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Damiano Longo assolto dall'accusa di minaccia a pubblico ufficiale

[02/11/2018] POGGIARDO

Damiano Longo assolto dall'accusa di minaccia a pubblico ufficiale

La Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado a carico del vicesindaco di Poggiardo, dopo una denuncia presentata da un’agente di polizia locale

 

Importante rivincita, sia sul piano professionale che, soprattutto, su quello personale per Damiano Cosimo Longo (nella foto), vicesindaco e assessore del Comune di Poggiardo. La Corte d’Appello ha infatti ribaltato una condanna a otto mesi che il Tribunale di Lecce aveva inflitto all’amministratore comunale per il reato di minaccia a un pubblico ufficiale. L’organo giurisdizionale di secondo grado ha assolto Longo perché “il fatto non sussiste”.

L’episodio incriminato risale al 2012, quando l’attuale delegato a Personale, Verde pubblico e Arredo Urbano venne denunciato da una agente di polizia locale assunta a tempo determinato. La vigilessa contestava a Longo, che in quel periodo ricopriva il ruolo di consigliere di opposizione, di non aver ascoltato i suoi ripetuti inviti a spostare la propria vettura, che in quel momento sostava in divieto. Nella ricostruzione fornita ai giudici, inoltre, l’accusa sosteneva che il vicesindaco avesse chiamato il primo cittadino, Giuseppe Colafati, per fare presente come l’agente non conoscesse i suoi amministratori. Rivolgendosi poi alla vigilessa, Longo era stato accusato di aver definito gli agenti della polizia locale di Poggiardo come “arroganti per la divisa che indossano”. La vigilessa denunciò l’accaduto alla Procura della Repubblica e nel marzo 2015 il Tribunale di Lecce emesse nei confronti di Longo la sentenza di condanna a otto mesi. Rappresentato dagli avvocati Anna Celenia Solda e Umberto Maria Muci, il vicesindaco impugnò così la sentenza davanti la Corte d’Appello, fino all’assoluzione con formula piena riconosciutagli nei giorni scorsi.

Soddisfazione unita ad un profondo sospiro di sollievo nelle parole dello stesso Longo: “Non auguro a nessuno, nemmeno ai miei nemici, di patire quello che ho patito io insieme alla mia famiglia. Ho passato dei momenti davvero molto delicati pensando all’accusa e poi all’inaspettata condanna per un reato che non ho mai commesso, come ha confermato la Corte d’Appello che mi ha assolto con formula piena. Finalmente è stata fatta giustizia e per questo ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo difficile momento”.

 

Alessandro Chizzini 



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