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Favolosa vs. fastidiosa: al via la prima raccolta di olive "resistenti"

[16/10/2020] CASARANO

Favolosa vs. fastidiosa: al via la prima raccolta di olive "resistenti"

Arriva da Casarano la buona notizia contro il disseccamento rapido degli ulivi: i 3mila esemplari di varietà Fs-17, piantati due anni fa, hanno dato i primi frutti 

 

Dopo due anni dalla sua piantumazione, finalmente si raccolgono le prime olive di “Favolosa”, la razza di ulivo resistente alla Xylella fastidiosa. La prima raccolta da 3mila esemplari di questa pianta provvidenziale è avvenuta nel territorio di Casarano con la partecipazione di Cia-Agricoltori Italiani, Italia Olivicola e del Consorzio Oliveti d’Italia. “Sulla Xylella bisogna attuare senza indugi gli strumenti e i fondi ottenuti in anni di battaglie - si legge in una nota del Cia-, per ridisegnare il futuro economico e produttivo delle province colpite duramente in questi anni, con reimpianti, anche con specie diverse dall’olivo, e i sovrainnesti (questi ultimi per salvare la Piana degli Ulivi monumentali), destinando gli indennizzi che si attendono da anni e che sono in dirittura di arrivo, e con una più incisiva azione di prevenzione attraverso il monitoraggio, le eradicazioni e l’attuazione delle buone pratiche agricole”.

Di recente è inoltre arrivata la firma della ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova per il decreto del Piano di Rigenerazione olivicola della Puglia, per cui saranno stanziati 5 milioni di euro: un milione di euro verrà impiegato per il 2020 e quattro per il 2021, in favore dei proprietari, detentori o possessori di terreni in cui siano stati censiti olivi monumentali, che si impegneranno a bloccare l’avanzata della Xylella. 

La “Favolosa” o Fs-17, com’è stata brevettata, nasce quasi per caso da un gruppo di olivicoltori di Sannicola che notarono una macchia di verde nella distesa di ulivi secchi colpiti dalla Xylella. Si trattava di una varietà quasi inesistente in Puglia: era stata scoperta una trentina di anni fa dal professor Giuseppe Fontanazza, all’epoca direttore dell’Isafom del Cnr di Perugia e brevettata dallo stesso Cnr, con licenza esclusiva ceduta a tre vivai in Umbria (Agricola Faena), Puglia (Oliveti d’Italia) e Sicilia (Vivaio Russo) ed è stata poi incentivata dai ricercatori del Cnr con i colleghi dell’Università di Bari e del centro ricerca Basile Caramia di Locorotondo, che ne studiarono la resistenza al batterio.

 

Ruben Alfieri 



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