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Gianni Stefano: "Una città che ha ricominciato a credere in sé stessa"

[22/03/2019] IN COPERTINA

Gianni Stefano: "Una città che ha ricominciato a credere in sé stessa"

Il primo cittadino spiega come, nonostante il ritardo di anni, l’arrivo dei fondi del Pit9 e la ripresa dell’economia hanno portato vantaggi significativi per tutto l’indotto (compreso il calcio) 

 

I segnali di ripresa di un settore per anni vitale per l'economia di Casarano come quello del calzaturiero sta diffondendo segnali di fiducia e di speranza tra i cittadini casaranesi. Perché in questo modo è tutto l'indotto a trarne beneficio e quello che sta avvenendo con il calcio, ma si potrebbe citare anche la pallavolo con la Leo Shoes in Serie B, ne è prova evidente. Ne abbiamo parlato con il primo cittadino di Casarano, Gianni Stefano

Sindaco Stefano, dopo un periodo di fortissima crisi Casarano sembra essere in ripresa per quel che riguarda un settore trainante come il calzaturiero. 
Dopo anni di attesa rappresenta la svolta che tutti aspettavamo, vale a dire la ripresa della produzione industriale che ha da sempre rappresentato il cuore pulsante dell'economia della città. Naturalmente siamo tutti ben felici che ci siano questi importanti segnali di ripresa, che vanno ad incidere su tutte le altre attività. Ci sono ricadute positive, non solo economiche, su alcune attività che hanno per anni sofferto di pari passo con la crisi che aveva attanagliato le industrie del territorio. 
Lo spirito imprenditoriale è sempre stata un'arma vincente per Casarano. Dopo anni bui pare che questa creatività si sia rimessa in moto.
Casarano è stata da sempre, sotto l'aspetto economico, all'avanguardia; in alcuni periodi, poi, ha pagato il prezzo della crisi e della monoproduzione che è quella calzaturiera. Ora speriamo e ci auguriamo che l'esperienza del passato possa servire ad evitare il ripetersi di situazioni critiche come quelle che abbiamo vissuto nell'ultimo decennio.
Dopo anni di attesa, riparte anche il discorso legato al Pit 9. Di cosa si tratta?
Il Pit 9 è un'aggregazione di Comuni che ha avuto vita molti anni fa, la quale si prefiggeva il raggiungimento di alcuni risultati che sono stati in gran parte disattesi. Oggi arriva questo finanziamento da parte del Ministero, in ritardo di anni per una serie di problemi di natura politica e burocratica. Il mio augurio è che possa ancora servire alle aziende affinché possano fare degli investimenti necessari. Vedremo dopo la scadenza del bando se e quanti progetti saranno stati presentati per attingere a queste risorse. 
Le imprese del territorio dunque stanno pagando il prezzo dei ritardi nell’erogazione dei fondi.
Sì, sicuramente sarebbe stato più opportuno averli qualche anno prima, nel momento in cui le aziende, proprio per i segnali di crisi che si iniziavano a vedere sul mercato, avrebbero dovuto fare degli investimenti. Oggi fare degli investimenti solo perché c'è il finanziamento del Ministero credo che non sia più allettante come una volta. Allo stato attuale gli investimenti si fanno se sono strettamente necessari all'attività produttiva e allo sviluppo aziendale e non perché ci sono delle risorse. Questo gli imprenditori lo hanno capito perché nessuno si avventura a fare degli investimenti del genere dal momento che, oltre al fondo perduto, fa da contraltare un investimento sostanzioso del 25% di risorse proprie per cui o l'investimento serve davvero o altrimenti non si fa.
Anche lo sport (il calcio in particolare) ha ripreso a centrare obiettivi importanti. Anche questo genera positività in una comunità.
Assolutamente sì. Questo è un segnale tangibile: se l'economia gira, vuol dire che le imprese hanno bisogno di investire nei settori collaterali, come lo sport. Tutto ciò è importante per le sue ricadute dal punto di vista sociale, di prevenzione della violenza e della dispersione giovanile. Ci sono diversi aspetti positivi che si generano in questo modo, perciò non possiamo che essere contenti di tutta questa ripresa e per il fatto che questa ripresa vada ad incidere per l'attenzione di diversi imprenditori sul settore sportivo. 
 
Alessio Quarta
 


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