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Il presepe vivente annullato da una lettera anonima

[08/12/2017] ORTELLE

Il presepe vivente annullato da una lettera anonima

Era a firma “I genitori” la missiva indirizzata ai proprietari di Palazzo Rizzelli. Ma i giovani che organizzano la manifestazione giurano che i loro parenti ne sono del tutto estranei  

 

Da alcune settimane i giovani riuniti nell’associazione “Ortelle in Movimento” si erano attivati per l’organizzazione del presepe vivente all’interno dell’antico Palazzo Rizzelli in piazza San Giorgio. Il loro obiettivo era quello di riproporre la tradizionale rappresentazione natalizia, dopo lo straordinario successo dei primi due anni. La terza edizione della manifestazione, però, non si terrà, a causa di una lettera firmata semplicemente “I genitori” e indirizzata ai proprietari dell’immobile: “Siamo venuti a conoscenza -si legge nella missiva- che ci sono persone che, per diversi motivi, vogliono mettere i bastoni tra le ruote ai nostri figli e stanno aspettando la manifestazione del presepe per fargli del male. Temiamo seriamente per loro, perché le minacce che ci sono state fatte sono pesanti e perché indirettamente faranno del male anche ai proprietari del palazzo e delle altre case perché non agibili. Per ovviare a qualsiasi tipo di problema, nostro e vostro, le chiediamo di non concedere ai ragazzi l’utilizzo del Palazzo, senza far menzione di questa lettera”.

La lettera è però giunta nelle mani dei ragazzi che hanno sollevato i loro genitori da qualsiasi responsabilità: “A scrivere la lettera non sono stati certamente i nostri genitori, i quali ci hanno supportato in ogni singolo evento, bensì una o più persone con lo scopo di ostacolare il nostro operato e impedire la crescita del paese. Spacciarsi per altre persone, senza avere il coraggio di firmarsi, è un atto meschino e di scarsa personalità. L’assenza del presepe è una sconfitta per tutti quanti gli ortellesi. Prendere questa decisione è stato molto difficile, perché noi crediamo fermamente nel nostro paese ed in tutto quello che facciamo per renderlo migliore”. 

Il contenuto della lettera non può che far riflettere: quali sono le “pesanti minacce” ricevute dai presunti genitori? Come possono le iniziative dei ragazzi di un piccolo paese intaccare interessi personali di qualcuno? Chi sono i veri autori della lettera? I giovani ortellesi, però, promettono: “Non ci fermeremo”.

 

Alessandro Chizzini 



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