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Amministrative a Lecce: per il centrodestra il tempo delle primarie

[08/03/2019] PRIMO PIANO

Amministrative a Lecce: per il centrodestra  il tempo delle primarie

Mentre il centrosinistra si compatta se sempre più intorno a Salvemini, la Poli Bortone ha scelto di correre da sola e dovrà vedersela con chi, tra Congedo, Messuti e Spagnolo, risulterà vincitore nelle consultazioni del 17 marzo prossimo 

 

È partita la campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative che coinvolgeranno il capoluogo salentino il prossimo 26 maggio, in concomitanza con le consultazioni europee. Numerosi i pretendenti alla poltrona di primo cittadino di Lecce, a partire da Carlo Salvemini, che vuole riprendere da dove ha lasciato, dopo il commissariamento partito lo scorso gennaio. La campagna elettorale del sindaco uscente, rappresentante del centrosinistra alla prossima tornata, è partita ufficialmente lo scorso 3 marzo presso il Convitto Palmieri, inaugurando una serie di incontri intitolata “Partecipa. Idee e progetti per cambiare Lecce insieme”; una iniziativa incentrata su quattro grandi temi quali cittadinanza attiva, periferie sociali, mobilità urbana sostenibile e attrazione turistica. A sostegno della sua candidatura, come accaduto nel ballottaggio 2017, il suo vicesindaco Alessandro Delli Noci

Il primo schieramento, però, a ufficializzare il proprio candidato è stato il Movimento 5 Stelle, la cui scelta è caduta su Arturo Baglivo; medico chirurgo al “Vito Fazzi” di Lecce, l’esponente grillino ha il compito di migliorare il risultato di Fabio Valente nel 2017, quando con il 5% delle preferenze risultò l’unico eletto dello schieramento in Consiglio comunale. Dopo Salvemini e Baglivo, la terza figura a proporsi alla guida amministrativa di Lecce è stato Luca Russo, convinto di rappresentare l’unica alternativa all’attuale panorama politico leccese; la sua candidatura è sostenuta da quattro liste rappresentanti del mondo civico e associazionistico cittadino, precisamente “Movimento in Libertà”, di cui è presidente, Salento Europa, Diversi e Valori Cristiani. 

Più complessa, invece, il quadro in casa del centrodestra, su cui spicca il nome di Adriana Poli Bortone; dopo i due mandati consecutivi, dal 1998 al 2007, l’ex parlamentare ci riprova sostenuta da “Civiche Unite”. La campagna elettorale della Poli Bortone è partita la scorsa settimana da San Cataldo, nel quale ha ammesso di non riconoscersi più in questo centrodestra e, per questo, confermato di non partecipare alle primarie. E domenica 17 marzo è proprio il giorno nel quale la coalizione di centrodestra decreterà il suo candido alle prossime elezioni amministrative leccesi: in campo ci saranno Gaetano Messuti (Forza Italia), Saverio Congedo (Fratelli d’Italia) e Mario Spagnolo (Lega).

 

Saverio Congedo 

 

Commercialista di 54 anni, Saverio Congedo ricopre attualmente la carica di Consigliere regionale per Fratelli d’Italia e di Presidente della VII Commissione (Affari Istituzionali). Una lunga esperienza politica che lo vede tra gli scranni di Viale Capruzzi sin dalla VII legislatura. Viene eletto all’assise comunale di Lecce nel 1995, nel 2002 e nel 2007, mentre nel 2002 viene eletto presidente provinciale di Alleanza Nazionale. E la sua lunga carriera politica è una delle armi che Congedo intende sfruttare: “Sono consapevole di non avere bacchette magiche e non essere depositario di verità assolute. L’impegno che assumo coi leccesi è di mettere a disposizione della città i valori e le ragioni della mia storia politica, l’esperienza maturata sul campo in tanti anni di consigliere comunale e regionale, la responsabilità e il coraggio di scelte sempre nette e trasparenti al servizio della comunità, che mi ha dimostrato fiducia e stima accompagnandomi nel corso della mia carriera politica e, soprattutto, tantissimo entusiasmo”. 

