Sei in: Home»Rubriche»Primo Piano

Caroppo: "Emiliano? Non ha fatto niente per contrastare la diffusione della Xylella"

[14/12/2018] PRIMO PIANO

Caroppo: "Emiliano? Non ha fatto niente per contrastare la diffusione della Xylella"

Il consigliere regionale del Gruppo Misto punta il dito contro la Giunta regionale per i ritardi ingiustificati nell’affrontare l’emergenza di un’epidemia che avanza inesorabilmente verso il Nord della Puglia 

La Xylella prosegue senza sosta la sua marcia, arrivando a contagiare più di 70 nuovi alberi intorno a Fasano, a pochi metri dalla Piana degli ulivi monumentali. Un bilancio che si fa di anno in anno sempre più pesante, in termini di alberi seccati e di calo della produttività olearia in un territorio che ancora oggi è leader nazionale nel settore. Per Andrea Caroppo, consigliere regionale nel Gruppo Misto e segretario regionale della Lega-Salvini Premier, la responsabilità è da addebitare in maniera principale, se non esclusiva, alle mancanze della Regione Puglia, in particolar modo alla Giunta guidata dal governatore Michele Emiliano.

Caroppo, il virus della Xylella continua a marciare inesorabilmente verso Nord e la situazione, già drammatica di per sé, potrebbe assumere connotati apocalittici.

Oggi si può discutere di questo tema solo se si parte affermando una verità incontestabile: se, all’inizio, si fossero eradicati gli ulivi nei 100 metri da quello infetto e si fossero utilizzati gli insetticidi contro l’insetto vettore, avremmo contenuto la Xylella e il disseccamento rapido degli alberi evitando che si diffondessero indisturbati. Quegli ulivi che non volevamo eradicare sono tutti morti e quei terreni sui quali non volevamo utilizzare gli insetticidi sono un cimitero inservibile. L'emergenza non è finita: se al Salento servono strumenti che rimettano in moto la produttività, al resto della Puglia servono e continuano a servire energici interventi di prevenzione e contrasto.

Mercoledì scorso sono state convocate le Commissioni I e IV per l'audizione dei sindaci interessati. Lei cosa si augura che ne possa scaturire?

Con il rispetto dovuto, non è più tempo di commissioni e di audizioni, è tempo di azioni. Si può ripartire dal piano Silletti, ritirarlo fuori e applicarlo alle zone della Puglia ove è ancora possibile arrestare l’avanzata della Xylella. Nel frattempo, dopo oltre 5 anni e la inconcludente spavalderia di Emiliano, l’attuale Governo, per mano del ministro Centinaio (Lega), ha stanziato 100 milioni di euro tra 2018 e 2019 per la lotta al batterio. Bisogna solo agire, energicamente e senza illusioni.

In questi anni tante voci si sono levate sull'argomento. Sembra essere mancata una cabina di regia autorevole in grado di affrontare in maniera decisa la questione. Cosa ne pensa?

Nessuno ha affrontato la questione pensando alle successive generazioni, ma tutti lo hanno fatto pensando alle prossime elezioni o al titolo di giornale dell’indomani. Si è andati in piazza dietro a cantanti e presentatori televisivi e si sono messi sotto inchiesta gli scienziati. Sono state diffuse notizie false e infondate, è stata alimentata una campagna di disinformazione e di false speranze che ha osteggiato qualunque forma di contrasto al batterio e favorito la diffusione dell’epidemia con conseguente morte di milioni di ulivi. Si è andati contro la Commissione Europea anche una delle rare volte in cui aveva ragione: se alla scoperta del batterio si fosse fatto quanto chiesto dall’UE, sicuramente oggi non ci troveremmo con la Xylella a Fasano e il Salento ridotto a un cimitero, non avremmo avuto blocchi per vivaisti e agricoltori, né la crisi dell’intero settore e un paesaggio sconvolto. 

Negli ultimi anni è mancata la capacità di fare sintesi, è mancata la politica in senso lato, è mancato un reale interesse nel cercare di risolvere la questione o cos'altro?

Sono mancate onestà e responsabilità, a tutti i livelli. Quando la Xylella poteva ancora essere fermata era stato approntato il piano Silletti. Non ricordo politici locali intervenuti in sua difesa, ne ricordo invece tanti -a cominciare da Emiliano- che hanno strizzato l’occhio a chi diceva che la Xylella non esiste, a chi sosteneva che fosse un complotto delle multinazionali, a chi affermava si potesse curare con le pozioni magiche. Ricordo Emiliano opporsi alle eradicazioni ed esultare al sequestro degli alberi da parte della Procura di Lecce -alberi nel frattempo tutti morti- e alla messa sotto inchiesta del generale Silletti. La Regione è, dunque, la principale responsabile della diffusione indisturbata del batterio.

La Xylella, la Tap a Melendugno e le trivelle a Leuca: l'ambiente pugliese sembra costantemente sotto attacco.

Dice bene, “sembra”, ma non è così. Vi è ormai un tic per il quale qualunque opera pubblica o infrastrutturale o energetica è automaticamente un attacco all’ambiente: che sia un porto o un marciapiede c’è sempre qualcuno pronto a manifestare “fate l’opera, ma non a casa mia”, “un po' più in là”, “fa male alla salute”. Politici e opinion maker hanno ormai abdicato al ruolo di guida delle comunità per autocondannarsi a meri portavoce di minoranze che, social alla mano, sono solo più chiassose.  Nel 30 a.C. il poeta latino Orazio scrisse “arriva alle stelle l'afa della Puglia senz’acqua”: fortuna che nel frattempo qualcuno ha scavato, eradicato, costruito dighe, interrato tubi, perché con questa mentalità oggi sarebbe considerato “un attacco all’ambiente”, anche quella grande e fondamentale opera pubblica che è l’Acquedotto Pugliese.

Alessio Quarta

 


«Indietro
Marco Grasso L'intervista della settimana
Marco Grasso

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising