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Il rifiuto dell'inciviltÓ

[20/04/2018] LECCE

Il rifiuto dell'inciviltÓ

Pugno duro dell’Amministrazione comunale contro chi abbandona rifiuti indiscriminatamente o evade la Tari in città, ma nelle marine la situazione è ancora più grave  

 

L’introduzione a Lecce nel 2015 del sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani ha di fatto liberato le strade dalla bruttura dei cassonetti e rappresenta un segno di civiltà, una vera e propria conquista per il decoro urbano e l’igiene pubblica. Peccato però che alcuni cittadini non la vedano così e non siano animati da genuino senso civico se, dall'attivazione del servizio, si sono moltiplicati sul territorio comunale i casi di smaltimento illegale di sacchetti di spazzatura e di rifiuti di imprese prodotti nell'ambito delle proprie attività. 

Un fenomeno che l’Amministrazione comunale ha deciso di affrontare con decisione attraverso una serie di attività che vanno dalla repressione e sanzione dei comportamenti scorretti per mezzo dell'analisi del rifiuto abbandonato, il pattugliamento della Polizia Locale e l'utilizzo di fototrappole che consentono di individuare in flagrante gli autori dell'abbandono; l'accertamento effettuato sul territorio presso domicili e residenze di soggetti individuati d’ufficio come residenti (intestatari del proprio nucleo familiare) ma che non risultano contribuenti, quindi potenziali evasori della Tari; l'incrocio delle banche dati attraverso l'analisi degli elenchi di anagrafe comunale, anagrafe tributaria, camerale, catasto, elenchi condominiali, utenze luce e gas. Azioni che ad oggi hanno dato luogo al recupero di 523.553 euro, restituiti alle casse comunali, insieme ai 748 contribuenti che sono stati “recuperati” al corretto conferimento dei rifiuti e al pagamento della Tari o all'accesso ai benefici della Tari sociale recentemente introdotta. 

Se però a Lecce città pare ferma e incisiva l’azione di contrasto all’abbandono dei rifiuti, nelle marine la situazione è del tutto diversa. La raccolta differenziata sul litorale, partita due mesi fa, dovrebbe infatti essere garantita da 158 “centri di prossimità” (dotati di contenitori della capienza di 1.100 litri nei quali possono essere conferiti carta, plastica, secco residuo e frazione organica e di un contenitore da 350 litri per la raccolta del vetro) fruibili dai soli residenti a cui è stata assegnata una chiave personale. Intorno ai bidoni, però c’è di tutto in barba all’obbligo di separare carta, vetro, plastica, secco residuo e umido. Le serrature sono per giunta rotte e chiunque quindi può riversare indiscriminatamente.

Una situazione grave considerando anche l’avvicinarsi della stagione estiva, che, però, l'assessore comunale all'Ambiente Carlo Mignone ha garantito di voler risolvere anche attraverso un potenziamento dei controlli del Nucleo Ambientale della Polizia Locale.

 

Pasquale De Santis 



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