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Centri per l'impiego in prima linea

[21/02/2020] IN COPERTINA

Centri per l'impiego in prima linea

Mai come in questo periodo stanno svolgendo, con poco personale, una mole di lavoro davvero notevole. Silvio Astore, responsabile dell’Area Sud, ricorda che chi si sottrae all’obbligo di profilazione o non sottoscrive il Patto di lavoro sarà segnalato all’Inps e perderà il sussidio 

 

Sono loro malgrado diventati i protagonisti di una svolta epocale, i Centri per l'Impiego che nel corso degli ultimi mesi hanno dovuto fronteggiare un numero crescente di utenti curiosi di sapere cosa fosse il Reddito di cittadinanza e come entrarne in possesso con un personale ridotto all'osso causa pensionamenti (gli ultimi dei quali favoriti dall'inserimento di Quota 100). Nonostante tutto, nonostante le mille difficoltà gli operatori dei Centri per l'Impiego hanno risposto alle migliaia di richieste nel miglior modo possibile. Ne abbiamo parlato con Silvio Astore, responsabile dell'Area Sud dei Centri per l'impiego della provincia di Lecce. 

Astore, a che punto siamo con le procedure legate al Reddito di cittadinanza e ai Patti di lavoro? 

Siamo nella fase finale, ci stiamo orientando verso le imprese. Mancherebbero all'appello un po' di persone che stiamo cercando di convocare. Tranne poche unità, credo che poi nessuno si potrà sottrarre a quello che è un obbligo di legge; fra non molto concluderemo questo iter mentre i navigator si stanno catapultando all'esterno, contattando gli enti di formazione e le ditte proponendo loro le soluzioni migliori. Sono convinto che sia stato fatto un buon lavoro. 

Intanto però circa un quarto di coloro che percepiscono il Rdc (tra Lecce e provincia sono in 15.814) non hanno ancora risposto alla chiamata dei navigator. 

In molti parlano di fallimento di questo strumento, ma non hanno gli elementi per giudicare. Non abbiamo profilato ancora tutti e le aziende ancora non hanno ancora dichiarato la loro non disponibilità ad assumere qualcuno, quindi è prematuro parlare di fallimento. Certo, non ci aspettiamo chissà cosa perché il dato fondamentale è che manca il lavoro. Quando avremo fatto un resoconto completo e dettagliato lo comunicheremo all'Inps, che provvederà alla sospensione dell'erogazione per chi si sottrae all’obbligo di profilazione o non intende sottoscrivere il Patto di lavoro. Tutti i percettori di Reddito di cittadinanza -va specificato- non possono essere autonomi, nel senso che non puoi affidare loro un lavoro, ma possono fare da supporto ad altri lavoratori. 

Per quanto riguarda i controlli, invece, come funziona? 

La Guardia di Finanza ha fatto una convenzione con l'Anpal nazionale, ora procedono facendo dei controlli a campione. Hanno iniziato da poco e sono sicuro che metteranno a soqquadro i nostri uffici per cercare di individuare eventuali furbetti o responsabili di reati. Ai beneficiari del Rdc io consiglio di stare molto attenti, perché le sanzioni previste sono molto severe. Tra questi qualcuno che non ama lavorare di sicuro c'è, ma stiamo parlando di una esigua minoranza. Io resto comunque fiducioso sulla buona riuscita della misura. Con il Patto di lavoro individui le capacità e le attitudini di ognuno, proponendoli in maniera adeguata alle aziende o agli enti pubblici, come nel caso dei progetti che i Comuni stanno sviluppando (Puc).

Come Centri per l'Impiego avete avuto un bel flusso di gente in questi mesi?

Per anni sembrava che i Centri per l'Impiego non esistessero più, addirittura hanno attribuito a noi le responsabilità per il mancato collocamento degli iscritti nel mondo del lavoro, diventando così il capro espiatorio. Negli ultimi anni, invece, c'è stata una riforma sostanziale: passano da qui chi chiede la Naspi, gli enti di formazione che devono riqualificare persone che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo, i navigator, chi chiede il Reddito di cittadinanza. Il problema è che lo facciamo con personale ridotto e di una certa età perché non abbiamo giovani. Intanto, io sottolineo il lavoro encomiabile fatto da chi è nei Centri per l'impiego perché hanno fatto qualcosa di immane a fronte di una utenza cresciuta in maniera esponenziale. 

 

Confindustria Lecce: “Una misura assistenziale, che non creerà posti di lavoro nelle imprese”

 

Se dal lato nei Centri per l'Impiego si respira una qualche forma di fiducia verso uno strumento che non può essere giudicato perché ancora non ha prodotto risultati, umori opposti arrivano da chi il lavoro dovrebbe darlo, vale a dire il mondo delle imprese private. “Finora non c'è stato nessun contatto con il mondo rappresentato dal Reddito di cittadinanza”, spiega Giancarlo Negro, presidente di Confindustria Lecce, il quale non lesina un parere negativo relativo a questa misura: “Si tratta di un'operazione che ha dato e che dà una sorta di supporto per quelli che sono gli aspetti sociali, ma sinora non ha avuto il benché minimo impatto sull'aspetto lavorativo. Stesso discorso si può fare per il potenziamento della figura dei navigator che non ha prodotto alcun risultato”. 

