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Fondo perduto

[10/01/2020] IN COPERTINA

Fondo perduto

In assenza di una “miracolosa” proroga da parte della Comunità Europea, la Regione Puglia rischia seriamente di perdere oltre 86 milioni di euro per realizzare il Piano di Sviluppo Rurale che avrebbe consentito di rilanciare l’intero comparto agricolo, favorendo in particolare l’imprenditoria giovanile (su 5.202 domande di finanziamento presentate solo 750 sono state accolte). Il governatore Michele Emiliano, attaccato da più parti, attribuisce la responsabilità ai numerosi contenziosi amministrativi che hanno di fatto impedito di raggiungere gli obiettivi prefissati  

 

L'agricoltura come volàno dell'economia regionale e soprattutto come traino per l'occupazione giovanile che in Puglia fatica ancora a risollevarsi. Era questo l'ambizioso obiettivo che si proponeva il Psr, il Piano di Sviluppo Rurale, il principale strumento di finanziamento, programmazione e attuazione del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (Feasr) attraverso il quale la Regione Puglia promuove gli interventi utili per lo sviluppo del territorio. 

Il Piano di Sviluppo Rurale consente di investire su conoscenza ed innovazione, sui processi di ammodernamento delle aziende, sulla crescita e il miglioramento delle infrastrutture; consente di rafforzare la collaborazione tra imprenditori e la diversificazione delle attività, dedicando ampio spazio ai giovani e alla formazione. Dopo anni di polemiche, battaglie giudiziarie, scartoffie burocratiche, ricorsi è arrivata la notizia che un po' tutti si attendevano: ad inizio anno l'Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, ha sancito che “la Puglia è la Regione che non ha raggiunto il proprio obiettivo, avendo realizzato una spesa di circa 142 milioni di euro (86 milioni di euro di quota Feasr) inferiore alla soglia minima necessaria per evitare il disimpegno”. 

Soldi che rischiano di andare persi. Perché, a sentire governatore Michele Emiliano, non tutto è andato in fumo visto che nei meandri dei regolamenti europei c'è la sparuta possibilità di vedere prorogati i termini di scadenza: “Nonostante gli sforzi attuati negli ultimi mesi, con un impegno straordinario di risorse umane, non si è riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati -ha spiegato Emiliano- per via, come più volte ribadito, dei numerosi contenziosi amministrativi che hanno di fatto costretto la Regione a congelare oltre 300 milioni di euro. Un rallentamento, come già abbiamo chiarito a Bruxelles e di cui siamo certi si terrà conto, che è stato prodotto da cause di forza maggiore e che, pertanto, ci consentirà, come previsto da un regolamento europeo ad hoc (n. 1303/2013) di ottenere una deroga”.

E se la polemica politica tra le varie fazioni si rovescia addosso il peso delle colpe e delle responsabilità, resta sullo sfondo ciò che invece dovrebbe essere di primaria importanza, vale a dire il tentativo, soprattutto attraendo le nuove generazioni, di dare uno slancio vitale all'agricoltura, un settore che è attualmente relegato ai margini e che invece in futuro potrebbe rivestire un ruolo dominante. La sensazione allo stato attuale è quella di una occasione persa, specie per chi aveva partecipato alle graduatorie e si sente escluso da un futuro nella propria terra. 

 

Corsi e ricorsi sui fondi europei: ecco le cifre del deficit 

 

- Dotazione finanziaria complessiva: spesa pubblica di 1.616.730.578,51 euro; fondi Feasr 978.122.000 euro. 

- Spese sostenuta dal 16.10.2019 al 31.12.2019: spesa pubblica 103.632.192,56 euro; Feasr 62.697.477,79 euro.

- Spese cumulata dall'1.1.2015 al 31.12.2019: spesa pubblica 468.759.274,69 euro; Feasr 281.382.434,31 euro.

- Avanzamento di spesa sulla dotazione complessiva pari al 28,99%. 

- Spesa pubblica complessiva: euro 142.311.396,64; quota Feasr a rischio disimpegno: euro 86.098.394,97. 

Sono solo alcuni dei numeri che la Rete Rurale Nazionale fotografa per descrivere l'avanzamento degli investimenti in termini di Psr in Puglia, Regione agli ultimi posti della classifica nazionale. Il quadro deprimente diventa ancora più drammatico se si prendono in esame alcune misure in particolare. I pagamenti della misura 5.2 per la rigenerazione del Salento non vedono ancora la luce con l’impossibilità di procedere ai reimpianti nelle aree infette dalla Xylella in provincia di Lecce; è stato sostanzialmente impedito a cooperative e frantoi in tutta la Puglia di utilizzare oltre 40 milioni di euro del PSR per le strutture di stoccaggio con cui avrebbero potuto far fronte all’attuale stagnazione di mercato per eccesso di produzione. Sul bando del PSR per i giovani, a fronte delle 5.202 domande presentate, solo 750 sono state ammesse all’istruttoria, poco più di una domanda su dieci. Motivo per cui si è avuta una pioggia di ricorsi al Tar, che finora hanno dato ragione a Michele Emiliano, per invalidare i bandi e quindi rifare le graduatorie che hanno ulteriormente allungato i tempi.

E così l'attacco frontale al Governatore della Regione è partito da tutti i fronti, a cominciare da chi è stato per anni protagonista dell'assessorato regionale all'Agricoltura, Leo Di Gioia che nel corso dell'ultimo Consiglio regionale così si è espresso: “Nel 2019 mi son dimesso due volte. È giusto che possa svelare quelle furbizie e incongruenze amministrative che saranno causa di grave danno all'agricoltura pugliese”. 

Accuse che la maggioranza spedisce al mittente: “Nonostante gli sforzi attuati negli ultimi mesi -scrive in una nota lo stesso Emiliano-, non si è riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati per via, come più volte ribadito, dei numerosi contenzioni amministrativi che hanno di fatto costretto la Regione a congelare oltre 300 milioni di euro”.

 

Alessio Quarta 



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