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Il miracolo di San Vito

[19/10/2018] IN COPERTINA

Il miracolo di San Vito

Una fiera-mercato nata nel Medioevo, che nel corso dei secoli è riuscita a rinnovarsi, pur mantenendo intatto il suo tradizionale spirito, fino a diventare uno degli eventi più importanti del settore in Puglia e ottenere il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali: dal 25 al 28 ottobre Ortelle ospiterà la tradizionale fiera di San Vito dove, tra appuntamenti, culturali ed artistici, protagonista sarà la carne di maiale Or.Vi. 

 

Nel suo genere è la manifestazione più antica di tutto il Salento, mentre a livello regionale è seconda solo alla fiera di San Giorgio di Gravina. Dal 25 al 28 ottobre Ortelle ospiterà la tradizionale fiera di San Vito, l’evento annuale più importante e più atteso della piccola comunità salentina e che da sempre accoglie migliaia di visitatori da tutta la provincia e non solo. Una manifestazione la cui origine si perde nella notte dei tempi, ma che mantiene elementi della tradizione che hanno accompagnato la sua crescita nel corso dei secoli; da sempre, la fiera si colloca nella quarta domenica di ottobre, fino ad includere col tempo i giorni precedenti, partendo dal giovedì. 

La popolarità della fiera è soprattutto legata alla carne suina, regina indiscussa dei quattro giorni: prodotta dagli allevatori locali, da anni si contrassegna con il marchio di qualità Or.Vi. (acronimo di Ortelle e della frazione Vignacastrisi), frutto di un disciplinare che prevede l’allevamento degli animali con antiche tecniche e a cui aderiscono l’Associazione degli allevatori e il Comune di Ortelle, la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo e la Asl di Maglie. Qualità e unicità che vengono certificate dal controllo su tutta la filiera, dall’identificazione del capo, all’accertamento dell’alimentazione utilizzata, fino alla degustazione del prodotto. 

Il secondo elemento che racconta la storia della fiera è il mercato della domenica mattina, quando l’area del Parco San Vito, sede secolare della manifestazione, ospita circa 200 commercianti ambulanti. La Rassegna Agro-Art (XIII edizione), riservata al settore agroalimentare, e la Mostra Mercato (XXI edizione), che accoglie aziende operanti in altri settori, sono anch’esse diventati elementi centrali dell’evento, ai quali si affiancano la nona edizione del concorso fotografico “Luigi Martano”, la rassegna musicale “Storie&Cantastorie” e un mix di incontri dedicati a turismo, ambiente, cibo e tradizioni. 

In un’ottica di crescita e sviluppo, inoltre, la fiera ogni anno tenta di fornire ai suoi migliaia di visitatori una immagine sempre un po’ diversa: e così quest’anno, al già prestigioso riconoscimento di “Manifestazione Fiera Regionale”, si aggiunge il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, mentre dal punto di vista logistico verrà rinnovato il parco delle strutture destinate ad accogliere espositori e visitatori. La Fiera di San Vito cambia il suo abito, ma non la sua anima; quella che fa dell’evento un momento che rafforza lo spirito di appartenenza e identificazione degli ortellesi, soprattutto quelli sparsi per il mondo. 

 

La fiera di San Vito, una tradizione nata secoli fa

 

È impossibile stabilire, ad oggi, l’origine esatta della fiera di San Vito. Secondo diversi studi, l’evento risale al Medioevo, ma le prime testimonianze della sua esistenza sono datate circa tre secoli dopo. Il primo documento, ad oggi in possesso, che parla della fiera di San Vito è l’Apprezzo dello Stato della Contea di Castro del 1781: in un paragrafo dedicato a Ortelle si legge che “fuori dal Paese risiede la Cappella di San Vito, dove la quarta Domenica di ottobre si solennizza la sua Festa, ed una Fiera con intervento, e concorso di molta gente”; altri passaggi del testo, invece, spiegano che “in esso Feudo si fa un Paniere che chiamasi il Paniere di S. Vito” e che “si fa parimenti un paniere la quarta Domenica di ottobre, che dicesi di San Vito, e vi concorrono de’ Forastieri, e si comprano, e si vendono diverse Merci, Vettovaglie ed Animali, ne il Barone vi esercita veruno particolar Diritto per detto Paniere”. 

