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Antonio Raone: "Il mio desiderio? Fare la differenza per il mio territorio"

[02/03/2018] PRIMO PIANO

Antonio Raone: "Il mio desiderio? Fare la differenza per il mio territorio"

Candidato al Senato nel collegio plurinominale 02 per "Noi con l'Italia - Udc", Raone si presenta con un programma a sostegno del lavoro e dell'imprenditoria locale, nel rispetto della vocazione turistica del Salento  

 

Antonio Raone è un imprenditore salentino, impegnato nel settore della depurazione domestica delle acque. Dal 2014 è nel Consiglio comunale di Presicce ed è, inoltre, presidente del Tricase Calcio. Candidato al Senato nel collegio plurinominale 02, propone quattro temi principali del suo programma: lavoro, famiglia, sport e politica. "Amo la mia terra, perché era dei nostri padri e sarà dei nostri figli. Nella vita di ogni uomo e di ogni donna giunge un momento in cui impegnarsi in prima persona risulta necessario, arriva il momento in cui bisogna mettersi in gioco. E in quel momento bisogna fare la differenza". 

Raone, lei è il candidato di "Noi con l'Italia - Udc". Perché ha deciso di mettersi alla prova in questa esperienza? 

"Noi con l'Italia - Udc" è la sintesi delle esperienze politiche migliori di questo paese: il liberalismo e il cristianesimo democratico. Storie differenti ma finalmente unite. Ho scelto di candidarmi in questo nuovo movimento perché ho trovato la forza, le competenze e l'entusiasmo per dare al Salento l'attenzione politica che merita e che da tempo manca. Siamo una forza moderata e responsabile che non cede alle sirene del populismo e della demagogia. La differenza la fa chi s'impegna in prima persona, chi ci mette la faccia quotidianamente. A me le cose interessa farle, non disfarle. Se a livello regionale c'è la possibilità di condividere obiettivi di governo che hanno impatti concreti sulla vita dei cittadini lo si fa. È facile stare all'opposizione e scrivere programmi irrealizzabili che restano lettera morta, più difficile avere ruoli di responsabilità. A chi storce il naso riguardo alle alleanze ripeto: sono una persona concreta e non ho tempo da perdere, chi vuole realizzare trova il modo, e se questo significa percorrere tratti di strada con persone diverse, io non ho nessun problema, bisogna avere chiaro un obiettivo da raggiungere. Per il resto sono solo scuse e pretesti per litigare e mettersi i bastoni tra le ruote. Sono contento di essere candidato in questo collegio, il territorio che conosco meglio e per il quale potrò fare la differenza. Inoltre, il fatto che "Noi con l'Italia - Udc" sia una delle forze più radicate rappresenta per me uno stimolo in più.

Quali sono le sue priorità per il territorio e per i suoi collegi di riferimento?

Lavoro, sviluppo del territorio, sostegno alle famiglie, crescita infrastrutturale del territorio. Il centrodestra ha bisogno di chi dia attenzione al Sud e "Noi con l'Italia - Udc" è la più indicata a farlo. La politica in questi anni ha dimostrato di non avere il polso della situazione, presa dai suoi vari interessi, disattendendo tutti gli impegni a favore del sud. Non siamo più disposti ad essere la ruota di scorta di nessuno e anche all'interno della coalizione batteremo i pugni sul tavolo per avere finalmente tutte le garanzie possibili per il nostro territorio. 

Una delle richieste più sentite è sicuramente quella riguardante il lavoro. Come si potrebbe intervenire? 