Ancora nessun programma concreto, ma idee chiare su quali saranno i punti cardine: “È prematuro parlare di programma, perché intendo scriverlo con un metodo di partecipazione e confronto con le realtà produttive, sociali e associative leccesi; in altri termini, con la città. Tuttavia, tra le priorità dovranno sicuramente esserci le politiche familiari: il basso tasso di natalità, la diminuzione di giovani e di nuclei familiari a Lecce, come nel resto della regione e del Paese, impongono infatti politiche family friendly, a cominciare da un fisco a misura di famiglia, esattamente contrario di quanto fatto in questi mesi di Amministrazione di centrosinistra, con l’aumento della tassa sui rifiuti o la riscossione retroattiva dei passi carrai”.

 

Gaetano Messuti

 

L’esperienza politica di Gaetano Messuti è strettamente legata alla città di Lecce. Il suo primo incarico risale al 2007 come consigliere comunale di Lecce, per poi ricoprire dal 2010 al 2015 la carica di assessore con delega, tra le altre, ai Lavori Pubblici sotto l’amministrazione di Paolo Perrone. Nella sua carriera, anche il ruolo di Presidente della SGM nel 2001. 

Cinquantenne e avvocato, Messuti punta a ottenere la fiducia dei cittadini leccesi: “Stiamo portando avanti una proposta civica, abbracciata da un grande partito come Forza Italia e che accomuna intorno a sé tanti movimenti realmente civici che operano all’interno della città e con idee ben definite. Una proposta che si fonda anche sui cinque anni trascorsi come assessore comunale, nei quali ho acquisito una profonda conoscenza della macchina amministrativa; un’esperienza che mi ha visto anche costantemente presente nei nostri contenitori culturali, tra i più belli d’Italia”.  

E proprio su quest’ultimo aspetto si fonda il fulcro del programma che Messuti propone ai suoi concittadini: “Penso che ora sia necessario lasciare la fase contemplativa nella quale sono vissuti alcuni preziosi contenitori culturali riportati in auge dall’Amministrazione precedente quella di Salvemini, come ad esempio il Convento dei Teatini, il Convento degli Agostiniani o il Castello Carlo V. Ora è importante passare alla fase del riuso, per poi giungere al concetto di impresa culturale e determinare così un nuovo tipo di sviluppo economico”. 

Non si limita però solo a questo l’insieme delle idee di Gaetano Messuti: “Sarà il commercio e le sue problematiche il fulcro di un’attenta analisi che dovrà essere avviata nell’immediato. Una categoria trainante per una città come Lecce, sulla quale si sviluppa oltre il 40% dell’economia locale, merita attenzione ed un programma realizzato ad hoc”. 

 

Mario Spagnolo 

 

Le primarie del centrodestra potrebbe rappresentare la svolta dell’attività politica di Mario Spagnolo. Diplomatosi presso l’Istituto Professionale Industria e Artigianato, non ha mai ricoperto ruoli istituzionali ma la militanza politica e l’attività di volontariato lo hanno aiutato per la nomina a segretario cittadino della Lega. 

Spagnolo, 46 anni, punta su ciò che la sua figura può rappresentare per la coalizione: “Mi rivolgo ai cittadini e alle liste e movimenti civici che si richiamano ad un nuovo centrodestra. Rappresento la novità della nostra coalizione e proprio per questo ritengo di essere la persona giusta per ricostruire lo schieramento, e voglio farlo non partendo dalle cariche istituzionali, ma dalla centralità delle persone e di progetti e programmi pensati per una nuova Lecce. Ciò che conta maggiormente, però, è la compattezza della coalizione: preferirei non partecipare alle primarie se dovessimo presentarci uniti e vincere le elezioni”. 

Spagnolo si propone ai cittadini con un programma che ha alcuni nodi cardine: “Penso ad un massiccio rafforzamento della sicurezza, considerando le condizioni di abbandono in cui versano alcune zone della città, anche con un maggior coinvolgimento del sindaco e della Polizia Locale. Vorrei poi offrire maggiore riconoscenza alle associazioni di volontariato, magari concedendo loro in comodato d’uso gratuito alcuni degli immobili non più in uso, dopo un adeguato risanamento. Lecce ha poi bisogno di un rilancio turistico perché non può campare di rendita, e in questo percorso si inseriscono indiscutibilmente le marine, abbandonate negli ultimi 15 anni. Infine, mi pongo in difesa del nostro piccolo commercio, vessato dalle tasse e che ha bisogno di una fiscalità agevolata e di un piano traffico degno di questo nome”.

 

Alessandro Chizzini 



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