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Cresce la febbre del gioco d'azzardo

[22/12/2017] PRIMO PIANO

Cresce la febbre del gioco d'azzardo

Dati allarmanti in tutta Italia per quanto riguarda slot machine e videopoker: solo nella città di Lecce nel 2016 sono stati “bruciati” ben 127milioni di euro in 700 apparecchi 

 

Ben 95miliardi di euro, addirittura il triplo di quanto indicato nella manovra finanziaria del 2018: a tanto ammonta la spesa degli italiani nel 2016 per giocare alle slot machine. Questo è il risultato principale emerso dallo studio “L’Italia delle slot” realizzato da Gruppo Gebi e Visul Lab, in collaborazione con Dataninja; la ricerca è stata presentata nei giorni scorsi presso la Camera dei Deputati ed è stata realizzata incrociando i dati relativi a popolazione, reddito e, appunto, gioco. Gli analisti hanno così creato un database con le informazioni sulle spese sul gioco d’azzardo in oltre 7mila comuni italiani. Per ognuno di essi, la ricerca fornisce un grado di “virtuosità” e una scheda digitale con delle informazioni grafiche.

Secondo i dati illustrati sono ben 400mila le macchine presenti in Italia, suddivisi in AWP (che funzionano solo in monete) e Videolottery (che accettano anche  banconote e consentono vincite più alte); con ben 10miliardi di euro la Lombardia è la regione che nel 2016 ha la spesa più alta, mentre la provincia di Prato è quella che ha registrato la più alta spesa pro capite (2.377 euro); particolare il caso di Caresanablot, comune vercellese la cui spesa procapite è di ben 24mila euro, nonostante conti poco più di mille abitanti.

È il Nord Italia il territorio dove la ricerca ha registrato i dati peggiori, ma anche il Meridione deve fare i conti con cifre da non sottovalutare. La spesa per ogni cittadino delle province pugliesi si attesta nella fascia compresa tra 350 e 699 euro, ad eccezione di BAT, il cui dato è compreso tra 700 e 1.049 euro.

Per la provincia di Lecce, nello specifico, è stato calcolato un totale delle giocate pro capite pari a 594 euro, superiore a quello dell’anno precedente fermo a 551 euro. Le province di Taranto e Foggia registrano dati migliori rispetto a quelli salentini, ma per tutte i dati sono in aumento rispetto all’anno precedente, confermando così un preoccupante trend che interessa tutto il territorio nazionale: 737 euro per BAT (+47 euro), 674 euro per Brindisi (+57 euro), 655 a Bari (+ 39 euro), 586 per Taranto (+ 53 euro), 397 a Foggia (+ 31 euro).

In merito alla nostra provincia, invece, il comune con la spesa più alta è proprio Lecce: l’ammontare totale del 2016 è di ben 127milioni di euro, il che significa che, in media, ogni cittadino del capoluogo salentino ha giocato alle slot machine la bellezza di 1.338 euro; nel 2015 erano stati 1.215 (+ 10,4%). La ricerca ha assegnato a Lecce il più basso livello di virtuosità, 1 su 5. Considerando che il reddito procapite dei leccesi è di circa 20.750 euro, questo dato risulta più allarmante. È vero, inoltre, che non mancano le occasioni per giocare d’azzardo: nel capoluogo sono presenti 700 apparecchi, 7,4 per ogni mille abitanti. 

 

Dopo Lecce maglia nera a Maglie e Casarano 

 

La spesa pro capite in slot machine degli abitanti del capoluogo non è l’unica a destare preoccupazione. Molto elevate sono anche le giocate di Maglie, che nel 2016 si sono attestate a 1.168 euro per ciascun cittadino, per una spesa totale si quasi 17milioni, a fronte di un reddito pro capite di poco inferiore ai 18mila euro. Di buono c’è che la ricerca del Gruppo Gedi e di Visual Lab ha registrato una diminuzione del 13% rispetto al 2015, un dato che, per quanto alto, risulta ancora più importante se si paragona la media di slot per abitante di Maglie (un totale di 121) con quella di Lecce: 8,4 ogni mille abitanti contro i 7,4 del capoluogo. 

La più alta spesa pro capite dopo quella leccese è stata però calcolata a Casarano, dove l’ammontare delle giocate ha raggiunto i 1.275 euro, con un aumento di poco inferiore all’11% rispetto all’anno precedente. Il totale è di ben quasi 26 milioni di euro, usciti dal reddito medio di 13,7 milioni di euro dei casaranesi. Sono 151 gli apparecchi in città, con una media di 7,5 ogni mille abitanti. E purtroppo, come Lecce, la ricerca “L’Italia delle slot” ha assegnato a Maglie e Casarano un indice di virtuosità di solo 1 su 5.  

 

Alessandro Chizzini 



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