ne abbiamo parlato con Alberto Paglialunga, fondatore e patron di Deghi Spa. 

Alberto, quali sono state le difficoltà dell'inizio? 

Ho comprato un computer, ho cominciato a lavorare da casa. Piano piano sono cresciuti i contatti. Abbiamo dovuto lottare contro tutto, contro la mancanza di fiducia, contro il fatto che non avevamo l'Adsl, contro la difficoltà di fare una vendita on line che dieci anni fa veniva vista come un nemico per i fornitori perché andava a disturbare il mercato tradizionale, oppure la grande distribuzione. La difficoltà più grande era quella di inserirsi in un settore che in Italia non c'era. Non veniva vista come un'opportunità, ma come un rischio per il mercato tradizionale. 

In che modo lavoravate? 

Agli inizi scannerizzavamo le foto del catalogo del fornitore che non aveva siti web. A livello burocratico ricordo che vennero i vigili ad effettuare il controllo di routine dopo l'apertura della partita Iva e si misero a ridere perché la mia attività era un computer al centro della stanzetta. Era una cosa molto strana. Prima per vendere una caldaia ci mettevo un'ora per convincere il cliente, c'era una forte diffidenza verso l'acquisto on line, soprattutto proposto da un'azienda meridionale. Oggi tutto è cambiato. 

In un contesto del genere, senza Adsl e con pochi mezzi, come vi siete mossi?

Difficoltà ne abbiamo avute tante, ma proprio tante. Ricordo ancora un corriere che ci disse che non potevamo spedire un pacco perché non avevamo il nastro personalizzato e io sul nastro bianco scrissi col pennarello Deghi. Non c'era l’Adsl e ho fatto il WiFi. Bisogna impegnarsi per risolvere i problemi: la mia e la nostra forza è stata sempre quella di risolvere i problemi trovando le soluzioni, senza piangerci addosso. 

Nel giro di pochi anni Deghi ha conosciuto una crescita sensazionale nel volume di affari.

L'attività è cresciuta molto velocemente, cosa che ci ha creato non poche difficoltà. Ad esempio ci sono stati tre anni in cui facemmo tre traslochi di capannoni. Oggi finalmente ci siamo stabilizzati, abbiamo lavorato anche di notte per sopperire a questa crescita così forte. Da un certo punto di vista, la crisi è stato un vantaggio per me, perché mi ha dato la possibilità di andare dai fornitori che non stavano facendo grandi fatturati per dar loro un'alternativa: loro hanno creduto nel mio progetto e insieme abbiamo creato qualcosa di interessante. Dalla crisi possono nascere idee vincenti. 

Alla base di tutto c'è un'attenzione particolare alla clientela. 

Sì, prima di tutto c'è un grande rispetto per il cliente. Lo dico sempre ai miei 63 dipendenti che sono i clienti quelli che ci pagano gli stipendi, non sono io in quanto amministratore. Cerchiamo di mettere sempre al centro il cliente, poi possiamo sbagliare per carità, ma siamo un'azienda che ammette gli errori. La cosa bellissima successa in questi giorni del premio è che molti clienti hanno scritto: “Ho comprato da loro e mi sono trovato bene”. Anche chi ha fatto qualche battuta tipo: “È tutta una montatura”, riferendosi magari a Ikea, è stato subissato da gente che ci ha difeso, lodandoci.

Il mercato on line come si sta evolvendo?

È un mercato molto più pronto, con molti competitor, tantissimi operatori si sono catapultati sulla rete. Moltissime attività hanno in parallelo l'e-commerce. Oggi anche un negozio di una ferramenta di quartiere ha messo su un sito per la vendita on line, questo da un certo punto di vista fa piacere. Internet ha dato la possibilità a talenti come i nostri di potersi esprimere. I costi per aprire un'attività che fattura quanto la nostra sono esorbitanti, tra magazzini e imballaggi. All'inizio l'investimento era molto molto basso. Oggi per aprire un sito e-commerce l'investimento è abbastanza difficile. Non so se riuscirei a fare quello che ho fatto con un investimento così basso, l'ho fatto al momento giusto, ho capito che era il treno che passa una sola volta nella vita e l’ho preso al volo.

Com'è suddiviso il lavoro in azienda? 

Nel magazzino c'è chi imballa, chi sistema la merce sugli scaffali, chi controlla la qualità, i manutentori dei mobili, chi ha rapporti con i fornitori. Poi negli uffici c'è il marketing, il commerciale, l'amministrazione, il post-vendita, chi si occupa solo di merce viaggiante quindi ha rapporti con i corrieri. Ci sono mansioni che abbiamo inventato noi e che abbiamo solo noi, tipo questa della “merce viaggiante”: ci sono due persone che controllano continuamente tutte le spedizioni che abbiamo fatto e quando la merce arriva in giacenza lo sappiamo prima noi del cliente, quindi garantiamo una consegna più veloce. Andiamo così a sostituirci al corriere. Prima la merce arrivava in giacenza e poi il cliente doveva contattare il corriere. Ora chiediamo noi al cliente se vogliono stabilire un giorno per la consegna o se lo vogliono spedito a un altro indirizzo.

Qual è il vostro mercato di riferimento? Vendete anche all'estero? 

Facciamo qualche vendita all'estero, ma siamo concentrati soprattutto sul mercato nazionale perché quando cresci tanto non ha senso andare oltre i confini nazionali. Sappiamo che abbiamo tanta strada da fare per raggiungere un target di servizi che è buono, ma ancora non è eccellente come lo vorrei io. Inutile andare a vendere all'estero quando ancora non sei perfetto in Italia. Quando mi renderò conto che il mercato nazionale non potrà dare ulteriore crescita vedremo altri mercati.

Avete un prodotto in particolare che vi viene richiesto o è una cosa mutevole? 

È un mercato molto veloce. Per esempio, abbiamo provato dei rubinetti neri e siamo stati i primi a proporli on line. Abbiamo 14 mila metri quadrati di merce in magazzino. Consegniamo in tre giorni. Per quanto riguarda box doccia, mobili da bagno e rubinetteria siamo leader in Italia. Cerchiamo di andare incontro ai gusti dei clienti, leggendo le loro mail o ascoltando le richieste fatte al punto vendita o al telefono o in chat. Noi abbiamo dovuto educare i nostri fornitori, non erano abituati ad essere veloci come noi oppure a fornirci immagini ad alta risoluzione. 

Nelle tue parole si sente forte l'attaccamento al nostro territorio.

Dopo la premiazione ho ricevere tanti messaggi da chi vive al Nord e per me è stato bellissimo. Sono tornato in azienda e ho visto i miei ragazzi essere i più felici del mondo. Oggi più di ieri sappiamo che dobbiamo dare di più, dobbiamo essere più veloci, più intuitivi. Abbiamo passato due giorni veramente fantastici. Certo, stare a Lecce costa di più: costa di più spedire, costa di più far arrivare la merce. Noi compriamo quasi tutto dal Nord. Quando lo fai da Lecce ha un sapore diverso. Il legame con il territorio è molto, molto forte. 

 

Alessio Quarta 



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