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Il "Panico" al centro del nuovo Tecnopolo pugliese

[07/12/2018] TRICASE

Il "Panico" al centro del nuovo Tecnopolo pugliese

L’ospedale di Tricase protagonista di un progetto regionale destinato alla ricerca oncologica e di malattie neurodegenerative insieme al Nanotec di Lecce e Università di Bari

Lo scorso 27 novembre Regione Puglia e Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno firmato una convenzione con la quale hanno avviato concretamente un progetto che vede protagonisti i ricercatori dell’Istituto di Nanotecnologia di Lecce (CNR), dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) “Giovanni Paolo II” di Bari, dell’Università di Bari e del Centro di malattie neurodegenerative e dell’invecchiamento cerebrale presso l’ospedale “Panico” di Tricase. Si tratta della fase 2 del progetto “Tecnopolo per la medicina di precisione”, con Lecce, Bari e Tricase che fanno rete per migliorare le cure e le diagnosi dei pazienti oncologici e affetti da malattie neurodegenerative. Un progetto basato su un investimento di 37milioni di euro che sostiene la medicina traslazionale con l’ambizioso obiettivo di finalizzare la ricerca scientifica verso le più rapide e concrete ricadute in campo medico, specialmente quello delle malattie cronico-degenerative del sistema nervoso e dell’oncologia. 

Un percorso che vedrà il “Panico” ricoprire un ruolo fondamentale, come spiega il suo direttore sanitario Pierangelo Errico: “Non è casuale la stretta vicinanza tra i laboratori di ricerca e universitari e due Ospedali, l’Oncologico di Bari e il Centro di malattie neurodegenerative dell’Ospedale di Tricase, che hanno già intrapreso il percorso di costruzione delle competenze mediche e tecnologiche per essere prontamente recettivi delle innovazioni che si auspicano innovatrici e numerose dal mondo della ricerca scientifica. Il progetto politico è chiaramente quello di infrastrutturare, a misura di Regione Puglia, un Tecnopolo orientato a consistenti ricadute per la popolazione e per le imprese biomediche. I risultati in termini di salute e accessibilità alla diagnostica avanzata e alla medicina di precisione si dovranno accompagnare a sviluppo tecnologico e nuove opportunità per l’industria biomedica. Nel mondo d’oggi architettare luoghi, dotazioni e competenze adeguati consente di attrarre investimenti internazionali e di canalizzare anche nella nostra regione l’interesse delle reti di ricerca scientifica -conclude Errico-, sempre pronte a collocarsi geograficamente nei territori culturalmente pronti a queste sfide, inclusa la medicina traslazionale”. 

Alessandro Chizzini

 


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