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E intanto l'UniversitÓ del Salento diventa "trendy"

[21/12/2009] IN COPERTINA

E intanto l'UniversitÓ del Salento diventa "trendy"

Lecce come Harvard. Felpe, cappellini, tazze, penne e agendine, tutto marchiato con un simbolo studiato per rappresentare il Salento. L’idea alla base dell’iniziativa, nata dalla collaborazione gratuita con la cooperativa Punto a Sud Est, è quella di creare identità e senso d’appartenenza alla comunità universitaria salentina. L’operazione è stata realizzata grazie al contributo dell’architetto Aldo Foresta, il quale ha creato e dato gratuitamente il logo che ricorda il nostro territorio tant’è che ripercorre la linea della costa andando a formare una U, per la quale è stato scelto il colore blu del mare. “L’idea -secondo il Rettore- è di riconoscersi nel logo e rendere riconoscibili gli studenti e le varie facoltà attraverso l’uso del colore. Così il logo della Facoltà di Economia e Commercio assumerà il colore giallo, quello d’Ingegneria sarà nero, quelle di Lettere e Filosofia sarà bianco. Anche gli uffici dal Rettorato e dell’Amministrazione, ciascuno adotterà carta intestata con colori diversi. Indossare un elemento d’identità come il logo, di forte valenza strategica per lo sviluppo economico, sociale e culturale dell’intero Salento, esprime, inoltre, l’orgoglio di tutti coloro che in esso si identificano”.
Si tratta di prodotti interamente confezionati e personalizzati in provincia di Lecce, il cui acquisto comporterà una donazione all’Università, contribuendo in questo modo a sostenerla in un tale momento di crisi. I prodotti oltre che all’interno delle strutture universitarie saranno in vendita  in alcune attività commerciali leccesi, che diventeranno punti vendita autorizzati dei gadget dell’Università del Salento. Ma le iniziative dell’ateneo di Lecce non finiscono qui. È stata anche annunciata una originale ed interessante iniziativa che prevede la nascita di una casa editrice dell’ateneo salentino, il cui compito sarà quello di stampare i manuali per gli studenti ad un costo inferiore rispetto a quello che si trova sul mercato. L’idea nasce con l’intento di abolire la consolidata abitudine, presente in tutte le università, di fotocopiare illegalmente i testi.
 



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