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Emiliano: "Chiediamo scusa a Poggiardo. Ora si pensi ad impianti di compostaggio"

[12/07/2019] IN COPERTINA

Emiliano: "Chiediamo scusa a Poggiardo. Ora si pensi ad impianti di compostaggio"

Il presidente della Regione Puglia si prende la responsabilità per la non corretta comunicazione verso il Comune di Poggiardo, pur senza sollevare da colpe l'Ager

 

L'emergenza è stata sventata lo scorso 7 luglio durante un tavolo tecnico tenutosi a Lecce e convocato da Fiorenza Pascazio, presidente dell'Ager (Agenzia regionale per il servizio di gestione dei rifiuti). All'incontro hanno partecipato il direttore di Ager Gianfranco Grandaliano, il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, l'assessore comunale all'Ambiente di Poggiardo Antonella Pappadà, il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, il sindaco di Casarano e vicepresidente Ager Gianni Stefano, il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, l'assessore regionale Loredana Capone e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Ed è stato proprio quest'ultimo a togliere la grana dei rifiuti organici del brindisino al Comune di Poggiardo: "Abbiamo preso l'impegno di rallentare il conferimento dell'umido a Poggiardo e di dislocarlo verso altri impianti. Non avevamo previsto che si potesse verificare una situazione del genere, ma tutto sta tornando alla normalità". 

Il presidente dell'ente di viale Capruzzi ha anche chiesto scusa a Colafati: "Ci siamo scusati perché la nostra comunicazione non gli ha consentito di capire bene quello che stava succedendo e, di conseguenza, di spiegarlo ai suoi concittadini. l'impianto ha così subito un sovraccarico di materiale che non avevamo previsto". Scuse che il presidente regionale ha fornito non senza deresponsabilizzare l'Ager, proprio l'organo a cui spettava l'attuazione di una idonea comunicazione, sottolineando come "non sia una creatura regionale, ma un ente dei sindaci che la Regione ha tentato di rendere più governabile per facilitare gli accordi tra i comuni sui flussi dei rifiuti e sugli impianti".

Anche Michele Emiliano ha voluto poi sottolineare quella che oggi è la principale urgenza, cioè la realizzazione di un impianto di compostaggio: "La Puglia sta aumentando la raccolta differenziata dell'umido raggiungendo anche livelli europei, ma ciò che serve adesso è la presenza di impianti di compostaggio. Per costruirli abbiamo bisogno della disponibilità dei sindaci e se questa non dovesse esserci correremmo il rischio di trasferire i rifiuti organici verso il Nord Italia, con il conseguente aumento delle tariffe. Sono questi gli aspetti che devono essere spiegati sia ai cittadini che ai sindaci, i quali non possono trovare all'improvviso i propri impianti sovraccaricati senza una corretta informazione fornita dall'Ager".

 

L’incognita della “stazione di trasferenza”

 

Sui rifiuti umidi non c’è solo la polemica relativa all’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo, ma anche quella legata alla stazione di trasferenza di Galatone, in contrada Morrone. L’area era stata appunto designata come area di passaggio dei rifiuti organici per i comuni rientranti nell’Aro 6. Nelle scorse settimane si tenuto un consiglio comunale aperto in seduta straordinaria al quale ha partecipato anche Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce. L’assise era stato convocato per discutere e valutare la capacità e la capienza del centro di trasferenza, che divideva le opinioni di maggioranza e opposizione. L’assessore all’Ambiente Roberto Bove aveva rassicurato nell’occasione i presenti affermando che i mezzi che entrano nella stazione non sono di grosse dimensioni e che i rifiuti vengono pesati, raccolti e trasferiti entro il limite previsto di 72 ore per circa 60 tonnellate al giorno. 

Aspre sono state le critiche dell’opposizione, contraria a quella riunione soprattutto perché era già stata individuata un’alternativa in Melpignano. Stessa sede a cui si riferiva anche Minerva quando ha affermato di aspettare i risultati di Arpa e impegnarsi per l’individuazione di un altro centro di trasferenza. Oltre alle difficoltà tecniche della struttura, Galatone ha dovuto e deve fare i conti con gli interventi del Noe e dell’autorità giudiziaria, che hanno messo nel mirino la ditta che gestisce la struttura, la “Cave Marra”, per dei presunti abusi nel sito di contrada Morrone; e lo stesso Minerva ha affermato di aver sentito i responsabili di questa azienda. Nei giorni precedenti il Consiglio comunale, il centro “Cave Marra” aveva già scampato il paventato pericolo di servire non solo i comuni dell’Aro 6, ma anche quelli degli Aro 7, 8 e 11; con una capienza di 10.400 tonnellate annue di umido, il passaggio dei rifiuti provenienti da ulteriori comuni si sarebbe rivelato molto complesso. 

La provincia di Lecce necessità però oggi di un centro di trasferenza con una capienza maggiore di quella di Galatone, individuata fino a poco tempo fa, come già accennato, in un’area di Melpignano. Lo stesso sindaco di Melpignano Ivan Stomeo aveva dimostrato al suo collega Flavio Filoni la disponibilità ad utilizzare temporaneamente la propria stazione di trasferenza. Ad oggi, però, è ancora tutto in itinere.

 

Alessandro Chizzini 



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