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Francesca Schirinzi, la Procura di Treviso apre un'inchiesta per la sua morte

[22/03/2019] PRIMO PIANO

Francesca Schirinzi, la Procura di Treviso apre un'inchiesta per la sua morte

L’autopsia ha evidenziato un riversamento di liquido amniotico nel sistema cardiocircolatorio, responsabile dei tre arresti cardiocircolatori della 34enne salentina, deceduta poco dopo la nascita di suo figlio 

 

Doveva essere un lieto evento ed invece si è trasformato in un dramma che ha scosso la comunità salentina. Francesca Schirinzi (nella foto), 34 anni, originaria di Castrignano del Capo ha perso la vita dopo aver dato alla luce il suo secondogenito. La giovane donna viveva con suo marito Antonio Giordano (originario di Squinzano) ad Annone Veneto, in provincia di Venezia, dove lavorava come estetista. Martedì 12 marzo si era recata all’ospedale di Oderzo (in provincia di Treviso) per partorire dopo una gravidanza regolare. Il bambino è nato nella notte di mercoledì 13 con parto naturale, senza apparenti complicazioni, ma poco dopo la donna sarebbe stata colta da un arresto cardiocircolatorio e sottoposta a massaggio cardiaco da parte del personale medico. 
Dopo aver praticato la rianimazione i sanitari si sarebbero accorti che la donna aveva subito una copiosa emorragia, tanto da rendere necessaria una trasfusione di sangue. Inoltre, alla 34enne le sarebbe stato riscontrato un anomalo accumulo di liquido nell’addome che avrebbe spinto i medici a portarla in sala operatoria. Qui sarebbe stata colpita da un secondo arresto cardiaco e poi da un terzo, quello fatale, mentre veniva sottoposta a Tac, esame che era stato deciso per accertare potenziali danni cerebrali. 
L’autopsia, i cui risultati sono stati diffusi nei giorni scorsi, ha evidenziato una rara forma di embolia dovuta ad un riversamento del liquido amniotico nel sistema cardiocircolatorio, responsabile poi tre arresti cardiocircolatori che hanno portato alla morte della 34enne. Inoltre è stata segnalata la presenza di una notevole emorragia dal canale vaginale, altra possibile causa di una delle crisi cardiache subite dalla giovane salentina. Ora si attendono i risultati dell’analisi degli organi di Francesca, in considerazione anche dei farmaci somministrati prima del parto. Nulla tuttavia lasciava presagire un tale drammatico epilogo, considerato l’apparente buono stato di salute della donna, la gravidanza portata avanti senza problemi e il parto avvenuto senza complicazioni. 
Non si da ancora pace il marito Antonio il quale, assistito dall'avvocato Cosimo Miccoli del Foro di Lecce, ha presentato una denuncia presso la stazione dei Carabinieri di Annone Veneto (in provincia di Venezia) per sapere la verità, per sapere cosa è successo in quell’ospedale, dove Francesca è entrata con le sue gambe e ci ha lasciato la vita. Alla denuncia ha fatto seguito l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Treviso, al fine di accertare se la morte della povera Francesca possa essere attribuibile a responsabilità medica. Al momento sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui un anestesista e quattro medici del reparto di Ostetricia e Ginecologia, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. È da accertare se il tragico evento possa essere stato causa da un errore o da una negligenza nella valutazione delle condizioni della paziente. Anche l’Uls ha aperto un’inchiesta interna.
 
In Italia meno di un caso di decesso ogni 10mila parti
Non sempre è agevole stabilire se i decessi sono attribuibili a cause naturali o piuttosto a responsabilità medica, soprattutto quando il quadro clinico non rivela situazioni di rischio, come nel caso di Francesca Schirinzi. Con i passi avanti fatti dalla medicina la mortalità materna si è notevolmente ridotta rispetto al passato: nel nostro Paese, secondo le statistiche, ogni 100mila parti si verifica la morte di 8-9 partorienti. 
Secondo un’ipotesi avanzata dall’avvocato Cosimo Miccoli, legale del marito di Francesca, l’emorragia che ha colpito la donna potrebbe essere stata la causa degli arresti cardiaci e quindi della sua morte. In ogni caso occorre aspettare l’esito dell’esame autoptico prima di poter capire perché Francesca non è più qui. 
 
Marcello Greco


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