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Ecomostro, il sindaco Chiuri ordina la demolizione

[21/12/2018] TRICASE

Ecomostro, il sindaco Chiuri ordina la demolizione

L’ex casa albergo, abbandonato ormai da anni e in completo degrado, a ridosso del Porto sarà abbattuto entro il 15 gennaio 

L’abbattimento di quello che è stato definito “l’ecomostro di Tricase Porto” potrebbe essere vicino. Il sindaco Carlo Chiuri ha disposto la demolizione entro il 15 gennaio 2019 della struttura. La storia dell’immobile è vecchia e i tricasini non si sono mai del tutto abituati a vedere il proprio splendido paesaggio rovinato. Anche i numerosi turisti che frequentano il litorale non rimangono indifferenti di fronte allo scempio dell’ex casa albergo, una struttura ricettiva costruita negli anni ’60 e poi rimasta in abbandono. Un vero e proprio pericolo pubblico, reso ancora più rischioso dal tornado del 25 novembre scorso, quando hanno ceduto interi tratti di solaio. 

Non ci sono solo ragioni di ordine estetico dietro l’ordinanza del sindaco. La relazione del comandante provinciale dei vigili del fuoco, redatta lo scorso 11 dicembre, ha messo in chiaro altri aspetti: anche le opere realizzate per impedire l’accesso creerebbero dei problemi, dati dal fatto che il continuo accesso le avrebbe usurate. In più si aggiunge il rischio crolli e ciò sarebbe disastroso se pensiamo che da un lato la struttura si affaccia sulla banchina del porto, sempre molto frequentata. L’ordinanza chiede ufficialmente ai proprietari dell’immobile di intervenire e demolire. In caso di mancata osservanza sarà opera del Comune, con le spese a carico sempre dei proprietari.

La storia dell’ecomostro di Tricase inizia nel marzo 1962 quando il proprietario del terreno, Alessandro Sauli, scrive all'allora sindaco di Tricase per chiedere una sorta di ripensamento in merito al vincolo esistente. Un anno dopo, nel marzo del 1963, viene presentato il progetto per la realizzazione di un albergo-ristorante cui la Soprintendenza dà parere favorevole nel giugno dello stesso anno. La decisione spiazza più di qualcuno, a tal punto che l'Ispettore onorario per le opere di antichità e di arte dei Comuni di Tricase e Andrano, prof. Salvatore Cassati, indignato con la Soprintendenza, lascia il proprio incarico. 

La Commissione Edilizia, ad agosto 1963, sposa completamente la posizione di Cassati, ma dà comunque un parere favorevole. Il sindaco dell'epoca, Cosimo Piccinni, dà il nulla osta per l'inizio dei lavori, fissando alcuni paletti che già nel corso dei mesi successivi verranno modificati, come quello dell'arretramento dalla strada provinciale portato da 10 a 9 metri. E nel 1969 il Prefetto concede la licenza d'uso per civile abitazione. 

Oggi, nel 2018, quello stabile è ancora lì, abbandonato all'incuria e al degrado.

Marco De Matteis 

 


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