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Caos "mini cartelle" sospese, ma non rottamate

[22/03/2019] ECONOMIA & FISCO

Caos "mini cartelle" sospese, ma non rottamate

Mentre i debiti di natura tributaria sono stati cancellati totalmente, ci sono problemi per quanto concerne i debiti contributivi sino a mille euro, in attesa di una intervento del Ministero del Lavoro

 

Una delle novità introdotte dal decreto legge n. 119/2018 (convertito con Legge n. 136/2018) è stato l’art. 4 che ha previsto lo stralcio delle c.d. “mini cartelle” sino a mille euro, per circa 13 milioni di contribuenti. Con l’art. 4 è stata disciplinata la cancellazione automatica dei debiti trasmessi dagli Enti impositori (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, enti locali) all’Agente della Riscossione, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2000, aventi un importo non superiore a mille euro, considerando le sole voci dell’imposta più le sanzioni e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. A differenza delle altre tipologie di “condoni” (come ad esempio la rottamazione delle cartelle e il saldo e stralcio) per ottenere l’annullamento delle mini-cartelle non era necessario inoltrare una domanda o un’istanza, in quanto la cancellazione veniva prevista d’ufficio da parte del Concessionario al 31 dicembre scorso. 

Cosa è successo, però, ad oggi? I debiti di natura tributaria sono stati cancellati totalmente, mentre, sono sorti dei problemi per quanto concerne i debiti contributivi. L’Inps, infatti, ha provveduto non a cancellare, ma a sospendere i suddetti debiti di natura contributiva sino a mille euro, in attesa di ricevere una risposta da parte del Ministero del Lavoro. In effetti, già sulle colonne del Sole 24 Ore dello scorso febbraio, l’ex presidente dell’Inps Tito Boeri sosteneva:” L’istituto è ancora in attesa di un chiarimento del Ministero del Lavoro sul modo con cui interpretare la soglia dei mille euro". Chiarimento che ad oggi non è ancora arrivato.

Ulteriori problemi applicativi dello stralcio delle mini cartelle, sono sorti anche per le Casse professionali. È notizia del 15 marzo scorso (fonte: Il Sole 24 Ore) la sospensione della cancellazione dei debiti sino a mille euro affidati dalla Cassa Forense all’Agente della Riscossione, avvenuta ad opera del Tribunale di Roma, su ricorso, appunto, della Cassa previdenziale degli Avvocati. La Cassa lamentava la propria natura “privata” e l’autonomia contabile, evidenziando il rischio di ottenere gravi ripercussioni sull’equilibrio del bilancio, visto che con l’annullamento delle mini-cartelle la Cassa potrebbe “perdere” più di 7 milioni di euro. 

Dunque, ad oggi i debiti sino a mille euro trasmessi dall’Inps e dalla Cassa Forense all’Agente della Riscossione, non essendo stati cancellati d’ufficio al 31 dicembre scorso, risultano nelle posizioni debitorie dei contribuenti come debiti “sospesi”, per cui il Concessionario, fino a che non ci sarà un intervento chiarificatore e definitivo da parte del legislatore, del Ministero del Lavoro e/o dal giudice, non potrà procedere ad iscrivere fermi amministrativi, ipoteche legali, né potrà attivare procedure esecutive. 

 

Flat tax per i pensionati residenti all’estero

 

Con la Legge di Stabilità 2019 (n. 145/2018) è stata introdotta una tassazione agevolata con un’aliquota “piatta” (flat tax), al fine di attrarre in Italia i pensionati residenti all’estero. Tale nuova norma tributaria prevede, in favore delle persone fisiche titolari di pensioni estere che trasferiscono la loro residenza in uno dei Comuni di Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Campania, Basilicata, Molise e Abbruzzo con popolazione non superiore a 20mila abitanti, la possibilità di poter pagare per cinque anni una flat tax pari al 7%. 

Quindi, i pensionati esteri se eserciteranno tale opzione (in dichiarazione dei redditi), si vedranno assoggettare i redditi di qualsiasi categoria prodotti all’estero o percepiti da fonte estera, ad un’imposta sostitutiva del 7%, purché non siano stati fiscalmente residenti in Italia nei cinque anni precedenti alla predetta opzione. 

L’obiettivo di tale normativa fiscale è quello, appunto, di “attrarre” in Italia i pensionati esteri, seguendo l’iniziativa, ad esempio, attuata in Portogallo: dove i pensionati che decidono di trasferire sul proprio territorio, la propria residenza fiscale, avranno la detassazione al 100% sulle proprie pensioni per 10 anni.

 

Dario Marsella

Avvocato tributarista in Maglie

Presidente Commissione diritto tributario U.A.E.

Info: dmarsella@legal-one.it 



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