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Emiliano sotto attacco per i fondi del Psr

[10/01/2020] IN COPERTINA

Emiliano sotto attacco per i fondi del Psr

Raffaele Fitto (Fratelli d’Italia) e Christian Casili (M5S) all’unisono hanno denunciato le responsabilità del Governatore e assessore pro tempore all’Agricoltura dopo le dimissioni di Di Gioia (proprio a causa di questa vicenda)

 

La notizia, diffusa negli ultimi giorni, che la Puglia potrebbe aver perso una quota sostanziale del finanziamento al Psr ha acceso la polemica politica, con Raffaele Fitto, europarlamentare e probabile candidato del centrodestra alle prossime elezioni regionali, e Christian Casili, consigliere regionale in quota 5 Stelle, sugli scudi. 

“Le bugie hanno le gambe corte, in questo caso cortissime -tuona Fitto-! Ed Emiliano oggi dovrebbe solo arrossire per la vergogna visto che fino a qualche giorno fa tentava di dare lezioncine ed ora viene pubblicamente smentito dall’Agea che pubblica l’avanzamento della spesa dei Fondi comunitari per l’agricoltura delle Regioni italiane: la Puglia è ultima ed è l'unica Regione d’Italia che perde le risorse e deve restituire circa 86 milioni di euro di fondi europei (Feasr). Mai successo prima! Perdiamo una montagna di soldi che vengono sottratti al mondo agricolo pugliese per colpa di inefficienze, inadempienze e, come sostiene il suo ex assessore all’Agricoltura, gravi illegittimità nell’utilizzo dei fondi europei. Dopo le dimissioni di Di Gioia, Emiliano non ha trovato un solo consigliere regionale di maggioranza disposto a fare l’assessore, tanto è il disastro che ha prodotto”. 

Quello che si evince dall'analisi dell'europarlamentare è una sostanziale inefficacia dell'azione politica durante l'amministrazione firmata da Michele Emiliano: “Dal 2014 ad agosto 2019 in Puglia, infatti, sono stati approvati contributi europei (Fondo europeo di sviluppo regionale - Fesr) per un valore di 1 miliardo e 680 milioni di euro, ma soltanto il 16% di essi, pari a 273,5 milioni di euro, è stato effettivamente incassato dalle imprese che hanno presentato i progetti. È quanto emerso da un'analisi presentata a Mecspe 2019 (la fiera di riferimento del settore manifatturiero) dal Gruppo Del Barba, società che opera da oltre vent'anni nel settore della finanza agevolata. Quindi il raggiungimento dei target è il minimo risultato per non perdere le risorse”. 

Va giù duro anche il consigliere regionale Casili che, in una nota, punge ripetutamente il governatore, nonché assessore all'Agricoltura pro tempore, Emiliano: “Con quale faccia il presidente e assessore all’Agricoltura, di fronte alle proprie responsabilità, chiede una deroga per superare i paletti imposti dai regolamenti europei? Emiliano non ha alibi. Dov’era quando ho denunciato oltre due anni fa le mie preoccupazioni relativamente alla gestione del Psr che già allora faceva emergere diverse criticità che stavano portando al tracollo l’agricoltura pugliese? A Emiliano ricordo che questo settore è ben diverso dagli altri e gli aggiustamenti tardivi hanno poca efficacia. Tra gli agricoltori c’è chi ha già anticipato importanti somme di denaro, impegnandosi pesantemente con gli istituti di credito; c’è chi non ha potuto fare investimenti, cosa che si ripercuoterà per i prossimi 3-4 anni con la conseguenza, vista la crisi del settore, di abbandonare per sempre il comparto. E poi ci sono i giovani, che non potranno insediarsi in questo settore generando quel tanto decantato ricambio generazionale e, aspetto ancor più grave, saranno costretti a fuggire dalla nostra Regione”. 

 

Coldiretti Lecce: “Un danno per il nostro settore e per i giovani” 

 

C'è ancora speranza che la situazione possa rientrare. Almeno è quello che si evince dalle parole del presidente della sezione leccese di Coldiretti, Gianni Cantele, che sulla vicenda si è così espresso: “Purtroppo è un rischio serio che il sistema agricolo può correre. Ci auguriamo e crediamo nel massimo impegno profuso dall'Istituzione regionale perché si possa scongiurare questa ipotesi, riuscendo a dimostrare presso la Comunità Europea che questa perdita di tempo è dovuta a cause di forza maggiore e perciò conceda una proroga. Noi come Coldiretti stiamo segnalando da mesi questa problematica, ma fino al momento non ci sono state risposte convincenti”. 

Qualora la richiesta di proroga non venisse accettata rischierebbe tutto il comparto agricolo, in particolare chi, tra le nuove generazioni, aveva deciso di investire risorse e danari sulla propria terra: “Sono molte le misure bloccate o che hanno subito un rallentamento, non solo quelle rivolte ai giovani -specifica Cantele-. Le risorse del Psr già non erano sufficienti a soddisfare le esigenze che arrivavano dall'imprenditoria giovanile che ora deve fare i conti con l'estrema difficoltà a trovare in tempi piuttosto veloci l'erogazione delle risorse necessarie alla propria attività”. 

Responsabilità sicuramente della classe politica ma non solo, secondo il presidente di Coldiretti Lecce: “C'è sicuramente una grossa responsabilità della Regione Puglia in quello che è avvenuto perché ha sottovalutato il problema quando ancora c'erano i margini per riportare tutto in carreggiata. Così purtroppo non è stato. A tutto questo si è aggiunta la responsabilità dell'intero sistema dell'agricoltura pugliese che ha dimostrato di fondo di non essere capace di fare scelte per il bene di tutto il settore, preferendo privilegiare l'interesse di pochi. Mi riferisco in particolar modo alla grana dei ricorsi presentati, cui era sotteso un modo abbastanza spregiudicato di intendere la programmazione e la progettazione”. 

Al momento l’unica certezza sono le misure a superficie dove, grazie alla disponibilità di Agea, si è arrivati a pagamenti reali entro la fine dell’anno. Rispetto alle misure strutturali, la spesa sarà risibile se rapportata a quanto la Regione Puglia avrebbe dovuto spendere negli ultimi cinque anni. Una sconfitta per le speranze di tanti giovani, ma anche per il Paese che perde opportunità strategiche per lo sviluppo in un settore chiave per la ripresa economica. 

 

Alessio Quarta 



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