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Critical bike sharing

[27/07/2018] LECCE

Critical bike sharing

Ad un mese dall’avio del servizio il nuovo sistema floating, che nelle intenzioni potrebbe rappresentare una risorsa per la città, è vittima dell’inciviltà e del malcostume 

 

Ha poco più di un mese di vita il nuovo servizio di bike sharing a Lecce, affidato dal Comune alla azienda oBike, ma già registra alcune criticità. In rete compaiono continuamente segnalazioni che mostrano sellini smontati a mo’ di antifurto o abbandonati in strada, ruote deformate e bici lasciate per giorni sul ciglio della strada. Qualcuno, oltre che ritenere non pronta la città per un servizio di questo tipo, considerando invece prioritarie la realizzazione di nuove piste ciclabili e la riqualificazione delle esistenti, attribuisce alla sua stessa particolarità, che lo rende differente dagli altri sistemi tradizionali, il suo punto debole. 

Eppure il servizio è uno dei più avanzati in Italia, già attivo a Roma, Torino, e su tutta la Riviera romagnola da Ravenna a Cattolica. Per utilizzarlo basta scaricare la relativa applicazione e avere un conto PayPal oppure una carta di credito. Non è prevista una cauzione, ma solo una tariffa di 50 centesimi per mezz'ora con possibilità di abbonamento giornaliero, per 3, 15, 30 e 90 giorni. Attraverso il proprio smartphone si localizza la bici più vicina, si sblocca il lucchetto tramite un Qr Code e si può partire per poi lasciare la bici una volta giunti a destinazione.

L’azienda, per arginare il rischio di un uso improprio, ha poi introdotto un sistema di premi e penalizzazioni: alla registrazione l’utente riceverà 100 punti che andranno ad aumentare in caso di corretto uso e a diminuire nel caso contrario. Più basso sarà il punteggio, più alto sarà il costo del servizio. Le 500 bici in dotazione sono quelle utili per spostamenti in ambito urbano e sono, tra l’altro, georeferenziate e dunque qualsiasi furto ha ottime probabilità di essere scoperto. Altro aspetto la possibilità di ricevere assistenza sul posto in caso di foratura.

Un servizio moderno e avanzato, quindi, eppure non vi è modalità di utilizzo che tenga di fronte alla non curanza e all’inciviltà, registrata, occorre dirlo, non solo a Lecce, ma un po’ in tutte le città in cui il servizio è stato attivato. Non resta quindi che attendere, come quasi sempre avviene per ogni cambiamento, oltre al miglioramento della rete ciclabile, che si sviluppino maggiore sensibilità e consapevolezza e che chi prende una delle bici si comporti come se fosse la propria. 

 

Pasquale De Santis 



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