Importanti informazioni storiche che sono giunte a noi grazie al lavoro di ricerca di Francesco Accogli e Filippo Giacomo Cerfeda, che hanno raccolto queste e altre testimonianze nel libro Vitus Colitur Coliturque Marina (Edizioni dell’Iride). L’Apprezzo non è però l’unico documento dell’antica Contea di Castro nel quale si fa riferimento all’evento fieristico ortellese: negli archivi storici, infatti, ne sono conservati altri che danno informazioni circa la tassazione applicata alle attività commerciali presenti alla manifestazione; una spesa però subordinata alla presenza ufficiale alla fiera del Conte con la scorta armata. 

Se l’origine esatta dell’evento resta ancora incerta, molti di meno sono i dubbi riguardo la sua denominazione. Si inizia a parlare di fiera di San Vito dopo il 1779, anno in cui si conclude l’edificazione della cappella intitolata a Santa Marina e a San Vito e che dalla quale prende l’intitolazione l’area che la ospita e che ospita l’evento. 

Col passare dei secoli, la fiera si distingue per la sua vocazione al mercato del bestiame, soprattutto puledri, e tra questi spiccavano per importanza il cavallo delle Murge e l’asino di Martina Franca, mentre altri provenivano addirittura dal Gran Sasso. Molti degli animali, infine, appartenevano agli zingari, presenti in gran numero fino agli anni ‘60 che si collocavano sotto le quattro arcate della cappella. 

 

Eventi culturali, convegni e concerti: ecco il programma 

 

La carne suina Or.Vi., il grande mercato della domenica mattina, la rassegna Agro-Art e la Mostra Mercato sono il fulcro intorno al quale ruota un programma molto più ampio e diversificato. Nei quattro giorni, ad esempio, si terrà il 9° concorso fotografico “Luigi Martano”: i partecipanti potranno consegnare due file con le foto scattate durante l’evento entro le ore 13 di domenica 28 ottobre presso il Padiglione istituzionale; la premiazione si terrà alle 18.30 presso l’Open Space “Luigi Martano” e il vincitore riceverà un premio di 150 euro. 

Arte e cultura troveranno spazio anche con le visite guidate alla Cripta della Madonna della Grotta, a cura della Pro Loco Ippocampo, con la mostra fotografica permanente allestita all’interno dell’Open Space e con la rassegna musicale “Storie&Cantastorie”; quest’ultima vedrà l’esibizione di Accasaccio (26 ottobre), Massimo Donno e la banda de Lu Mbroia (27 ottobre) e Accademia Folk (28 ottobre); musica protagonista anche il 25 ottobre con l’associazione locale “Amici della Musica”. 

Il programma degli eventi prevede anche gli appuntamenti organizzati nell’ambito del Festival del Cittadino, gli incontri con protagonisti i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Poggiardo e una serie di incontri istituzionali tra i quali la presentazione del Piano di Azione Locale del GAL “Porta a Levante”, le prospettive future delle Pro Loco di Puglia, i risultati della ricerca “Idrusa” e una discussione sul rapporto tra cibo, identità e social media. Tra gli appuntamenti importanti anche la presentazione dei cinque progetti Erasmus dell’IISS “Enrico Fermi” di Lecce e un incontro dedicato alle potenzialità del Parco Otranto-Leuca. In programma anche la presentazione di tre libri di autori locali, volti proprio alla valorizzazione del territorio. Il programma religioso, infine, prevede le Sante Messe pomeridiane di giovedì e venerdì, la processione della statua di San Vito il sabato e le due Sante Messe mattutine della domenica. 

L’inaugurazione della fiera di San Vito è prevista per le ore 18 di giovedì 25 ottobre, con i saluti del sindaco Francesco Massimiliano Rausa e gli interventi di Antonio Gabellone, Loredana Capone, Raffaele Fitto, il sindaco di Gravina in Puglia Alesio Valente e i candidati Presidenti della Provincia di Lecce, Gianni Marra e Stefano Minerva.

 

Alessandro Chizzini 



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