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Cuneo fiscale, croce e delizia per lavoratori e imprese

[11/10/2019] FOCUS LAVORO

Cuneo fiscale, croce e delizia per lavoratori e imprese

La manovra attualmente all’esame del Governo prevede un taglio ai prelievi tributari che gravano su buste paga e bilanci, limitando la crescita economica del Paese 

 

“Cuneo fiscale” è un’espressione che si usa quotidianamente nei giornali e nei talk show che affrontano i problemi cronici del nostro Paese, come ad esempio l’emergenza lavoro. Secondo i recenti dati OCSE, con un prelievo che viaggia oltre il 46% l'Italia è al terzo posto nella classifica dei Paesi con la maggior imposizione fiscale; il peso per le aziende è di circa il 27,7% mentre il restante 20,6% è a carico del lavoratore. Secondo l’Istat, inoltre, il cuneo fiscale è più alto al Nord con il 4%, mentre al Sud e nelle isole si ferma al 44,4% (differenza che dipende dalle imposte regionali). Eurostat, da parte sua ha calcolato per l’Italia il cosiddetto non-wage cost (contributi e prelievi fiscali sui redditi lordi) al 27,4%, battuto solamente da quello delle Lituania al 28,3%. Fatto ancor più preoccupante è rappresentato dalla combinazione di una paga oraria tra le più basse nei Paesi maggiormente sviluppati della zona euro, con un cuneo fiscale invece tra i più alti dell’intera Unione Europea. 

Un esempio potrebbe agevolare la comprensione dei dati sopra menzionati: se l’azienda versa 100 euro, il dipendente ne percepisce soli 53,8. Quindi da una parte il datore di lavoro vede crescere a dismisura i costi da dover sostenere per gli stipendi e dall’altra i lavoratori assistono impotenti al prelievo in busta paga. Tutto questo a discapito della domanda interna, di nuove assunzioni e in generale della crescita economica del Paese. 

Per spiegarlo in maniera ancor più semplice, il cuneo fiscale è la differenza tra la retribuzione lorda versata dal datore di lavoro e lo stipendio netto incassato dal dipendente. Per il calcolo del cuneo fiscale si devono tenere in considerazione tutti i prelievi tributari che gravano sul contribuente a seconda della categoria lavorativa di appartenenza. Il cuneo fiscale per il lavoratore dipendente è dato dalla somma di Irpef più le addizionali regionali e comunali e i contributi previdenziali, mentre per il lavoratore autonomo, il libero professionista e l’azienda è dato dalla somma di Irpef con le addizionali regionali e comunali e con l’aggiunta dell’Iva e dei contributi previdenziali. 

 

11 milioni i lavoratori interessati dal taglio alle imposte

 

Con il taglio del cuneo fiscale saranno circa 11 milioni i lavoratori coinvolti (si tratta di coloro con un reddito annuo sotto i 26mila euro annui). All’inizio si parlava di circa 125 euro al mese di taglio, che alla fine dell’anno avrebbe portato in tasca a lavoratori e lavoratrici fino a 1.500 euro, ora la cifra è stata ridimensionata. L’ipotesi più accreditata vede al momento l’introduzione di un bonus di 500 euro in busta paga in più all’anno attraverso l’estensione dell’attuale bonus Renzi o un aumento delle detrazioni fiscali che riducono l’Irpef. 

La riduzione del cuneo fiscale per le imprese, invece, potrebbe tradursi in un taglio dei contributi Inps a carico dei datori di lavoro per i contratti a tempo indeterminato. Il vice ministro dell’Economia Antonio Misani ha confermato che il bonus potrebbe partire dal mese di luglio 2020 con l’impegno a raddoppiarlo per l’anno seguente. 

 

Gabriele Toma 

Avvocato civilista e giuslavorista in Maglie 

Mail: avvocato.gabrieletoma@gmail.com 



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