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Centopietre entra nel Luoghi del Cuore del FAI

[22/12/2017] PATŮ

Centopietre entra nel Luoghi del Cuore del FAI

Sono 24 i posti in Italia che il Fondo per l’Ambiente Italiano sosterrà promuovendo interventi di recupero e valorizzazione e tra questi, da pochi giorni, rientra anche l’antico monumento 

 

Fu proprio quando la cittadina di Vereto venne distrutta dai Saraceni e gli abitanti superstiti furono costretti a spostarsi altrove per fondare un nuovo insediamento che nacque nella penisola salentina la cittadina di Patù. A causa dell’episodio da cui prese le mosse la sua nascita, una delle possibili etimologie del nome viene ricondotta alla parola greca “pathos” (“dolore”) in memoria delle sofferenze dei veretini. 

Proprio a Patù sorge Centopietre, un monumento funebre situato all’interno della città, di fronte alla chiesa di San Giovanni Battista, il cui nome deriva dal fatto che il monumento venne costruito con esattamente cento lastroni di pietra di tufo (oggi 99) provenienti dall’antica Vereto Messapica. Il monumento, risalente al IX secolo, nasce come mausoleo per le spoglie del generale Geminiano, messaggero di pace trucidato proprio dai Saraceni. Centopietre ha una costruzione decisamente singolare: forma rettangolare, copertura mediante tetto a due falde e un interno che presenta diversi strati sovrapposti di affreschi con soggetto sacro risalenti al XIV secolo. 

Nel 2016 il Comune di Patù ha promosso la partecipazione del sito archeologico al Censimento FAI e, grazie alla collaborazione proficua tra i diversi attori del territorio, da pochi giorni questo importante punto di riferimento storico, culturale e artistico è entrato a far parte dei 24 Luoghi del Cuore di tutta Italia che il Fondo per l’Ambiente Italiano sosterrà promuovendo interventi di recupero e valorizzazione.

L’istruttoria condotta dagli uffici del FAI consisterà sostanzialmente nel sollecitare la Soprintendenza nell’apposizione di un vincolo esteso a tutta l’area archeologica della necropoli. Questo permetterebbe al comune di accedere a finanziamenti volti alla riqualificazione del sito nel suo complesso, auspicando altresì per il 2018 la possibilità di rendere pubblica la proprietà dell’area attualmente oggetto di un contenzioso. La comunità patuense festeggia dunque un grande traguardo culturale che è testimonianza, ancora una volta, di una terra ricca di tanta storia che aspetta solo di essere spolverata e rimessa a lucido.

 

Serena Merico 



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