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Ex Saspi, una bomba ecologica mai disinnescata

[25/01/2019] LECCE

Ex Saspi, una bomba ecologica mai disinnescata

Il giudice Vincenzo Brancato non ha accolto l'istanza depositata a giugno dell'anno scorso dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone di archiviazione dell'inchiesta sull'inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque, nonché sulla mancata bonifica dell'ex inceneritore Saspi e il suo successore Sergio Tosi ha convocato una camera di Consiglio per sentire tutte le parti in causa. Sulla “testa” dell’ex impianto sito sulla Tangenziale Est all’altezza dello svincolo per Lizzanello e chiuso trent’anni fa pendono 140mila tonnellate di rifiuti speciali tombati, a riguardo dei quali il chimico Mauro Sanna e il geologo Cesare Carocci nella consulenza depositata alla Procura hanno parlato di concentrazioni elevate di diossina, Pcb, idrocarbuti, piombo, mercurio e rame. Tutto questo senza dimenticare i continui sversamenti illeciti di rifiuti, più volte segnalati, e solo per un puro caso, dovuto alla conformazione del sottosuolo, non si è registrata finora la contaminazione della falda acquifera sottostante. 

Occorre ricordare che nel giugno 2018 è stato finanziato dalla Regione Puglia il progetto del Comune di Lecce per la redazione di un piano di caratterizzazione dell’area: sono stati destinati circa 442mila euro, da impiegare per la progettazione ed esecuzione del piano finalizzato a determinare con precisione la tipologia di rifiuti, lo stato di contaminazione dei suoli e poter procedere così, in un secondo momento, alla bonifica. 



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