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Il ponte dei sospiri

[23/03/2018] MAGLIE

Il ponte dei sospiri

Da anni gli imprenditori lamentano l’impossibilità di utilizzare il cavalcavia che collega le aree industriali e artigianali di Maglie e Melpignano, ancora inaccessibile al traffico veicolare  

 

Doveva rappresentare uno strumento importante per il traffico e gli spostamenti tra due importanti aree del territorio, eppure il ponte che collega le due zone lavorative di Maglie e Melpignano non è ancora entrato in funzione, nonostante i lavori siano completati da tempo e abbia superato i collaudi. Se prima erano stati collocati segnali stradali e ostacoli rimovibili, oggi la chiusura del cavalcavia è rappresentata da un cumulo di terra posto su uno degli ingressi e sul quale nel corso di questi mesi è crescita dell’abbondante vegetazione spontanea. 

Un quadro che, tra l’altro, di certo non migliora l’arredo urbano dell’area, confermando in questo modo una non lusinghiera caratteristica tipica delle più importanti aree industriali della provincia di Lecce. La stessa terra collocata sul posto, inoltre, non si dimostra un ostacolo efficace, almeno per le semplici automobili, le quali possono aggirare il divieto a sinistra, scavalcando il marciapiede dello spartitraffico; una soluzione che invece non si presenta di facile attuazione per i mezzi pesanti. 

Questa situazione di stallo permane da ben più di un anno e già nel gennaio 2017, i consiglieri di opposizione del Comune di Maglie sollevarono la questione chiedendo le dimissioni del consigliere di maggioranza Antonio Fitto, sindaco ai tempi dell’avvio dei lavori e attuale direttore Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale (ASI) della provincia di Lecce. I componenti delle minoranze consiliare denunciarono il carattere abusivo dell’opera, contestando la mancanza di autorizzazione paesaggistica, del permesso a costruire e relative procedure espropriative. In risposta, l’ex primo cittadino di Maglie non solo respinse le accuse, ma individuò in una decina di giorni l’attesa per la definitiva apertura del ponte. 

Dopo oltre un anno, però, il cavalcavia ha ancora il futuro incerto, rappresentato da un cumulo di terra che nel frattempo è diventato casa di erbe e fiori spontanei. La situazione sembra diventare insostenibile per molti degli imprenditori che in quell’area hanno collocato le loro aziende e laboratori di produzioni e che recentemente hanno nuovamente posto l’attenzione a riguardo. D’altronde, il ponte faciliterebbe gli spostamenti tra Maglie, Melpignano, le relative zone artigianali e industriali e la Statale 275, agevolando l’intero svolgimento delle proprie attività. 

Perché una strada già realizzata e collaudata non è ancora stata aperta al traffico veicolare? Questo è l’interrogativo principale al quale gli imprenditori cercano risposta, e a sciogliere i dubbi ci ha provato nuovamente Antonio Fitto, il quale ci ha spiegato le ragioni di questo permanente stallo: “Abbiamo perso tempo perché l’approvazione dell’Anas è giunta solo lo scorso febbraio. Manca la rampa di accesso verso sud, ma le rampe non erano previste nel progetto originario, perché sarebbero dovute servire ai lavori della 275, i quali non sono però ancora partiti. Conseguentemente sono state inserite nel nostro progetto, che l’Anas ha approvato solo recentemente”. 

Antonio Fitto passa poi la palla al suo successore nel palazzo municipale, Ernesto Toma: “Abbiamo già provveduto a far pervenire al sindaco di Maglie questa autorizzazione e le documentazioni che attestano il superamento del collaudo tecnico di agosto e di quello amministrativo di novembre, affinché possa emettere l’ordinanza di apertura, pronta non appena terminerà il nostro rapporto con l’azienda assegnataria dei lavori. Non ho una data, ma i tempi saranno brevissimi”. Sarà, ma gli imprenditori sono stanchi di sentire finora solo parole. 

 

Alessandro Chizzini 



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