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Codice rosso per i Vigili del fuoco

[21/09/2018] LECCE

Codice rosso per i Vigili del fuoco

I rappresentanti sindacali del Comando di Lecce denunciano lo stato di degrado strutturale e igienico dello stesso, proclamando lo stato di agitazione finché tali criticità non saranno risolte 

 

In genere noi giornalisti, specie dopo i fatti di Genova, siamo abituati a ricevere segnalazioni di criticità relative a edifici pubblici come scuole di ogni ordine e grado o infrastrutture come ponti sulla Tangenziale Est (si veda a riguardo lo scorso numero di Belpaese) e, in genere, sono i Vigili del fuoco a certificare proprio la maggiore o minore criticità di questi luoghi. Più raro è che siano proprio gli stessi Vigili del fuoco a segnalarci le proprie criticità, in particolar modo relative al loro Comando Provinciale di Lecce, del quale in questi giorni i rappresentanti delle principali sigle sindacali di categoria, Giancarlo Capoccia (Conapo), Alessandro De Giorgi (Uilpa) e Tommaso Pisanò (Confsal), con una lettera indirizzata al Capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e al Prefetto di Lecce hanno denunciato il degrado in termini strutturali, logistici e di igiene, annunciando proteste. 

“I Vigili del fuoco di Lecce -fanno sapere i tre sindacalisti-, sempre pronti a garantire la sicurezza dei cittadini, si ritrovano nell’assurda situazione di non avere sicurezza in casa propria. Questa è la situazione dello stabile, costruito negli anni Cinquanta, che ospita il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Lecce. Ovunque fessurazioni, distacchi di intonaco e pilastri, con armatura in ferro in bella vista. I lavori di ripristino dei solai pericolanti, sono iniziati ma, quanta sicurezza può offrire un solaio rifatto, giacente su pilastri che manifestano segni, di possibili cedimenti strutturali? Una sede datata, che non tiene in considerazione, l’organico attuale, e che quindi risulta troppo piccola per contenere uomini e mezzi. Inoltre, segnaliamo l’inadeguatezza del piano provinciale di pulizie e denunciamo lo stato di sporcizia e di precaria igiene di tutte le sedi periferiche, di certo incompatibili con le normative vigenti sugli ambienti di lavoro”.

Da qui la richiesta di aiuto alle istituzioni perché si possa intervenire a garanzia della sicurezza ed incolumità del personale in servizio a Lecce, valutando anche l’ipotesi -forse anche più conveniente in termini economici- di costruire ex novo una nuova caserma e la proclamazione dello stato di agitazione: “Chiediamo di svolgere il tentativo obbligatorio di conciliazione presso la Prefettura di Lecce ai sensi dell’art. 2 comma 2 della legge 146/90. Resteremo in stato di agitazione fino a quando le problematiche non verranno risolte in tempi celeri per il bene di tutti i Vigili del fuoco”. 



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