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Filobus, perchè non parti?

[07/08/2009] LECCE

Filobus, perchè non parti?

A breve partiranno le corsie preferenziali, ma l’avvio del servizio è ancora in alto mare

 

La similitudine è abusata, ma quanto mai azzeccata. Come una telenovela, che moltiplica all’infinito episodi, intrecci e personaggi per mantenere alti pathos e audience, così la storia del filobus a Lecce riproduce con moto perpetuo annunci di partenze, ritardi burocratici e polemiche politiche. Generando occasioni per riparlarne, tanto al bar, quanto sulla stampa.
Da quando si decise di realizzare quest’opera pubblica, il capoluogo salentino è sceso sul palcoscenico di un dramma shakespeariano, in preda ad una continua serie di dubbi amletici. In principio il quesito era “filobus si, filobus no?”. Adesso che indietro non si può tornare (non fosse altro per non rimetterci le ingenti somme già spese) il dubbio è “il filobus partirà o non partirà?”.
Ogni telenovela che si rispetti parte da un breve riassunto delle puntate precedenti. È bene seguire lo stesso canovaccio, per non perdere il filo della vicenda filobus. Inizialmente il capitolato d’appalto prevedeva l’ultimazione dei lavori entro il giugno 2007. Ed infatti, l’11 maggio di quello stesso anno, la conferenza stampa di presentazione della filovia, con tanto di collaudo e giro inaugurale, poi nulla più. A luglio del 2008, con ottimismo da vendere, gli ispettori dell’Ustif, l’ufficio del Ministero delle Infrastrutture, relazionavano che: “L’opera è a buon punto ed entro la fine dell’anno i filobus saranno pronti a viaggiare” (previsione puntualmente smentita). Da lì una serie di prove generali, fino ad arrivare al marzo di quest’anno, quando, il direttore della Sgm, Guacci, annunciava l’avvio del servizio entro giugno.
Siamo ad agosto e ancora tutto tace. Il filovia di Lecce sembra affetto senza rimedio dalla sindrome da procrastinamento. Secondo la versione ufficiale, tutto dipende dalla mancanza di un direttore di esercizio qualificato per il servizio. E dalla difficoltà di reperirne uno, dato che in Italia figure come queste se ne contano sei o sette. Il filobus, insomma, è rimasto incastrato nella rete di un intricato groviglio burocratese, più fitto della sua stessa rete di fili d’acciaio. Comune e Sgm si rimbalzano le responsabilità, con l’atteggiamento volitivo di chi vuol acchiappare una mosca con due bacchette cinesi. L’ultima puntata della telenovela ha visto il sindaco Paolo Perrone battere i pugni sul tavolo: stanco del continuo “tira e molla” da parte della Sgm, ha firmato l’atto formale di affidamento per impegnare la società di trasporti a fare sul serio. Ma il posto vacante di direttore d’esercizio non consentirà l’avvio del filovia neanche per settembre.
A giovarsene, il capo dell’opposizione Antonio Rotundo, che non perde occasione per rincarare la dose di polemiche: “I leccesi pagano con le tasse 5,7 milioni di euro per un’opera che doveva partire oltre due anni fa. Chiederemo che la Corte dei Conti accerti gli eventuali danni erariali del mancato avvio del servizio”.
Intanto, l’assessore ai Trasporti Giuseppe Ripa ha preannunciato che a breve sarà resa nota la data di partenza delle corsie preferenziali e che il Comune si impegna ad “educare” i cittadini all'utilizzo delle stesse tramite volantini ed altro materiale informativo. Non rimane dunque che aspettare la prossima puntata.

Giorgio De Matteis



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