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Estate a rischio: attive solo 4 postazioni di Pronto Soccorso su 11

[13/07/2018] PRIMO PIANO

Estate a rischio: attive solo 4 postazioni di Pronto Soccorso su 11

Nel pieno della stagione balneare l’Asl di Lecce non ha ancora affidato la gestione delle postazioni estive del 118 in quanto mancano le associazioni dotate dei requisiti previsti dal nuovo bando

 

A breve ci sarà il picco stagionale del flusso turistico nel Salento, e come spesso accade, ci si trova impreparati ad affrontare le esigenze incombenti. Oltre alla mancanza un servizio di trasporto pubblico adeguato, in provincia di Lecce bisogna fare i conti quest’anno anche con la mancata attivazione di ben 7 postazioni di Pronto Soccorso estivo su 11 delle spiagge più frequentate. I rischi del mare sono tanti e in estate, nel Salento, la popolazione presente su territorio tende a raddoppiare, arrivando a circa 2 milioni tra residenti e turisti; di fronte a questi numeri un rafforzamento dei servizi essenziali durante la stagione estiva è più che necessario. Proprio nelle spiagge più affollate si concentrano ogni estate numerose richieste di soccorso, a causa di malori, punture di meduse con rischio di shock anafilattico, infortuni, rischi di annegamento, congestioni, ecc… A ciò si aggiunga che il maggior numero di richieste di intervento e le strade più affollate rendono ancora più lunghi i tempi di intervento degli ordinari presidi di Pronto Soccorso. 

Proprio per queste ragioni la stessa Asl Lecce nel 2015 ha deciso di potenziare il servizio, istituendo delle postazioni estive di Pronto Soccorso presso le spiagge più frequentate, in modo da garantire interventi immediati. In tanti casi la differenza tra la vita e la morte la fa proprio la tempestività del soccorso. Le postazioni estive sono affidate a associazioni di volontari, che però devono dimostrare di avere dei requisiti specifici, che consistono nella disponibilità di strumenti adeguati e personale adeguatamente formato ma quest’anno a causa dei requisiti più stringenti richiesti dal bando dell’Asl, molte associazioni sono rimaste tagliate fuori e questo ha portato alla mancata di attivazione di 7 postazioni su 11. In particolare le associazioni, per partecipare al bando, devono avere la disponibilità di ambulanze in servizio da meno di 8 anni e di personale con titolo di soccorritore specializzato anche nell’uso del defibrillatore per adulti e bambini. 

L’esigenza di affidare un servizio così delicato ed importante ad associazioni qualificate è più che giustificato, ma l’introduzione dei nuovi requisiti ha di fatto lascio scoperto questo servizio. Il problema è che non c’è un numero sufficiente di associazioni idonee a coprire il servizio, le risorse sono limitate, manca il personale specializzato e la comunicazione dei nuovi requisiti è giunta ad aprile, a ridosso dell’estate, un tempo insufficiente ad adeguarsi. 

 

La soluzione? Consorziarsi o mettersi in regola

 

Dalla Asl alle associazioni è giunto il suggerimento di consorziarsi per condividere mezzi e personale in linea con i requisiti richiesti, ma ad oggi l’appello non ha avuto un seguito. Un’ulteriore opzione sarebbe quella di estendere il bando alle associazioni di fuori provincia, ma giunti ormai a metà luglio forse sarebbe il caso, almeno per quest’anno, di concedere una deroga ed evitare che alcune delle località balneari più frequentate rimangano prive di un servizio di pronto intervento. 

Al momento sono operative le postazioni estive del 118 di San Foca (l’unica sul versante adriatico), e quelle di Sant’Isidoro, Santa Maria al Bagno, Gallipoli. Sono inattive, invece, le postazioni di Otranto, Torre Vado, Torre San Giovanni, Torre Lapillo, San Cataldo, Torre Chianca e Casalabate. Proprio a Casalabate domenica scorsa si è sfiorata la tragedia, quando un 70enne vicino alla battigia è stato risucchiato in mare da un’onda, rischiando l’annegamento. Il 4 luglio hanno perso la vita due 70enni, rispettivamente a Torre Lapillo e a Mancaversa (Taviano).

 

Marcello Greco 



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