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GirodiBanda: quando la musica magia

[18/05/2018] SPETTACOLI

GirodiBanda: quando la musica  magia

Presentato in anteprima al Festival del Cinema Europeo, esce adesso Guerra, il nuovo album del progetto del trombettista Cesare Dell’Anna 

 

Provocatorio e controcorrente, geniale e visionario, unendo tutta la passionalità salentina delle sue origini alla grandezza multiculturale dei suoi progetti, dove il nomadismo musicale trova casa trasformandosi in forza trainante per abbattere barriere e confini, Cesare Dell’Anna torna oggi con Guerra (la copertina è di Giancarlo e Marcello Moscara), il nuovo, imponente lavoro discografico di GirodiBanda: 18 brani che, tra elaborazioni di marce sinfoniche, brani in italiano, francese e dialetto salentino, celebrano i dieci anni di un progetto ambizioso che non smette mai di incantare. Talmente bello da far sì che lo si possa ascoltare e vedere dieci, cento, mille volte, ma sarà sempre come se fosse la prima. Insomma, non la solita musica, come ci spiega lui stesso in quest’intervista. 

GirodiBanda compie dieci anni. Dal suo spettacolare esordio a Galatina, con la grande Esma Redžepova, a oggi qual è il segreto di un progetto musicale che, pur disertando le logiche del mainstream, continua ad appassionare e a riempire le piazze di tutta Italia? 

Non ci sono segreti o trucchi particolari, c’è solo amore e voglia di suonare forte. Questo genera l’alchimia che unisce stili e generi musicali apparentemente lontani dando vita a un progetto così meraviglioso come GirodiBanda.

Mi parli un po’ del nuovo album? Della scelta di un titolo così potente e in cosa differisce musicalmente dal lavoro precedente? 

Il titolo è così potente perché siamo contro ogni guerra e perché siamo assolutamente stanchi di vedere bambini che muoiono, gente che perde la vita in mare, presidenti che vogliono spostare ambasciate facendo scoppiare ancora altre guerre. Nel disco precedente c’era più balkan e c’erano più tempi dispari, anche vista la partecipazione speciale di Esma Redžepova. In Guerra invece ci siamo dedicati maggiormente alla composizione di brani originali e alla musica classica. Rispetto al precedente lavoro (quello registrato era uno dei primi live del progetto), sicuramente questo nuovo album è più potente, ragionato e maturo, rappresenta il frutto di 10 anni di lavoro.

Guerra racchiude in sé un importante messaggio di denuncia sociale contro il lavoro nero e il suo sfruttamento in ogni sua forma, non a caso si apre col toccante brano Buongiorno maggio. Come riesci a coniugare questo aspetto così profondo e serio all’interno di un tessuto musicale che è una vera esplosione di gioia, un inno alla vita?

Il “gioco” è proprio questo. L’album si intitola Guerra ma siamo completamente contrari alla guerra, parliamo di cose molto, molto importanti e anche tristi, pericolose e serie, ma ci mettiamo anche molta gioia nel farlo. É il nostro modo di affrontare queste tematiche con la musica.

Cesare, da sempre dai accoglienza con la tua musica alle sofferenze dei popoli in fuga dagli orrori della guerra. E in quest’album ne dai nuovamente prova con Trump@, cavallo di ritorno palestinese, che emoziona fortemente, come pure il video. Come nasce il brano?

Il brano parla del conflitto israelo-palestinese e nasce dalla posizione degli Usa e del loro presidente Trump che vuole trasferire l’ambasciata statunitense in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo in questo modo Gerusalemme come capitale di Israele. Con Claudio Cavallo abbiamo deciso quindi di scrivere un brano per affrontare questo argomento e ci tenevamo molto a presentare il nuovo disco lanciando questo brano come primo singolo. Abbiamo anche realizzato un videoclip con la regia di Fausto Romano.

Cosa provi oggi quando sali a dirigere sulla Cassarmonica? Cosa è rimasto in te del Cesare ragazzino che accompagnava suo padre nella Banda di Surbo?

Oggi provo soddisfazione perché credo d’esser riuscito a fare un lavoro di innovazione della banda e delle piazze. Da quando sono nato sento parlare di voglia di rinnovamento nel mondo delle bande, credo d’esserci riuscito con GirodiBanda e per questo sono soddisfatto. Del Cesare ragazzino è rimasto tutto, tutta la voglia di suonare e tutta la pazzia. 

 

Claudia Mangione 



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