Insomma, da Negro arriva una bocciatura sonora, sostanzialmente correlata anche ad una momentanea fragilità delle imprese del territorio: “Viviamo in una congiuntura economica che vede piuttosto indebolite le nostre aziende. Bisognerebbe lavorare di più sull'offerta di lavoro e non sulla domanda di lavoro, eppure nulla è stato fatto in questo senso, non ci si è impegnati a potenziare il ruolo delle imprese in modo da garantire più posti di lavoro, anzi piuttosto è stata agevolata una misura di fatto assistenziale”. 

Ed è qui che si innesta il problema principale, una sorta di circolo vizioso in cui si rischia di impantanarsi: quello di “ospitare” aventi diritto al Reddito di cittadinanza, senza dare alcuna garanzia futura relativamente ad una possibile permanenza sul luogo di lavoro. Non ci sono inoltre particolari sgravi per le aziende, rendendo di per sé ancora più difficoltosa un'eventuale assunzione che, tra le altre cose, deve avvenire selezionando tra una platea di soggetti molto spesso non adeguatamente specializzati e con un basso livello di scolarizzazione: “Il guaio è che questo provvedimento è stato fatto senza guardare alle esigenze delle imprese, non ci hanno mai ascoltati, non hanno mai fatto un tavolo a cui eravamo invitati. C'è sicuramente la mancanza di sgravi per le imprese che è un fattore che incide, ma questa è solo una parte di un problema decisamente più complesso e in cui intervengono numerose varianti negative”. 

Qualche spazio i percettori di Reddito di cittadinanza potrebbero trovarlo, ma niente a che vedere con un lavoro vero e proprio a lungo termine. Saranno casi sporadici e finora i dati che arrivano a livello nazionale sembrano confermare questa tendenza. Per combattere il problema della disoccupazione servirà ben altro, secondo il mondo delle imprese. Servirà guardare altrove, a chi il lavoro dovrebbe crearlo. 

 

La risposta dei Comuni: i Progetti di Utilità Collettiva per i beneficiari del Rdc

 

Un'alternativa valida per chi ha fatto la domanda per il Reddito di cittadinanza potrebbe essere rappresentata dai “Puc”, ovvero Progetti di Utilità Collettiva che diversi Comuni stanno mettendo in funzione per sopperire alle mancanze di personale in operazioni legate alla manutenzione del verde pubblico o ad altri lavori inerenti alla macchina amministrativa. 

È la strada tracciata, ad esempio, dal Comune di Lecce dove nei giorni scorsi la commissione Servizi Sociali, presieduta da Saverio Citraro, ha previsto che i beneficiari di Reddito di cittadinanza possano essere impiegati per almeno otto ore alla settimana in attività che sono considerate di pubblico interesse, come l'accompagnamento agli scuolabus degli studenti, la consegna della spesa, il pagamento delle bollette, il ritiro di farmaci in aiuto a persone anziane sole o a disabili, attività di supporto per la raccolta rifiuti e di informazione sulla raccolta differenziata, la gestione di corsi di doposcuola in ambito formativo e scolastico, la manutenzione del verde pubblico, in particolare dei parchi giochi per i bambini. Il tutto a patto che queste attività non vengano già svolte da personale interno all'Ente. 

Sulla questione RdC incalza il consigliere comunale di minoranza del Movimento 5 Stelle Arturo Baglivo, secondo cui le procedure stanno andando avanti piuttosto lentamente perché l’ambito territoriale sociale, che non corrisponde al solo Comune di Lecce ma si estende ad altri 9 Comuni, lo rende di fatto poco efficiente rispetto ad energie, risorse e tempistiche che sarebbero necessarie unicamente per soddisfare la comunità leccese. 

Se c'è chi è estremamente volenteroso da volersi rimettere legalmente in carreggiata nel mondo del lavoro, c'è chi, invece, cerca di aggirare le leggi intascando il reddito di cittadinanza e lavorando in nero. È quello che è successo recentemente a Matino dove alcuni controlli effettuati dalle forze dell'ordine hanno permesso di scovare delle irregolarità diffuse: su 28 lavoratori 6 erano in nero, 2 percepivano il Reddito di cittadinanza e altrettanti l'indennità di disoccupazione. La ditta di abbigliamento è stata chiusa, salvo vedersi tolti i sigilli nelle scorse ore. Sono state elevate, nel totale, sanzioni amministrative per 28mila euro e ammende per altri 45mila euro mentre sono stati recuperati contributi previdenziali e assistenziali per circa 100mila euro. 

 

Alessio Quarta 



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