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Ciao, Millelire

[10/01/2020] LECCE

Ciao, Millelire

Martedì 7 gennaio si sono svolti nella chiesa di San Matteo i funerali di Francesco Santoro, detto “Millelire”, conosciuto da tutti come il re della movida salentina 

 

Un paese, una città son fatti dei loro personaggi, di quei volti caratteristici che conoscono tutti, che sono amici di chiunque. Così era Francesco Santoro meglio conosciuto come “Francesco Millelire” per la folta barba bianca che lo rendeva somigliante all’effige di Giuseppe Verdi impressa sulla vecchia carta moneta. La notizia della sua morte ha fatto subito il giro della città e del web destando lo stupore generale. Era malato da tempo ma non lo aveva dato a vedere agli amici e così, nel silenzio della notte del 6 gennaio, è andato via. Anche in questo non ha smentito quello spirito gaudente che è stata l’essenza della sua vita. 

A giugno sarebbero stati 76 anni per il re delle notti salentine, una vita vissuta all’insegna del divertimento sano. Niente droghe, l’attenzione praticata verso i giovani che amava, le raccomandazioni a non guidare ubriachi, a divertirsi consapevolmente senza paternali. Era nato con le discoteche ed era divenuto il riferimento di tutti coloro che andavano a ballare. Se avevi bisogno di una dritta per una festa, di una riduzione o un omaggio donna per l’ingresso potevi star certo che Francesco avrebbe risolto. Sempre nel cuore di quella movida che teneva il suo passo, ti bastava percorrere il corso di Lecce e lo avresti incrociato lì, dove si apre piazza Sant’Oronzo o nei pressi del caffè cittadino. 

Potevi trovarlo veramente ovunque. Dominava l’intera costa salentina, da Castro a Santa Maria di Leuca, da Porto Cesareo a Gallipoli davvero non c’era posto che non fosse raggiunto da lui. Sempre sorridente, gentile, positivo, aperto alla vita ed alle persone con un occhio di riguardo alle donne che aveva sempre amato tanto, tutte. Era nato commerciante nei mercati poi commesso nella Mostra permanente dell’artigianato; separato, due figli e quattro nipoti, da tempo viveva con la sorella. Uomo “old school” non usava i social: lui telefonava, i suoi followers erano persone che conosceva, alle diavolerie tecnologiche Franco non ci stava sebbene il web avesse contribuito a renderlo ancora più popolare con i video di Giampaolo Catalano Morelli e le gag del gruppo dei “Lesionati”. Persona di animo buono, sempre gentile, un sorriso per tutti, un’icona del mondo notturno, una leggenda. Mancherà non incontrarlo più per le strade, con la sua barba, i suoi completi, lo sguardo cortese, i sorrisi.

 

Stefania Zecca 



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