Non amo essere retorico, ma il lavoro è dignità su cui si basa la nostra vita e la nostra società. Dobbiamo creare nuove opportunità, incoraggiare l'iniziativa dei cittadini e diffondere competenze. Ai tempi d'oggi è impensabile rinunciare alla flessibilità, ma questa deve essere sostenuta da uno Stato che garantisca i servizi essenziali a tutti i cittadini. In Italia, invece, abbiamo una tassazione che uccide la crescita e servizi pubblici assolutamente insufficienti. Quando parlo di lavoro non posso poi dimenticare da dove sono partito. Mi sono lanciato da giovane alla ricerca della mia strada, ho fatto sacrifici, è vero, ma ho avuto anche la libertà di fare esperienze. Cosa che purtroppo è limitata nei giovani di oggi: io darei più fiducia alle nuove generazioni che con la tecnologia nelle loro mani hanno la possibilità di inventarsi nuove prospettive. Se il Governo è il primo a non credere in loro, però, è normale che con le ali tarpate non riescano a realizzare quello in cui credono e si limitino ad assecondare le momentanee richieste del mercato. La tecnologia è essenziale in agricoltura come in tutti gli altri campi e solo i giovani possono realmente fare la differenza. Vorrei che la politica, per una volta, riuscisse a dare loro il giusto spazio. 

Lei è un imprenditore avrà sicuramente qualcosa in più da dire sul mondo del lavoro.

Sì, a livello generale, parlando di imprese ed economia, vorrei fare un rimprovero ai Governi precedenti per la loro scarsa capacità di capire come intervenire al meglio sulla questione. Ci ritroviamo con grandi aziende italiane che rischiano la chiusura o la delocalizzazione, cosa peraltro avvenuta per molte aziende salentine. Hanno permesso di svendere il nostro territorio e le nostre eccellenze. Troppa burocrazia, troppi impedimenti, troppe tasse. Gli imprenditori e tutti i lavoratori hanno denunciato lo stato delle cose, ma quando il Governo fa l'orecchio da mercante e cede alle lusinghe dei mercati esteri rischia poi di cadere in fallo e di perdere progressivamente attrattiva e capacità d'investimento. E ci ritroviamo a piangere per le aziende che chiudono e i proprietari oberati dal fisco. Credo che mai come adesso ci serva un'inversione di tendenza. Io ho un'idea precisa e sono pronto a metterla a disposizione sui tavoli del Parlamento. 

Nel Salento si parla anche di Tap e Xylella. Quale è il suo commento a riguardo? 

Il nostro è un territorio fragile perché bellissimo. Non esiste crescita economica senza valorizzazione delle risorse: siamo una regione a vocazione turistica. Infrastrutture come Tap sono strategiche per il Paese se funzionali e rispettose del territorio. A mio parere la scelta di San Foca come approdo è stata un errore che si sarebbe potuto evitare valutando altri luoghi. Il fenomeno Xylella non ha avuto l'attenzione che meritava. Dobbiamo agire subito per sostenere i lavoratori del settore e per rilanciare l'agricoltura pugliese a tutti i livelli: regionale, nazionale e soprattutto europeo. L'Ilva, invece, è un tema che di attenzione ne ha ricevuta molta, ma senza risultati tangibili. È impossibile che non si riesca a coniugare il diritto al lavoro con il diritto alla salute. Uno stato moderno come il nostro non può rinunciare ad un settore strategico come il siderurgico, perché incapace di renderlo sostenibile da un punto di vista ambientale. Spetta alla politica sforzarsi per trovare la soluzione migliore, facendo -come nel privato- un'analisi di costi e benefici prima di ogni scelta. 

Il suo collegio comprende anche i territori di Brindisi e Taranto. Cosa ha riscontrato in ognuno di loro? 

Può sembrare un collegio ampio ed eterogeneo, ma gli argomenti e le richieste sono sempre le stesse: lavoro, sicurezza e controllo del territorio. Poi ogni comune ha le sue esigenze e i suoi problemi. Ad esempio a Taranto non si può non parlare della valorizzazione del porto e a Brindisi del contrasto alla criminalità e del rilancio dell'economia. Il mio motto è "fa la differenza" ed è quello che faremo nei 160 comuni del collegio". 

Che appello vuole fare all'elettorato?

Mancano pochi giorni al momento del voto. Io ho girato in lungo e largo il Salento, ho partecipato a tanti incontri nelle province pugliesi, sono stato fortunato a conoscere persone entusiaste, a raccogliere belle storie ed esperienze che vale la pena mettere in rete. Solo una cosa voglio aggiungere: dobbiamo essere orgogliosi di appartenere ad un territorio meraviglioso e invito tutti a non svenderlo, a saper scegliere bene le persone che più possono valorizzarlo. Io ci sono, non mi tiro indietro. 



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