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Don Gianni Mattia: "La Regione Puglia conceda l'ampliamento della Santa Caterina Labourč"

[13/07/2018] LECCE

Don Gianni Mattia: "La Regione Puglia conceda l'ampliamento della Santa Caterina Labourč"

Il cappellano del “Vito Fazzi” denuncia il disinteresse della Giunta regionale nei confronti della Casa di accoglienza per i parenti dei piccoli pazienti ricoverati a Lecce

 

Quando scriviamo le storie che leggete, vorremmo sempre che siano liete. Ma questa è una storia che ancora non ha un finale definito e che speriamo possa essere, in un margine di tempo più breve possibile, a lieto fine. Abbiamo parlato con don Gianni Mattia, cappellano dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce dal 1° ottobre 1998 e che da tempo si batte affinché i pazienti ricoverati e specialmente i più piccoli affetti da gravi patologie, possano avere una permanenza decorosa, un sostegno morale, una luce e un punto di riferimento in un cammino così difficile, anche per le famiglie coinvolte. Don Gianni è inoltre presidente della Onlus “Cuore e mani aperte verso chi soffre”, i cui volontari si occupano di clownterapia all’interno dell’ospedale leccese e in quelli di Galatina, Gallipoli e Casarano, donando un sorriso ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. 

Ora la Casa di accoglienza “Santa Caterina Labourè”, situata nel comprensorio del nosocomio leccese e creta per ospitare i parenti dei pazienti ricoverati, avrebbe bisogno di un ampliamento e quindi di una concessione ulteriore di terreno all’interno del perimetro dell’ospedale. Attualmente sono dieci le camere esistenti, ma non bastano perché a Lecce e al polo oncologico “Giovanni Paolo II” arrivano pazienti da tutta la Puglia e anche da altre città italiane. Alcuni parenti, data la mancanza di spazi utili alla loro permanenza, sono costretti a dormire in auto nel parcheggio dell’ospedale, per non allontanarsi troppo dai loro cari o perché non possono permettersi economicamente un pernottamento. 

Le parole di Don Gianni, purtroppo, ancora non fanno intravedere la soluzione a questo evidente disagio: “Stiamo ancora aspettando la delibera dalla Regione Puglia che ci fornisca la concessione edilizia del terreno. La Giunta regionale non ci dà una risposta affermativa o negativa, mentre noi aspettiamo, con urgenza, di avere la porzione di terreno dove poter costruire. Da maggio 2017 non abbiamo ricevuto una risposta. C’è indifferenza verso i pazienti, le loro famiglie e verso una richiesta legittima alla quale non è ancora stata data una riposta”. 

 

Renato De Capua 



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