Sei in: Home»Rubriche»Economia & fisco

Bonus investimenti per il Sud, ecco chi puņ richiederlo per il 2018

[03/08/2018] ECONOMIA & FISCO

Bonus investimenti per il Sud, ecco chi puņ richiederlo per il 2018

Anche per quest’anno le imprese che possiedono i requisiti possono richiedere il credito d’imposta per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie

 

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un credito di imposta in favore delle imprese del Mezzogiorno che investono nell’acquisto di beni strumentali nuovi da adoperare nelle proprie unità produttive. La portata di tale normativa è di notevole importanza atteso che si può usufruire di tale credito, per gli acquisti (anche nelle forme del leasing) di macchinari, impianti e attrezzature varie effettuati dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2019. 

Ma andiamo per gradi: innanzitutto, chi può usufruire del suddetto credito di imposta? La Legge n. 18/2017 prevede che tale agevolazione fiscale può essere richiesta dalle imprese che hanno strutture produttive presenti nelle seguenti regioni: Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Qual è la misura del credito e in che modo può essere utilizzato? Sul punto, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12/E del 13.04.2017 ha chiarito che il bonus investimenti Sud prevede un credito di imposta pari al: 

1) 45% per le piccole imprese;

2) 35% per le medie imprese;

3) 25% per le grandi imprese.

Alla luce del Rapporto sulle piccole medie imprese 2018 elaborato da Confindustria e Cerved, nel quale si è evidenziato che nel 2017 il sistema aziende del Mezzogiorno ha avuto un ritmo di crescita pari al 4,8%, si può comprendere, quindi, l’importanza e la potenzialità di tale misura agevolativa. Il credito di imposta spettante, il cui ammontare varia a seconda della dimensione dell’impresa, viene commisurato in base al costo che l’imprenditore sostiene per l’acquisto del nuovo bene strumentale; l’investimento, inoltre, non può superare l’importo di 3 milioni di euro. Il credito che matura con il bonus investimenti Sud può essere utilizzato dall’impresa interessata per compensare, attraverso Modello F24, sia le imposte (Irpef, Irap, Iva) che i contributi previdenziali ai sensi dell’art. 17 del d.lgs. 241/97. 

Non possono accedere a tale agevolazione fiscale, però, le imprese che operano nei seguenti settori: dell'industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo. Il Bonus investimenti non si applica, altresì, alle imprese in difficoltà. Dal punto di vista procedurale, al fine di poter ottenere il suddetto credito è necessario che venga trasmessa in via telematica una domanda all’Agenzia delle Entrate in cui devono essere indicati i dati relativi agli investimenti effettuati e, chiaramente, l’ammontare del credito di imposta che si chiede di utilizzare in compensazione; tale domanda dovrà poi essere esaminata dagli uffici competenti (a seguito di un recente provvedimento l’istruttoria è stata velocizzata). 

Infine, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto un nuovo modello Bonus investimenti Sud 2018 (scaricabile sul sito www.agenziaentrate.it) ed utilizzabile dai soggetti interessati a tale agevolazione, a partire dall’11 gennaio scorso. 

 

Tra flat tax e pace fiscale

 

Il ministro Giovanni Tria ha annunciato alla Camera che la riforma fiscale partirà già dalla Legge di Stabilità 2019, quindi, dal prossimo autunno. La riforma verrà attuata attraverso un “crono-programma graduale” per usare le testuali parole del Ministro, gradualità che sarebbe da intendersi nel senso che la flat tax dovrebbe partire già dal 2019 per i redditi d’impresa e, poi, dal 2020 si prevede di applicarla anche alle famiglie. Questo significa che già a partire dal 2019 le imprese potrebbero beneficiare di una riduzione dell’aliquota unica Ires che dall’attuale 24% scenderebbe al 20%. 

Tria ha fornito anche qualche piccola anticipazione in tema di pace fiscale, che potrebbe far incassare allo Stato circa 50 miliardi. Si vocifera che la pace fiscale potrebbe consentire a chi ha debiti con il Fisco di regolarizzare la propria posizione fiscale pagando una percentuale del 6%, 10% o 25%, applicata in base alla capacità contributiva di ciascun contribuente e di alcuni criteri stabiliti dall’apposito decreto, sarà quest’ultimo, comunque, a delineare i confini ancora, altamente, incerti della questione. 

 

Dario Marsella

Avvocato tributarista in Maglie

Mail: dmarsella@legal-one.it 



«Indietro
Antonio Riso L'intervista della settimana
Antonio Riso

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising