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Bancarotta Metalma e Sacem, archiviata la posizione di Ernesto Toma

[21/02/2020] MAGLIE

Bancarotta Metalma e Sacem, archiviata la posizione di Ernesto Toma

Il Pm Massimiliano Carducci ha stabilito che la sua condotta in qualità di componente Collegio Sindacale era stata conforme ai criteri professionali imposti dalla vigente normativa 

 

Si conclude con l’archiviazione l’inchiesta che ha visto protagonisti Ernesto Toma, sindaco di Maglie e altri sei indagati in qualità di componenti del Collegio Sindacale di Metalma e Sacem (Gruppo Maglio di Galatina), accusati di bancarotta. Archiviate dunque anche le posizioni di Gino Maglio e della madre Elvira Albanese, Sergio De Riccardis, Danilo Claudio Antonica, Luigi Villani e Agostino Petrillo. In particolare secondo l’accusa Toma, Antonica, Villani e Petrillo avrebbero contribuito ad aggravare il dissesto della società, non avendo convocato l’assemblea e denunciato il fallimento. Toma, assistito dagli avvocati Francesco Paolo Sisto e Luciano Ancora, aveva chiesto di essere interrogato ed ha depositato una corposa memoria, dimostrando di aver effettuato numerosi controlli ed evidenziando di essersi dimesso nel 2013 (prima dunque del fallimento), quando le società iniziarono ad impedire o rendere difficile le attività ispettive. 

Il Pm Massimiliano Carducci ha preso atto che, dalla documentazione successivamente acquisita, la condotta di Toma e degli altri componenti del collegio sindacale non solo non era stata omissiva, ma anzi conforme ai criteri professionali imposti dalla vigente normativa, e quindi caratterizzata da rilievi, richiami e sollecitazioni e culminata nelle dimissioni, a causa dei comportamenti degli amministratori, ed ha quindi richiesto l’archiviazione. “Ho sempre creduto nella giustizia - ha dichiarato Ernesto Toma- ed ho sempre pensato che l’iscrizione del mio nominativo nel registro degli indagati era stata disposta a causa della scarsa documentazione rinvenuta dalla Polizia giudiziaria negli uffici delle aziende in questione: mi sono difeso nel processo, chiedendo di essere ascoltato e depositando la copia della documentazione che avevo conservato e comprovante la legittimità della mia attività professionale. La vicenda giudiziaria non riguardava il mio impegno pubblico come sindaco di Maglie, ma la mia attività professionale: sono lieto che l’ordinamento abbia escluso ogni mia negligenza o imprudenza”. 



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