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Il punto di vista delle banche

[18/02/2010] IN COPERTINA

Il punto di vista delle banche

Le banche da una parte, le famiglie e le imprese dall’altra. Crescono le perdite, ma le istituti di credito locali “pagano” meno il prezzo della crisi

 

Chissà se nei piani alti degli ovattati corridoi delle banche qualcuno se lo è rammentato riconsiderando i 58 miliardi di perdite, 1,4 in più rispetto al precedente mese di ottobre ’09 e 18, 4 in più rispetto al novembre 2008. Fortunatamente la circostanza non ha inciso sul credito alle famiglie, ma è ancora in contrazione quello alle imprese: “Erogare un mutuo per l’acquisto della casa, nella maggior parte dei casi, comporta l’esposizione di massimo 200mila euro -dichiara Riccardo Caggia, direttore crediti della Banca Popolare Pugliese- per un’impresa questa è la base minima di partenza per arrivare a fabbisogni di milioni di euro”. Parole chiarissime, che fanno comprendere come il credito alle aziende è materia delicata in quanto il capitale che le banche devono mettere a disposizione riduce in modo più sensibile le loro riserve di liquidità. Accanto vi è la nota dolente delle sofferenze che l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, registra in aumento: ormai volano oltre quota 46%. “La nostra banca, forte del rapporto personalizzato con il cliente, non deve combattere con grossi problemi di insolvenze. In Puglia a giugno 2009 i mutui erogati sulla base dell’impegno preso dal debitore con la sottoscrizione cartacea, senza garanzie reali o personali -continua Caggia- hanno registrato una sofferenza leggera, cioè due rate arretrate, del 2,1%”. 

Il settore immobiliare è cruciale per l’economia, secondo i dati della Banca d’Italia gli investimenti in costruzioni, la spesa per affitti e servizi di intermediazione rappresenta un quinto del Pil e le attività immobiliari costituiscono oltre il 60% della ricchezza delle famiglie. I mutui concessi alle famiglie, i prestiti alle imprese di costruzione, i servizi connessi alle attività immobiliari rappresentano un terzo degli impieghi bancari totali. Questo spiega l’attenzione con cui si guarda al settore immobiliare e la ricerca di incentivi e sostegni. “Abbiamo aderito al Piano famiglie, ma non ci siamo limitati a questo -precisa Caggia-. I mutui che i nostri clienti sottoscrivono sono coperti da polizza assicurativa che copre, senza che il debitore debba poi rimborsare, sino a 36 rate a fronte di eventi negativi che purtroppo accade si verifichino. Deve essere chiaro che l’indebitamento di una famiglia deve essere in equilibrio con la sua capacità di reddito. La rata di mutuo non può assorbire più del 30-35% dello stipendio. La nostra politica non è rivolta a creare debito da cartolarizzare, ma concedere finanziamenti a chi è in grado di restituirli. È chiaro che operando in una realtà in cui l’economia sommersa genera molte situazioni in cui le persone non hanno documenti che possano comprovare le loro entrate, abbiamo affinato delle tecniche per valutare le capacità dei clienti di far fronte ai loro impegni”.
 
Maddalena Mongiò 
 


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