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Arpa Puglia: "Dati per ora non preoccupanti, ma il monitoraggio sarÓ continuo"

[24/01/2020] IN COPERTINA

Arpa Puglia: "Dati per ora non preoccupanti, ma il monitoraggio sarÓ continuo"

In un incontro pubblico il direttore Vito Bruno ha rassicurato gli amministratori e i cittadini di Maglie e Muro Leccese anche sul potenziamento delle centraline e l’utilizzo di mezzi mobili

 

“Continueremo a monitorare e a sollecitare gli enti per trovare risposte sull’origine dei miasmi”. Il sindaco Ernesto Toma tiene alta l’attenzione sul caso che, in questi mesi, ha preoccupato non poco i cittadini di Maglie e Muro Leccese. La paura è che i cattivi odori siano una spia di un inquinamento nascosto da parte degli opifici della zona, nonostante i limiti di legge. Per questo il primo cittadino ha convocato, mercoledì scorso, un incontro con Arpa in Municipio, invitando anche il primo cittadino di Muro Leccese, Antonio Donno, i consiglieri di minoranza, l’assessore provinciale Fabio Tarantino e i rappresentanti del comitato “Aria pulita”. 

Proprio le rilevazioni dei cittadini, arrivate dal network di centraline private Luftdaten aveva fatto salire l’allarme, visti i continui sforamenti, poi confermati dalle rilevazioni dell’Arpa con i sensori presenti nella stazione fissa presente nell’istituto “Cezzi De Castro Moro”. Il direttore dell’Arpa Vito Bruno ha ascoltato i timori, confermando la necessità di muoversi in un perimetro istituzionale: “Neanche se raccogliamo noi stessi un campione di acqua da analizzare possiamo usare ufficialmente quei dati. C’è un protocollo da seguire. Per ora le indicazioni che abbiamo non sono preoccupanti. Gli sforamenti devono essere superiori alla media annuale. Ciò non vuol dire che resteremo con le mani in mano”. 

Dall’Arpa infatti sono arrivate rassicurazioni sul potenziamento della rete di centraline, dell’utilizzo di mezzi mobili e sulla volontà di chiudere il discorso sul depuratore: “Chiederemo ad Acquedotto Pugliese -ha concluso Bruno- di accelerare le pratiche per la copertura delle vasche come da progetto finanziato”. L’impianto di San Sidero infatti, da tempo, è considerato la fonte di miasmi che provengono dalla zona ovest di Maglie e per questo è nato un contenzioso con l’Amministrazione comunale. All’incontro sono intervenuti anche alcuni consiglieri di minoranza di Muro Leccese che hanno espressamente richiesto l’installazione di deposimetri all’interno delle aziende del comprensorio per fugare tutti i dubbi sulla natura delle emissioni industriali.  

 

Primi cittadini in prima linea 

 

Strade leggermente diverse, ma stessi obiettivi. Sindaci di Maglie e Muro Leccese non stanno a guardare e prendono posizione dopo la mobilitazione dei cittadini contro i miasmi e le polveri sottili presenti nel territorio. Ernesto Toma, sindaco di Maglie, afferma che la sua Amministrazione seguirà un percorso esclusivamente istituzionale: “Come amministrazione, abbiamo già presentato delle denunce agli organi preposti. Ogniqualvolta si avvertano miasmi o veniamo a conoscenza di valori anomali riscontrati dalle centraline, provvediamo subito ad avvertire tutti gli enti competenti, e così ci siamo mossi anche in questa occasione. Da primo cittadino, così come il collega di Muro Leccese con il quale abbiamo sottoscritto una convenzione, seguo un percorso istituzionale che prevede diverse azioni: coinvolgere gli enti adibiti alle attività di controllo, sollecitare l’autorità giudiziaria a mettere in atto tutte le operazioni necessarie per capire l’origine di questi disagi, capire se qualcuno sta operando in modo non conforme alla legge. Questi sono gli strumenti a nostra disposizione e di cui ci avvaliamo. A Maglie si è creato un comitato spontaneo che ha presentato un esposto, ottenuto visibilità e fatto conoscere ai cittadini i loro obiettivi”.

Più aperto rispetto alle iniziative popolari è invece il sindaco di Muro Leccese, Antonio Donno, che appoggia in prima persona l’azione del comitato “Aria Pulita” di Maglie: “Ho firmato l’esposto di questi ragazzi sia come libero cittadino, sia come sindaco, avendo ottenuto l’autorizzazione dalla Giunta. Ho scelto di sostenere questa iniziativa perché è stata intrapresa da un gruppo di giovani che hanno l’unico obiettivo di raggiungere la verità; non cercano visibilità, ma hanno solo intenzione di comprendere il problema e trovarne una soluzione. Se l’esposto riuscirà a far luce sull’origine e le caratteristiche di queste emissioni non potrò che esserne contento, e nel momento in cui gli enti preposti alla misurazione e alla validazione dei risultati dovessero confermare irregolarità sul territorio, non esiterò a prendere i provvedimenti di mia competenza. L’importante è avere prove certe, perché non voglio che delle mie scelte rivelatesi poi errate possano esporre la mia comunità a dei risarcimenti danni. Di certo, però, se gli sforamenti si registrano solo nelle ore notturne, significa che siamo in presenza di qualcosa di anomalo che deve essere chiarito”. 

 

Alessandro Chizzini 



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