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Due pesi e due misure

[12/06/2020] LECCE

Due pesi e due misure

Tanti obblighi e precauzioni, a cui sono soggetti i titolari di pub e ristoranti, sembrano un paradosso rispetto alle scene di assembramenti alle quali si assiste quasi ogni sera 

 

Lecce ha nuovamente il volto di una cittadina che brulica di gente; la sensazione che si ha è che la minaccia Covid-19 sia qualcosa di molto lontano, come se appartenesse ad un passato remoto. In queste serate le vie del capoluogo salentino sono piene di persone che si muovono vicine, senza prestare attenzione a quelle raccomandazioni che sono spesso giunte: tenere la giusta distanza, utilizzare i dispositivi di protezione individuale laddove opportuno. 

A ricondurre ad un senso più realistico sono le mascherine indossate dai gestori dei locali, i gel igienizzanti all’ingresso delle attività, l’utilizzo di divisori e le distanze di sicurezza fra i tavoli. Si avverte nelle persone una maggiore tranquillità rispetto a quanto accaduto, un senso di sicurezza che potrebbe rischiare di diventare eccessiva rilassatezza. Abbiamo sentito alcuni imprenditori locali per sapere quali difficoltà stiano affrontando, gli adattamenti alle norme igienico sanitarie e la risposta dei consumatori. Paolo La Peruta proprietario del “Caffè Letterario” ci dice: “La gente vuole uscire, vuole divertirsi. È difficile conciliare la richiesta con posti ridotti all’interno e all’esterno. Dobbiamo far attenere alle norme ed evitare che i clienti che attendono un posto per sedersi facciano assembramento, ricoprire il ruolo anche di vigilanti, registrare i nominativi degli avventori, il grado di parentela. Non sempre le persone sono disponibili, alcuni sono seccati, poco collaborativi. Non è giusto che l’imprenditore debba essere responsabilizzato del comportamento altrui. È un paradosso -sottolinea La Peruta- centellinare l’ingresso nei locali e poi vedere le persone muoversi in giro senza distanza alcuna. Come si fa ad evitare una coda, smaltire in tempo utile le richieste e monitorare che vengano tenuti comportamenti di buon senso? È faticoso lavorare in questo modo e riprendersi da quanto ha comportato la fase di lockdown”. 

Questo il sentimento comune ad altri imprenditori della movida. Danilo Stendardo proprietario dello storico pub “Road 66” e di altri locali nonché presidente di Confcommercio per i locali serali di Lecce e provincia afferma: “Monitoriamo gli accessi, prendiamo anche la temperatura ai nostri clienti. Abbiamo fatto installare dei divisori fra i tavoli con un impegno economico importante, ma che senso ha se poi non è un atteggiamento comune quello di prestare attenzione? Non possiamo anche fare da sorveglianti, impiegare personale per controllare, è un controsenso avere più lavoratori per meno clienti”. 

 

Stefania Zecca - foto di Giulio Rugge



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