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Fumi sospetti dal biostabilizzatore

[21/10/2016] CI SCRIVONO

Fumi sospetti dal biostabilizzatore

Il fatto è successo qualche giorno fa, ma i gestori dell’impianto rassicurano che si è trattato di emissioni innocue di vapori 

 

Per l’ennesima volta l’attività dell’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo torna al centro delle preoccupazioni dei cittadini, anche di quelli dei paesi limitrofi. Nelle scorse settimane la testata giornalistica on line Tagpress.it aveva pubblicato delle fotografie raffiguranti quelli che avevano tutta l’aria di essere fumi provenienti proprio dalla struttura, situata sulla strada che collega Poggiardo e Giuggianello. La denuncia non ha potuto che destare molta apprensione, anche perché l’attività di biostabilizzazione non prevede combustione dei rifiuti e la conseguente emissione di fumi; alcune testimonianze hanno descritto un odore acre provenire da quella sorta di nebbia, che invade il centro abitato e i territori limitrofi a seconda della direzione del vento. I timori si sono concentrati sugli eventuali effetti sull’ambiente e, soprattutto, sulla salute dei cittadini, tant’è che qualcuno avrebbe lamentato leggere reazioni allergiche alle vie respiratorie. 

La notizia è giunta immediatamente al sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati che proprio la mattina successiva si è recato con alcuni Carabinieri del Comando locale proprio presso l’impianto di biostabilizzazione per avere garanzia sul corretto funzionamento della struttura e per avere chiarimenti sui fumi che fuoriescono. I gestori dell’impianto avrebbero rassicurato il primo cittadino sulla sicurezza dell’attività svolta all’interno, specificando che ciò che è raffigurato dalle foto non è riconducibili a dei fumi provenienti da combustione. Si tratterebbero, invece, di vapori innocui che si sprigionano a causa del contatto con l’aria dei materiali presenti nella struttura, un fenomeno naturale che non avrebbe nessun pericoloso effetto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. 

L’Amministrazione comunale di Poggiardo ha intanto garantito la massima sorveglianza sul funzionamento del biostabilizzatore, soprattutto alla luce di ciò che è accaduto negli anni passati, che hanno visto sia la vecchia che l’attuale struttura al centro dell’attenzione per i miasmi da lì provenienti; una vicenda che, due anni fa, portò anche al sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. 

 

Alessandro Chizzini 



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